Global Wind Day: l’eolico ci salverà

L’energia eolica ha acquisito un’importanza sempre maggiore tra le nuove fonti rinnovabili

Questa mattina in Good Morning Kiss Kiss abbiamo scambiato due chiacchiere sul Global Wind Day e sull’impatto dell’energia eolica con Stefano Ciafani, presidente di Legambiente.

Buongiorno Stefano, bentornato! Oggi è il Global Wind Day. La domanda è questa. Come siamo messi in Italia con l’energia eolica?

La fonte eolica è la seconda fonte rinnovabile dopo il fotovoltaico e garantisce al Paese di produrre in totale tra tutte le fonti rinnovabili quasi il 45% di energia elettrica e il restante 55% continuiamo a produrlo con il gas e il carbone. Ma la percentuale dei rinnovabili continua ad aumentare grazie allo sviluppo sempre più importante del fotovoltaico che vediamo ormai soprattutto sui tetti. Considerate che ci sono ventiseimila megawatt di impianti fotovoltaici installati in Italia. L’eolico è la seconda fonte più diffusa perché si aggiungono i dodicimila megawatt di impianti eolici già realizzati che vediamo spesso sui crinali delle montagne, sull’Appennino.

Questi impianti ormai fanno parte del panorama italico?

Si, assolutamente si. Quando eravamo piccoli noi per vedere gli impianti eolici dovevamo andare in nord Europa. Oggi i bimbi, oltre ad essere nativi digitali sono anche nativi rinnovabili perché si guardano intorno e vedono impianti fotovoltaici e impianti eolici senza dovere espatriare, come avremmo dovuto fare noi fino a quaranta o cinquanta anni fa.

Prima parlavamo delle Regioni con più verde che spesso non coincidono con il numero di impianti eolici. Perché c’è questa discrepanza? Ci sono regioni più propense, altre meno o ci sono altri motivi?

Le regioni con più vento tendenzialmente sono al centro-sud e nelle isole, ovvero Sicilia e Sardegna e dal Lazio verso il sud.

Vedere Lazio e Campania quasi al pari della Sardegna sembra un paradosso…

È vero e purtroppo le regioni con più vento come Sicilia, Sardegna e Puglia hanno un grande potenziale eolico che non viene sfruttato perché spesso ci sono proteste contro gli impianti eolici, con i cittadini che a volte non capiscono l’importanza di questa fonte. Sono proteste poi cavalcate dalla politica perché per acquisire il consenso elettorale si va dietro alle proteste, invece di spiegare a chi protesta contro questi impianti che questi ultimi servono a togliere dal panorama le ciminiere, le centrali termoelettriche che bruciano gas o carbone e che emettono nell’atmosfera inquinanti locali nocivi per i polmoni e inquinanti globali che fanno male al pianeta. Grazie a questi nuovi impianti, compresi gli eolici, noi potremmo togliere dal paesaggio queste brutture a cui purtroppo ci siamo abituati perché quelle ciminiere alte duecentocinquanta metri che emettono nell’atmosfera gas inquinanti ormai le diamo acquisite nel paesaggio. Invece dobbiamo cancellarle grazie alla sostituzione di quella produzione di elettricità da fonti inquinanti con la produzione di energia dal sole e dal vento.

Tra una ciminiera e la pala eolica la scelta sembra ovvia…

La crisi climatica devasterà il paesaggio italiano in maniera permanente. Se non la fermiamo, il paesaggio del nostro Paese, che è uno dei più belli al mondo, verrà cambiato per sempre e dobbiamo sfruttare tutte quelle fonti, compreso il vento e quindi gli impianti eolici, per fermare questa crisi climatica che ormai avanza.

Speriamo non siano solo parole al vento! La ringraziamo!

Kiss Kiss a voi!

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