Giornata mondiale della Terra: gli allarmi che riguardano l’ambiente e cosa si può fare

22 aprile, Giornata mondiale della Terra. È ancora allarme smog, che attacca la salute di tutti. Quali sono le soluzioni?
Quest’oggi, nella Giornata mondiale della Terra, in Good Morning Kiss Kiss, abbiamo parlato con Stefano Ciafani, presidente di Legambiente.

Buongiorno presidente! Partiamo da qualche piccolo consiglio, in particolare oggi che è giornata mondiale della Terra.

«Buongiorno a voi! Oggi abbiamo voluto dedicare il nostro contributo alla discussione e alla data del 22 aprile ricordando che c’è un problema irrisolto e cronico che è quello dello smog. 15 giorni fa a Milano, grazie a un’installazione artistica che ha visto protagonista un ex primatista mondiale di apnea, Mike Medice, chiuso per sei minuti e mezzo dentro un cubo di vetro trasparente con l’aria che si è respirata a Milano alcuni giorni negli ultimi mesi, 118 microgrammi per metro cubo di polveri ultrafini. Ricordiamo che questo è un problema che riguarda tante persone, muoiono oltre 50.000 persone prematuramente ogni anno. I cittadini possono dare un contributo. A volte si dà per scontato che per muoversi in città, per andare a scuola, all’università o al lavoro, si debba prendere il mezzo privato. Ci sono alcuni cittadini che possono andare a piedi o prendere la bicicletta, senza prendere l’automobile.»

«Poi, penso a una dieta più equilibrata. Il cibo c’entra con l’inquinamento atmosferico. Mangiare meno carne e più frutta e verdura di stagione può dare un contributo indirettamente all’inquinamento atmosferico. Che è causato da una parte dagli allevamenti intensivi, e dall’altra è meglio evitare di mangiare frutta coltivata in un clima più caldo in un altro continente.»

Ricordiamoci i lenzuoli appesi ai balconi, che sono la controprova di quello che respiriamo. Basta lasciarli fuori una settimana e poi vedere.

«Questa è la nostra campagna “malaria”, iniziata 30 anni fa.»

E non è cambiato nulla!

«Era un modo per chiedere gli interventi della politica, perché i cittadini non possono risolvere questo problema da soli. In questo periodo storico, i cittadini possono chiedere ai loro sindaci di istituire le delibere a 30 km/h, per rendere più sicure le città e proteggere chi è più debole, pedoni, ciclisti, chi va in monopattino. Ma servono interventi strutturali. Penso al nuovo bonus edilizi differenziati, per chi può permetterselo meno o per chi rende più efficiente la propria casa. Perché il riscaldamento contribuisce non poco all’inquinamento atmosferico.

Inoltre, bisogna garantire a tutti la scelta di poter prendere il mezzo pubblico, perché non tutti ce l’hanno. Se non si fanno investimenti su nuove tramvie, nuovi treni pendolari, nuove ferrovie, magari evitando di spendere milioni di euro su un’opera unica, penso al dibattito sul ponte sullo Stretto. Si possono utilizzare gli stessi soldi su interventi, infrastrutture che sono molto più utili agli abitanti del nostro Paese. Sarebbero contributi utili a far cessare questa strage silenziosa, lo smog, che noi continuiamo a denunciare ed è ancora sottovalutata e irrisolta.»

Grazie e buon lavoro presidente, grazie a tutti voi di Leagmbiente!

«Grazie a voi e Kiss Kiss a tutti!»

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