Rocío Muñoz Morales: “Il mio silenzio è stato una scelta di dignità”

L'attrice spagnola racconta la sua esperienza al Festival della Tv di Dogliani, tra vita privata e carriera.

Ospite del Festival della Tv di Dogliani, Rocío Muñoz Morales ha affrontato alcuni dei momenti più significativi della sua vita privata e professionale. Tra i temi più delicati, quello della recente separazione da Raoul Bova, vissuta lontano dai riflettori e dalle polemiche.

L’attrice ha spiegato di aver scelto consapevolmente di non intervenire pubblicamente durante i mesi più intensi delle indiscrezioni. “Tutti parlavano troppo, tutti facevano troppo rumore, un rumore che mi dava fastidio e che mi costringeva a mettere le mani sulle orecchie delle mie figlie perché non ascoltassero”, ha raccontato.

Per Rocío, il silenzio è stato una forma di tutela e di dignità: “Il silenzio con cui ho commentato la vicenda è stato una scelta ponderata, di dignità. Credo che il mio silenzio sia stato più forte di molte parole: mi ha dato serenità, forza, mi ha fatto sentire diversa”.

La rinascita lontano dai social

Nel corso dell’incontro, l’attrice ha spiegato di aver preferito vivere quel momento difficile lontano dall’esposizione mediatica e dalla pressione dei social network.

“Volevo contrastare il rumore inutile e cattivo che avevo intorno”, ha affermato, aggiungendo di aver rifiutato qualsiasi etichetta legata al gossip. La scelta è stata quella di affrontare il dolore in maniera privata, concentrandosi sulle figlie e sulla propria serenità personale.

“Oggi sono single”, ha detto con ironia, raccontando una quotidianità fatta di piccoli gesti domestici e di una nuova fase della sua vita.

Gli inizi in Italia e la scoperta di Sanremo

Rocío ha ripercorso anche il suo arrivo in Italia, ricordando le difficoltà incontrate nei primi anni. Quando si trasferì nel nostro Paese non conosceva la lingua e dovette imparare tutto da zero.

Tra gli aneddoti più divertenti c’è quello legato al suo debutto al Festival di Sanremo 2015 come co-conduttrice scelta da Carlo Conti.

“Non sapevo chi fosse Carlo Conti e pensavo che Sanremo fosse un festival del cinema”, ha confessato. Presentatasi al provino con grande preparazione ma senza conoscere davvero il contesto, studiò perfino il regolamento a memoria. “Mi sono presentata vestita tutta accollata, come una suora”, ha ricordato sorridendo.

Secondo l’attrice, proprio quella spontaneità e quella inconsapevolezza finirono per rivelarsi un vantaggio in un ambiente che conosceva ancora poco.

Roma, la lingua italiana e le prime difficoltà

L’arrivo nel nostro Paese è stato segnato da episodi che oggi racconta con leggerezza. Uno dei più curiosi riguarda le prime esperienze alla guida nella Capitale.

Convinta che un varco attivo indicasse semplicemente il passaggio consentito, attraversò più volte una zona a traffico limitato accumulando multe per migliaia di euro. Un episodio che descrive come parte di un periodo “divertente e folle”, caratterizzato dalla scoperta di una nuova cultura e di una nuova lingua.

Dalla danza alla televisione

Prima di affermarsi come attrice e conduttrice, Rocío aveva coltivato il sogno della danza agonistica. Ha iniziato ad allenarsi all’età di sei anni, dedicando molte ore al giorno alla disciplina.

“Mi allenavo cinque ore al giorno e studiavo in treno”, ha raccontato. Nel corso della sua carriera sportiva è stata cinque volte campionessa spagnola di danza, pur senza riuscire a raggiungere quello che allora considerava il suo obiettivo più grande: diventare campionessa del mondo.

Alle spalle, una famiglia semplice che le ha trasmesso il valore del sacrificio e del lavoro. Ricordando i genitori, ha raccontato di aver cercato persino di insegnare loro a scrivere quando era ragazza, consapevole delle difficoltà che avevano vissuto durante l’infanzia.

“Casa per me è l’Italia”

Nonostante le origini spagnole, oggi Rocío sente di appartenere profondamente all’Italia. Nel corso dell’incontro ha spiegato come il legame con il Paese sia diventato sempre più forte nel corso degli anni.

“Se devo pensare a tornare a casa, per me casa è l’Italia”, ha affermato. Un rapporto costruito nel tempo e diventato parte integrante della sua identità, tanto da portarla a dire: “Sogno in italiano, faccio quasi tutto in italiano”.

Parole che raccontano il percorso di un’artista arrivata in Italia senza conoscere la lingua e diventata, nel tempo, uno dei volti più popolari della televisione e dello spettacolo italiano.

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