In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Fabio Fazio ha raccontato le emozioni vissute dagli spalti del Roland Garros durante la sorprendente eliminazione di Jannik Sinner. Il conduttore televisivo ha descritto il match come uno shock sportivo, soffermandosi sia sulle condizioni climatiche sia sulle qualità umane e sportive del numero uno italiano.
Lo shock per la sconfitta di Sinner
Presente in prima fila sul Philippe Chatrier, Fabio Fazio ha assistito dal vivo alla partita che ha visto l’uscita di scena di Jannik Sinner. Un epilogo che il conduttore ha faticato ad accettare.
«È stato uno choc. Un match senza alcun senso. Fino al 5-1 del terzo set non c’è stata storia, Sinner colpiva con una potenza unica: non lo avevo mai visto dal vivo, ero lì con Warner Bros, è stato sorprendente vederlo giocare da così vicino. È davvero un gigante. L’epilogo è stato crudele».
Fazio ha raccontato di aver continuato a guardare il tabellone quasi incredulo di fronte a quanto stava accadendo.
«Mah… Non mi sembrava vero. Non c’era alcuna razionalità, era proprio non-credibile. Continuavo a guardare il tabellone per essere sicuro di aver capito bene, mi pareva un brutto sogno».
Il tema del caldo e le condizioni fisiche
Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito il conduttore c’è stato il caldo intenso che ha accompagnato l’incontro.
«Eravamo seduti e fradici di sudore, cotti. La temperatura era decisamente superiore ai 30 gradi. Dopodiché, mi pare evidente che gli sia successo qualcosa a livello fisico».
Fazio ha poi criticato la scelta di far disputare partite in pieno giorno durante temperature così elevate.
«Ma non si può giocare a mezzogiorno con quel caldo. Perché ci si ferma per pioggia e non per il caldo? In estate nessun tennista amatoriale gioca a mezzogiorno, perché il numero 1 sì? A quell’ora farei giocare solo chi nega il cambiamento climatico».
L’ammirazione per il comportamento di Sinner
Al di là del risultato, il conduttore ha sottolineato il modo in cui il tennista altoatesino ha affrontato le difficoltà durante il match.
«No no, ho guardato tutto. Ma anche nelle difficoltà, Jannik mi ha colpito: non si è ritirato e, così facendo, ha dato meriti all’avversario. Un gigantesco campione».
Un atteggiamento che, secondo Fazio, conferma ancora una volta lo spessore umano del giocatore.
Un legame nato prima del successo
Nel corso dell’intervista, Fazio ha spiegato di aver conosciuto Sinner quando era ancora agli inizi della sua carriera.
«Per due ragioni. La prima: l’ho intervistato quando aveva 19 anni, prima che diventasse il Sinner di oggi. Ho capito che questo ragazzo era più di una speranza e mi è rimasto lo spirito paterno. Potrebbe essere mio figlio. Era timido ma con negli occhi la luce che tutti gli riconoscono oggi».
Un ricordo che rende ancora più forte il suo legame con il campione azzurro.
Il paragone con i grandi del tennis
Per Fazio, il fascino di Sinner non si limita ai risultati ottenuti sul campo, ma riguarda soprattutto il suo stile e il suo modo di essere.
«La persona che è in campo. Un sorriso per tutti, sempre composto, uno stile di gioco unico. Ha una gentilezza che sconfina nell’eleganza del gesto. Sembra un giocatore di altri tempi: un classico. Prima c’era Federer, ora c’è Sinner».
Parlando delle qualità che più lo impressionano, il conduttore ha aggiunto:
«Il tennis non è solo uno sport: è una filosofia, uno stile di vita. Lui interpreta alla perfezione questa convivenza tra gestione fisica e mentale. Mi impressiona la lucidità».
Le vittorie più emozionanti
Infine, Fazio ha indicato i successi di Sinner che lo hanno coinvolto maggiormente dal punto di vista emotivo.
«Wimbledon per la sua felicità, Roma per la mia».
Parole che testimoniano l’affetto e la stima che il conduttore nutre nei confronti del campione italiano, considerato da lui un esempio non soltanto sportivo, ma anche umano.

