Ottant’anni fa, il 6 e il 9 agosto 1945, le città di Hiroshima e Nagasaki vennero colpite dalle bombe atomiche statunitensi. Le commemorazioni di questi giorni hanno riportato l’attenzione sulle testimonianze dei sopravvissuti e sulle conseguenze di quei bombardamenti, che causarono la morte immediata di decine di migliaia di persone e lasciarono segni indelebili nella memoria collettiva giapponese.
La testimonianza di Masao Tomonaga
Masao Tomonaga, sopravvissuto alla bomba di Nagasaki e oggi ematologo, ha raccontato la sua esperienza in un’intervista a Open. Tomonaga ha detto: «Avevo due anni e mezzo quando la bomba è esplosa. La mia casa era a 2,5 chilometri dall’epicentro. Sono stato investito dall’onda d’urto e da una pioggia nera». Tomonaga ha spiegato che la sua famiglia è sopravvissuta, ma molti parenti e amici sono morti. L’esperto ha aggiunto: «Se potessi parlare con Trump, Putin e Xi Jinping, li porterei a Hiroshima e Nagasaki, nei musei e nei luoghi della memoria. Vorrei che vedessero con i loro occhi cosa hanno fatto le armi nucleari». Tomonaga ha sottolineato che la memoria dei sopravvissuti è fondamentale per trasmettere alle nuove generazioni il significato di quanto accaduto.
Le commemorazioni in Giappone
A Hiroshima e Nagasaki si sono svolte cerimonie ufficiali con la partecipazione di autorità locali, sopravvissuti e familiari delle vittime. Durante le commemorazioni sono stati osservati minuti di silenzio e sono stati letti messaggi di pace. Il sindaco di Hiroshima ha chiesto il disarmo nucleare e ha invitato la comunità internazionale a riflettere sulle conseguenze delle armi atomiche. Le scuole giapponesi hanno organizzato momenti di approfondimento per ricordare la tragedia e sensibilizzare i giovani.
Il dibattito sulle armi nucleari
In occasione dell’ottantesimo anniversario, il dibattito sulle armi nucleari è tornato al centro dell’attenzione pubblica. Il governo giapponese ha ribadito la propria posizione contro le armi atomiche, pur mantenendo l’alleanza con gli Stati Uniti. Diverse organizzazioni pacifiste hanno organizzato manifestazioni e incontri per chiedere l’abolizione degli armamenti nucleari. La memoria dei sopravvissuti, come quella di Tomonaga, viene considerata un elemento chiave per mantenere viva la consapevolezza dei rischi legati alle armi atomiche.