Dopo settimane di pausa, il Motomondiale riaccende i motori a Jerez e per Marc Marquez è il momento di verificare i progressi fisici. Lo stop tra Austin e il GP di Spagna si è rivelato prezioso per lavorare sul recupero dopo l’infortunio rimediato in Indonesia, con allenamenti intensi e test in pista che hanno restituito sensazioni più positive.
Il pilota spagnolo non ha nascosto una certa fiducia: “Posso dire che sono a un livello ottimale per competere al massimo”. Parole che segnano un cambio di passo rispetto alle settimane precedenti, quando il problema fisico era ancora al centro dell’attenzione.
Sei mesi per tornare competitivo
Per la prima volta, Marquez ha chiarito i tempi reali della riabilitazione, spiegando come il recupero completo richiedesse circa sei mesi. Un periodo che si è appena concluso e che coincide con un miglioramento evidente: “Ora sto tornando a una condizione simile a quella dell’anno scorso, è proprio adesso che sento i maggiori progressi”.
Un percorso graduale, reso complesso dalla natura dell’infortunio alla spalla, che ha richiesto tempo soprattutto sotto il profilo neurologico. Il lavoro in palestra e in pista sembra però iniziare a dare i risultati sperati.
Obiettivo realismo: niente proclami
Nonostante i segnali positivi, Marquez mantiene un profilo prudente. La distanza in classifica dal leader Marco Bezzecchi è significativa e il campione in carica evita di caricarsi di responsabilità eccessive: “Non sono nella posizione di fermare Bezzecchi. Dobbiamo prima costruire il nostro percorso”.
Il riferimento è anche al livello mostrato finora dalle Aprilia, apparse particolarmente competitive nelle prime gare della stagione. Marquez preferisce concentrarsi su una crescita progressiva, senza salti nel vuoto.
Jerez, tra storia e ambizioni
Il circuito andaluso evoca ricordi importanti per lo spagnolo, che qui ha già ottenuto vittorie significative in passato. Tuttavia, il momento attuale impone cautela: “Non chiedo di vincere, perché non abbiamo ancora dimostrato quel livello. Il primo obiettivo è costruire un podio e fare più punti possibile”.
Jerez resta comunque una tappa speciale, soprattutto per l’atmosfera e il calore del pubblico di casa, elementi che possono rappresentare una spinta ulteriore.
La sfida tecnica e il ruolo della Ducati
Guardando oltre il weekend, Marquez ha sottolineato anche l’importanza del lavoro di squadra con gli ingegneri Ducati. Il gap con Aprilia è evidente, ma non definitivo: “Siamo lontani, ma la stagione è lunga. Serve crescere passo dopo passo”.
E con un pizzico di ironia ha aggiunto: “Il pilota si aspetta sempre qualcosa dagli ingegneri e gli ingegneri dal pilota. Vediamo se riusciamo ad aiutarci a vicenda”.
Una nuova fase della carriera
Dal 2020 in poi, la carriera di Marquez è stata segnata da ostacoli e adattamenti continui. Oggi il pilota sembra aver accettato questa nuova dimensione: “Bisogna sapersi adattare e sopravvivere alle situazioni che arrivano”.
Jerez rappresenta così non solo una gara, ma un banco di prova per capire fin dove può arrivare in questa stagione. Con una certezza ritrovata: il fisico, finalmente, non è più il limite principale.
