Si chiude l’esperienza di Claudio Ranieri come senior advisor della Roma. Dopo mesi di tensioni interne e tentativi di mediazione, la proprietà ha deciso di interrompere il rapporto con il dirigente che la scorsa estate era stato scelto per accompagnare il club verso una nuova fase.
L’ufficialità è attesa a breve, ma la separazione viene ormai considerata definita. Ranieri lascia così un incarico che sarebbe dovuto durare fino al 2027.
Dalla scelta di Gasperini alla rottura
Paradossalmente, la figura di Gian Piero Gasperini è stata centrale sia nell’inizio sia nella fine del percorso di Ranieri. Fu proprio l’ex tecnico giallorosso a indicarlo come guida ideale per la panchina romanista.
Alla presentazione del nuovo allenatore, Ranieri aveva dichiarato:
“Sarò un amico che sta di lato e, se serve, verrà in aiuto”.
E ancora:
“Anche a me Gasperini stava antipatico, ma sarà l’allenatore giusto per provare a far tornare grande la Roma”.
Con il passare dei mesi, però, il rapporto tra i due si è incrinato fino alla rottura definitiva.
Mercato e obiettivi: visioni opposte
Le divergenze principali sarebbero nate sulla costruzione della squadra. Ranieri spingeva per una crescita graduale, basata sulla valorizzazione dei giovani e su una gestione compatibile con i vincoli economici del club.
Gasperini, invece, puntava a un immediato salto di qualità e chiedeva rinforzi pronti per centrare la qualificazione in Champions League.
Già nei mesi scorsi Ranieri aveva ricordato i limiti finanziari del club:
“Al limite ci sarà da vendere qualcuno… non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso dalla Uefa”.
Lo scontro pubblico
La frattura è emersa apertamente dopo alcune dichiarazioni sul mercato. Gasperini aveva espresso perplessità sul numero degli acquisti arrivati a Trigoria:
“Sono arrivati 30 giocatori a Roma e ne stanno giocando 4 o 5…meglio pochi ma buoni, sono più propenso a quell’idea”.
La replica di Ranieri è stata netta:
“Abbiamo scelto insieme i giocatori, non ce n’è uno che lui non abbia approvato e che non sapesse che sarebbe venuto. Non sono qui a fare il garante di nessuno”.
Poi un’altra stoccata:
“In estate abbiamo valutato 5 o 6 allenatori, tre poi non sono venuti e alla fine ha deciso la società. Lo abbiamo scelto per quello che ha fatto all’Atalanta con i giovani”.
Parole che hanno reso evidente una convivenza ormai compromessa.
La scelta dei Friedkin
La proprietà americana avrebbe provato a ricucire lo strappo, ma negli ultimi giorni la situazione è precipitata. Alcune uscite pubbliche di Ranieri sarebbero state giudicate come un’invasione di campo rispetto al ruolo ricoperto.
Da qui la decisione di chiudere il rapporto e affidare di fatto il nuovo corso tecnico a Gasperini, che esce rafforzato dalla vicenda e diventa il punto di riferimento del progetto romanista.
Possibile rivoluzione anche nell’area sportiva
L’addio di Ranieri potrebbe trascinare con sé altri cambiamenti. In bilico ci sarebbe anche il direttore sportivo Frederic Massara, il cui futuro appare incerto.
Tra i profili valutati per un eventuale nuovo assetto sportivo vengono accostati diversi nomi, mentre potrebbero cambiare anche alcune figure dello staff tecnico e medico.
A Trigoria si prospetta dunque un’altra profonda riorganizzazione.
Il futuro di Ranieri e l’ipotesi Nazionale
Per Ranieri ora si apre una nuova fase. La scorsa estate aveva rifiutato la possibilità di guidare l’Italia, preferendo restare legato alla Roma.
Oggi lo scenario potrebbe cambiare. Più che un ritorno in panchina, appare credibile un ruolo dirigenziale o di supervisione tecnica all’interno del progetto azzurro.
Dopo l’ennesimo capitolo romanista della sua carriera, per Sir Claudio potrebbe aprirsi una nuova avventura lontano da Trigoria.