Nigel Mansell risponde a Domenicali: “Non facevamo ciò che dice, la situazione attuale è molto pericolosa”

Nigel Mansell smentisce le dichiarazioni del CEO della F1 Stefano Domenicali sull’uso del “lift and coast” nelle vetture degli anni ’80 e ’90, criticando il confronto con la Formula 1 moderna e sottolineando i rischi legati alla gestione attuale delle monoposto ibride.

Le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato della Formula 1, Stefano Domenicali, hanno riacceso il dibattito sulle differenze tra la F1 attuale e quella del passato. Secondo il dirigente, già negli anni ’80 e ’90 i piloti utilizzavano tecniche come il “lift and coast”, cioè il sollevare il piede dall’acceleratore prima della frenata per gestire carburante e consumi.

Una ricostruzione che però è stata contestata con forza da una delle figure più iconiche della storia del campionato.

La risposta di Nigel Mansell: “Non è vero, è un paragone fuori contesto”

Nigel Mansell, campione del mondo 1992 con la Williams, ha smentito categoricamente questa versione dei fatti in un’intervista rilasciata ad Autosport.

Le sue parole sono state molto nette:

“No, non facevamo ciò che dice. Se a volte si sollevava il piede dall’acceleratore era più che altro per dosare la guida. Quando ti trovavi in scia a qualcuno e decidevi di non tentare il sorpasso, quello era risparmiare carburante e gestire la corsa in modo intelligente.”

Mansell ha poi sottolineato la differenza sostanziale tra le tecniche del passato e la gestione moderna delle vetture ibride:

“Avere un computer che prende il controllo della macchina e gestisce la batteria è qualcosa di completamente diverso. Non rallentavamo nelle curve ad alta velocità. Quindi è un’esagerazione fare questo paragone, e lo devo dire chiaramente.”

Il sostegno ai piloti e le critiche alla F1 moderna

L’ex campione britannico ha anche espresso pieno sostegno alle attuali preoccupazioni dei piloti, che da tempo denunciano le difficoltà legate alla gestione dell’energia e alle differenze di velocità tra le vetture.

Secondo Mansell, queste condizioni possono diventare pericolose:

“Comprendo profondamente i piloti e credo che la situazione attuale sia molto pericolosa. Ci siamo già andati vicino a un grave incidente in Giappone (tra Bearman e Colapinto), ed è stato solo fortuna se non è finita peggio per Oliver. Bisogna intervenire e sistemare queste cose, perché così com’è non va bene.”

Un dibattito aperto sul futuro della Formula 1

La presa di posizione di Nigel Mansell si inserisce in un dibattito sempre più acceso sul futuro della Formula 1, tra innovazione tecnologica, gestione dell’energia e sicurezza in pista.

Da un lato la dirigenza difende l’evoluzione tecnica delle monoposto, dall’altro piloti ed ex campioni mettono in dubbio che alcune comparazioni con il passato siano corrette o pertinenti.

Una discussione destinata a continuare, mentre la F1 moderna cerca ancora il giusto equilibrio tra spettacolo, strategia e sicurezza.

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