“Sono io la vera Emily”: Leslie Fremar svela il segreto de Il diavolo veste Prada

Leslie Fremar, ex assistente di Anna Wintour, condivide la sua esperienza lavorativa e le somiglianze con il personaggio di Emily nel film "Il diavolo veste Prada".

A quasi vent’anni dall’uscita di Il Diavolo veste Prada, uno dei film più iconici legati al mondo della moda continua a svelare retroscena sorprendenti. Mentre l’attenzione è tornata alta grazie al sequel, emerge una rivelazione che ha riacceso l’interesse dei fan: il personaggio di Emily, interpretato da Emily Blunt, è ispirato a una persona reale.

A confermarlo è stata la stessa Leslie Fremar, celebrity stylist affermata, che durante il podcast The RunThrough ha dichiarato senza esitazioni: “Lo so. Sono Emily”. Una frase che mette fine a anni di supposizioni e curiosità attorno alla figura della severa e ambiziosa assistente.

Dalla realtà al romanzo

La storia affonda le radici nel romanzo scritto da Lauren Weisberger, pubblicato nel 2003 e diventato rapidamente un bestseller. L’autrice aveva lavorato come assistente junior nella redazione di Vogue durante l’era di Anna Wintour, figura che ha ispirato il personaggio di Miranda Priestly, poi portato sullo schermo da Meryl Streep.

Proprio in quel contesto professionale, Weisberger conobbe Fremar, all’epoca prima assistente. Un rapporto intenso, fatto di pressioni e dinamiche lavorative complesse, che ha trovato spazio nelle pagine del libro e, successivamente, nella trasposizione cinematografica.

La battuta cult nata in redazione

Tra gli aspetti più curiosi emersi dal racconto di Fremar c’è l’origine di una delle battute più celebri del film. “Ho detto a Lauren che un milione di ragazze avrebbero ucciso per avere quel lavoro”, ha spiegato la stylist. Una frase che nel film diventa simbolo della competitività e del prestigio legati al mondo della moda.

Non si tratta quindi solo di sceneggiatura, ma di un frammento autentico di vita vissuta negli uffici di Vogue, dove la pressione e le aspettative erano altissime.

Il confronto con Anna Wintour

Dopo l’uscita del romanzo, Fremar si trovò ad affrontare un momento delicato: un confronto diretto con Anna Wintour. “Ero terrorizzata”, ha raccontato. “Mi ha chiesto: ‘Chi è Lauren Weisberger?’”. Alla risposta, la direttrice avrebbe aggiunto una frase destinata a restare impressa: “Ha scritto un libro su di noi, e tu sei peggio di me”.

Un episodio che evidenzia quanto il libro fosse percepito come vicino alla realtà, al punto da creare tensioni personali e professionali.

Un rapporto interrotto

La pubblicazione del romanzo segnò la fine del rapporto tra Fremar e Weisberger. La stylist ha vissuto quel momento come un tradimento, soprattutto perché molte delle situazioni narrate derivavano da esperienze condivise.

“Nel libro c’è molto di vero”, ha ammesso, sottolineando come alcune dinamiche lavorative fossero state riportate in modo fedele, anche se romanzato.

L’incontro con Emily Blunt

Curioso anche l’episodio dell’incontro tra Fremar e Emily Blunt. La stylist ha raccontato di aver detto all’attrice: “Voglio solo che tu lo sappia, io sono Emily”. Una rivelazione accolta però con sorprendente distacco: “Oh, okay”.

Un finale quasi ironico per una storia che intreccia realtà e finzione, confermando quanto Il Diavolo veste Prada continui a essere un fenomeno culturale capace di affascinare anche a distanza di anni.

Dalla redazione alla Hollywood che conta

Dopo l’esperienza in Vogue, Leslie Fremar ha costruito una carriera di grande successo come stylist, lavorando con star internazionali e personalità di primo piano, tra cui Charlize Theron, Nicole Kidman e Kamala Harris.

Oggi è una delle figure più influenti nel mondo dello styling, dimostrando come, dietro uno dei personaggi più iconici del cinema, ci sia una storia reale fatta di ambizione, tensioni e successo.

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