Il ritorno alle origini, il viaggio lento e la musica come filo conduttore: è su questi elementi che prende forma il nuovo progetto di Jovanotti, presentato ufficialmente a Roma.
Un tour che diventa viaggio
Non è un semplice calendario di concerti, ma un percorso vero e proprio: nasce così il “Jovagiro”, un’iniziativa che unisce spettacolo e ciclismo in un racconto itinerante. L’idea è quella di attraversare l’Italia in bicicletta tra una tappa e l’altra del Jova Summer Party 2026, trasformando ogni spostamento in parte integrante dell’esperienza artistica.
La partenza è fissata per il 9 agosto dalla Capitale, con un itinerario che si snoderà lungo il Centro-Sud fino alla Sicilia, per poi risalire verso Napoli e chiudere nuovamente a Roma.
Il gran finale al Circo Massimo
Il viaggio troverà il suo culmine il 12 e 13 settembre con due grandi eventi al Circo Massimo, pensati come una vera celebrazione conclusiva. Concerti che, nelle intenzioni dell’artista, dovranno avere anche un’anima profondamente romana, con possibili ospiti legati alla città.
“Il tour inizia e finisce qui – ha spiegato – ed è emozionante tornare dove tutto è cominciato”. Un cerchio che si chiude proprio nella città che ha segnato i suoi primi passi.
Il legame con Roma e i ricordi d’infanzia
Durante la presentazione in Campidoglio, Jovanotti ha ripercorso momenti della sua giovinezza nella Capitale: dall’infanzia a Porta Cavalleggeri fino agli esordi come dj. Un rapporto con Roma che, con il passare degli anni, si è fatto ancora più intenso.
“Ho un po’ il rammarico di non aver reso la mia romanità un elemento centrale nelle mie canzoni”, ha ammesso, sottolineando però quanto quel legame oggi sia diventato ancora più forte e carico di significato.
La Lupa Capitolina e l’ironia
In occasione dei concerti di settembre, l’artista riceverà la Lupa Capitolina, massimo riconoscimento della città. Un premio accolto con entusiasmo ma anche con il consueto spirito ironico: “È un onore enorme… ma comporta dei doveri? Devo fare più concerti qui?”.
Poi la battuta: “Magari fatemi assessore… sto scherzando, io voglio cantare”.
Un progetto tra musica e cicloturismo
Alla base del “Jovagiro” c’è anche una riflessione sul modo di viaggiare. L’artista ha spiegato di aver scelto la bicicletta per vivere in modo diverso il tempo tra un concerto e l’altro, evitando spostamenti rapidi e privilegiando un’esperienza più autentica.
“È un turismo lento, che può aiutare anche i piccoli centri”, ha sottolineato, evidenziando l’aspetto culturale ed economico del progetto. L’obiettivo è anche quello di valorizzare territori spesso esclusi dai grandi circuiti musicali, creando nuovi spazi e occasioni.
Tra musica, tv e nuovi progetti editoriali
Non manca uno sguardo al futuro. Sul fronte televisivo, l’artista frena: “Mi piace fare incursioni, ma la mia priorità resta la musica”. Nessuna apertura nemmeno all’ipotesi di un Festival di Sanremo.
Intanto, dopo il successo della precedente raccolta, è in arrivo una nuova antologia: “Poesie da viaggio”, in uscita il 5 maggio. Un progetto che si lega idealmente al tour, trasformando il movimento in racconto.
Un viaggio che diventa racconto collettivo
Più che una tournée, il “Jovagiro” si presenta come un’esperienza condivisa, fatta di chilometri, incontri e musica. Un modo diverso di stare sul palco e, soprattutto, di arrivarci.
Perché, come suggerisce l’idea alla base del progetto, il senso non è soltanto nella destinazione finale, ma in tutto ciò che accade lungo la strada.