Taylor Swift ha recentemente intrapreso azioni legali per tutelare la propria identità contro l’uso improprio da parte dell’intelligenza artificiale. La cantante ha depositato tre domande di registrazione di marchio presso l’Ufficio Brevetti e Marchi degli Stati Uniti, mirate a proteggere la sua voce e immagine da possibili abusi legati ai deepfake.
Dettagli delle domande di registrazione
Le richieste presentate da Taylor Swift includono due marchi sonori e uno visivo. I marchi sonori riguardano le frasi “Hey, it’s Taylor Swift” e “Hey, it’s Taylor”, utilizzate frequentemente dalla cantante nelle sue esibizioni. Il marchio visivo descrive un’immagine di Swift sul palco, con una chitarra rosa e un body multicolore iridescente con stivali argentati. Queste misure sono state adottate per prevenire l’uso non autorizzato della sua voce e immagine, specialmente in un’epoca in cui la tecnologia AI rende sempre più facile creare contenuti falsi.
Precedenti e contesto legale
La decisione di Swift segue episodi precedenti in cui la sua immagine è stata utilizzata senza autorizzazione. Nel 2024, ad esempio, sono circolate online immagini deepfake a sfondo sessuale che hanno coinvolto la cantante, rendendola una delle vittime più note di questo tipo di abuso. Inoltre, un video deepfake che la mostrava mentre esprimeva sostegno politico a Donald Trump è diventato virale due anni fa. Questi eventi hanno evidenziato la necessità per le celebrità di proteggere la propria identità digitale.
Tendenze tra le celebrità e implicazioni future
Taylor Swift non è l’unica figura pubblica a intraprendere azioni legali per proteggere la propria immagine dall’uso improprio dell’AI. L’attore Matthew McConaughey, ad esempio, ha recentemente registrato come marchio una sua frase distintiva per prevenire abusi simili. Queste iniziative riflettono una crescente preoccupazione tra le celebrità riguardo alla protezione della propria identità nell’era digitale. La mossa di Swift potrebbe stabilire un precedente per altri artisti che cercano di salvaguardare la propria immagine e voce da potenziali abusi legati all’intelligenza artificiale.
