Il Loop Tour di Ed Sheeran si ritrova improvvisamente senza gli artisti chiamati ad aprire i concerti e senza una delle formazioni che lo accompagnano dal vivo. Finneas, Lukas Graham, Aaron Rowe e Beoga hanno infatti annunciato il proprio ritiro dopo l’esclusione di Macklemore dalle successive date della tournée.
La decisione è arrivata nel giro di poche ore e ha trasformato il caso Macklemore in una vicenda molto più ampia. Il rapper era stato rimosso dal cartellone dopo le sue prese di posizione a sostegno della popolazione palestinese durante alcune esibizioni. Ed Sheeran ha successivamente precisato che la scelta non è stata presa personalmente da lui, ma dal promotore del tour dopo le pressioni ricevute da alcuni impianti che ospitano gli spettacoli.
Finneas lascia il tour
Tra i primi ad annunciare il passo indietro c’è stato Finneas, che avrebbe dovuto partecipare ad alcune date sudamericane della tournée.
Il musicista ha spiegato la propria posizione con un messaggio netto: «Gli artisti non devono essere messi a tacere quando prendono posizione per gli oppressi. Ho deciso di ritirarmi dalle prossime date del tour con Ed Sheeran. Sto con la Palestina e con il suo popolo».
La scelta di Finneas è arrivata poche ore dopo la comunicazione con cui Sheeran aveva ricostruito quanto accaduto attorno alla presenza di Macklemore.
Aaron Rowe: “Devo essere fedele a me stesso”
Anche Aaron Rowe ha rinunciato alle date previste, pur sottolineando il rapporto personale che lo lega a Sheeran.
Il cantante ha spiegato di non aver preso la decisione alla leggera perché Ed «è stato un amico per me e mi ha cambiato la vita», aggiungendo di non poterlo ringraziare abbastanza.
Rowe ha però collegato la sua scelta anche alla storia irlandese e alla propria sensibilità personale: «Non posso restare a guardare e permettere che dei miliardari usino la loro posizione di potere per silenziare le legittime voci di chi parla contro il genocidio israeliano e denuncia il brutale assassinio di bambini. Perderei tutto il rispetto per me stesso se continuassi come se nulla fosse».
Ha poi concluso il proprio messaggio con «Palestina libera». Le parole relative al “genocidio israeliano” rappresentano la posizione espressa da Rowe, non una qualificazione autonoma dei fatti.
Beoga rinuncia alle date americane
A lasciare il tour è stata anche la formazione folk irlandese Beoga, che collabora da anni con Sheeran e lo accompagna dal vivo.
Il gruppo ha spiegato che l’occasione di esibirsi in stadi di quelle dimensioni aveva un valore enorme, ricordando allo stesso tempo un’amicizia con Sheeran che dura da oltre dieci anni e che, secondo la band, continuerà anche dopo questa decisione.
Beoga ha però chiarito di non voler suonare in luoghi che, a suo giudizio, impediscono di sostenere pubblicamente la causa palestinese. La band ha inoltre dichiarato il proprio sostegno a Macklemore e ribadito di credere nel dialogo come strumento per migliorare la condizione del popolo palestinese.
Anche Lukas Graham dice no
La stessa scelta è stata compiuta dai Lukas Graham. Il cantante Lukas Forchhammer ha ricordato di essere cresciuto a Christiania, in Danimarca, in un ambiente nel quale esprimere liberamente le proprie opinioni faceva parte della vita quotidiana.
Nel suo messaggio ha scritto: «Avere più soldi non rendeva la tua opinione più importante di quella degli altri. Il denaro non ti dà il diritto di possedere la conversazione. Nessun conto in banca dovrebbe decidere chi può parlare o quale sofferenza ci è permesso riconoscere».
Il gruppo ha definito difficile la scelta di abbandonare il tour, spiegando però di voler restare coerente con questa posizione.
Macklemore e le “difficili conversazioni” con Sheeran
Al centro dell’intera vicenda resta Macklemore. Il rapper ha raccontato di aver avuto nei giorni precedenti diverse conversazioni con Sheeran, definite difficili ma basate sul rispetto reciproco.
Secondo Macklemore, i due sarebbero arrivati a un punto di profondo disaccordo pur senza compromettere la loro amicizia.
Il rapper ha inoltre riferito che Sheeran gli avrebbe raccontato di una conversazione con Robert Kraft, proprietario attraverso il Kraft Group del Gillette Stadium, dove il Loop Tour è atteso il 25 e 26 settembre. Macklemore sostiene che Kraft avrebbe comunicato che non gli sarebbe stato consentito di esibirsi nello stadio e che anche altri proprietari di impianti avrebbero assunto una posizione simile.
Questa ricostruzione è stata presentata da Macklemore; Sheeran ha successivamente confermato di aver parlato con Kraft e con altri soggetti coinvolti nel tentativo di trovare una soluzione.
Ed Sheeran: “Non è stata una mia decisione”
Sheeran ha quindi pubblicato una lunga dichiarazione per spiegare la propria versione.
Il cantante ha scritto di essere profondamente colpito dal conflitto tra israeliani e palestinesi e ha definito la sofferenza delle persone coinvolte una tragedia umana. Ha inoltre ricordato di aver accettato Macklemore nel tour perché ne rispetta il lavoro artistico, lasciando agli artisti di apertura libertà nella scelta del repertorio.
La situazione sarebbe cambiata dopo i concerti nel New Jersey, quando alcuni impianti avrebbero fatto sapere che non avrebbero ospitato gli spettacoli se Macklemore fosse rimasto nel cartellone.
Sheeran ha sottolineato: «Macklemore è uscito dal tour per una decisione del promotore, non mia», precisando che il contratto del rapper era direttamente con l’organizzatore della tournée.
Sheeran: la musica come luogo di incontro
Nella stessa dichiarazione, Ed Sheeran ha spiegato anche perché preferisce non trasformare i propri concerti in spazi di confronto politico.
Il cantante ha ricordato che il suo pubblico comprende persone di ogni provenienza, compresi molti bambini, e che chi partecipa ai suoi spettacoli non si aspetta necessariamente di trovarsi davanti a un forum politico.
Ha riconosciuto a Macklemore il diritto e la determinazione di esporsi per ciò in cui crede, spiegando però di preferire un approccio diverso, fondato sulla diplomazia e sulla possibilità di mantenere aperte le conversazioni.
«Ho passato questa settimana cercando di costruire ponti, di trovare una soluzione e purtroppo non ci sono riuscito», ha scritto.
La posizione di Robert Kraft
Anche Robert Kraft è intervenuto pubblicamente sulla vicenda. Il proprietario del Gillette Stadium ha sostenuto che l’impianto non intende offrire spazio a contenuti che ritiene riconducibili all’odio o all’antisemitismo.
Kraft ha collegato la propria decisione sia alle recenti esibizioni di Macklemore sia a precedenti comportamenti del rapper che, a suo giudizio, hanno ferito la comunità ebraica.
Ha allo stesso tempo precisato che questa posizione non vuole negare la sofferenza dei civili palestinesi né impedire di sostenerne i diritti, sostenendo che la solidarietà verso la popolazione palestinese e la condanna di Hamas, dell’antisemitismo e dell’odio non debbano essere considerate incompatibili.
Kraft ha infine dichiarato di essere disponibile a incontrare Macklemore per discutere direttamente della questione.
Macklemore: l’amicizia con Sheeran continua
Macklemore ha chiarito che il dissenso non rappresenta la fine del rapporto personale con Ed Sheeran.
Il rapper ha però ribadito di non voler rinunciare alle proprie prese di posizione sulla Palestina. Nel messaggio ha spiegato che il costo professionale della sua esclusione dal tour è, dal suo punto di vista, incomparabile rispetto alle sofferenze vissute dalla popolazione palestinese.
Ha concluso ricordando che gli sarebbero bastate due grandi occasioni davanti a decine di migliaia di persone per pronunciare il messaggio che ritiene essenziale: «Palestina libera».
Il Loop Tour di Sheeran, intanto, dovrebbe proseguire fino al 7 novembre a Tampa, ma dopo il ritiro in successione degli artisti di apertura e di Beoga la tournée entra ora in una fase completamente nuova.