Carlo Verdone a Parma: il ricordo del padre Mario e la passione per il rock

Carlo Verdone protagonista a Parma tra cinema, musica e ricordi familiari, con un omaggio speciale al padre Mario e una riflessione sul cinema italiano.

Una serata tra cinema, musica e memoria, accompagnata da una grande partecipazione di pubblico. Carlo Verdone è stato protagonista ieri, martedì 15 settembre, a Parma, dove ha portato a La Galleria l’incontro-spettacolo “Bianco, Rock e Verdone”, appuntamento conclusivo del MIC Fest 2026.

L’evento ha registrato il tutto esaurito e ha rappresentato anche la prima visita dell’attore e regista romano nella città con la quale la sua famiglia conserva però un legame molto più antico. Tra i presenti alla serata anche il sindaco di Parma Michele Guerra.

Il legame con Parma passa dal padre Mario

A rendere particolarmente significativo l’arrivo di Verdone è stato soprattutto il ricordo del padre Mario Verdone, figura importante della cultura cinematografica italiana e legato per diversi anni alla città e alla sua Università.

Mario Verdone frequentava Parma già dagli anni Quaranta, periodo nel quale collaborò con riviste cinematografiche pubblicate in città come La critica cinematografica e Sequenze. Negli anni successivi il rapporto si rafforzò anche sul piano accademico: all’Università di Parma si occupò dell’insegnamento delle discipline cinematografiche e nel 1970 fu il primo a ricoprire una cattedra dedicata al cinema nell’Ateneo, insegnando “Teoria e didattica del linguaggio cinematografico”.

Un pezzo di storia familiare che Carlo Verdone ha ricordato con emozione. «Mio padre qui era di casa», ha raccontato. «È stato il primo docente di Storia e Critica del Film a Parma e per qualche anno ha insegnato qui, prima di andare a Roma. Parma mi ricorda sempre lui, i suoi amici, le sue cose. Oggi sono contento di essere qui».

“Bianco, Rock e Verdone”, il cinema incontra la musica

La serata non è stata però soltanto un viaggio nei ricordi familiari. “Bianco, Rock e Verdone” ha mostrato un altro lato dell’artista: quello del grande appassionato di musica, rock, vinili e collezionismo.

Accanto a Verdone sul palco c’era il giornalista e critico musicale Enzo Gentile, chiamato a guidare una conversazione tra ricordi personali, concerti, artisti, cinema e storia della musica. Il racconto è stato accompagnato dagli Helter Shelter, con Alex Gariazzo e Marco “Benz” Gentile, che hanno dato una dimensione dal vivo alle diverse tappe del viaggio musicale.

Il risultato è stato uno spettacolo a metà strada tra intervista, concerto e racconto autobiografico, nel quale la passione per il rock si è intrecciata continuamente con la carriera cinematografica di Verdone.

La musica come parte fondamentale dei suoi film

Per Carlo Verdone le colonne sonore non hanno mai rappresentato un semplice accompagnamento. La musica ha contribuito a definire atmosfera, ritmo e identità emotiva di molte delle sue opere.

Nel corso dell’incontro sono così riaffiorati vinili, grandi concerti, passioni giovanili e incontri con protagonisti della musica italiana e internazionale. Un percorso utile anche per rileggere il suo cinema, nel quale comicità, malinconia e osservazione della società convivono spesso proprio grazie a un preciso universo musicale.

Verdone sul cinema italiano: «Forse è tutto nella scrittura»

Durante la serata c’è stato spazio anche per una riflessione sul momento attraversato dal cinema italiano. Secondo Verdone, il problema non riguarda la mancanza di interpreti o registi, quanto piuttosto la capacità di trovare storie e osservare con attenzione ciò che accade nella società.

«Dipende molto dalle idee, dai soggetti. Registi ce ne sono, attori ce ne sono, ma spesso bisognerebbe curare un po’ di più l’osservazione della realtà e scrivere forse meglio», ha spiegato.

Una considerazione che l’attore e regista ha rivolto anche al proprio lavoro: «Lo dico con molta modestia, lo dico anche a me stesso. Forse è tutto nella scrittura. È un problema di scrittura quando si parla di cinema italiano».

«I miei film sono tutti figli miei»

Inevitabile anche uno sguardo alla lunga carriera di Verdone. Alla domanda su quale fosse il film al quale si sente maggiormente legato, il regista non ha voluto indicarne uno soltanto.

Da “Compagni di scuola” a “Maledetto il giorno che t’ho incontrato”, passando per “Viaggi di nozze”, “Il mio miglior nemico”, “Al lupo, al lupo” e “Un sacco bello”, ogni titolo occupa per lui un posto particolare.

«Non lo so, dovete decidere voi. Per me sono tutti figli miei», ha detto, lasciando al pubblico il compito di scegliere il proprio preferito.

Un finale speciale per il MIC Fest

L’appuntamento con Carlo Verdone ha chiuso così l’edizione 2026 del MIC Fest – Musica, Incontri, Cultura, evoluzione della storica rassegna Musica in Castello, ideata e diretta da Enrico Grignaffini con la Piccola Orchestra Italiana APS.

Un gran finale costruito sull’incontro tra linguaggi differenti: la musica dal vivo, il racconto personale e il cinema. Ma soprattutto una serata nella quale il ritorno ideale alla storia del padre Mario ha permesso a Carlo Verdone di ritrovare a Parma un pezzo importante della memoria della propria famiglia.

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