Pizza Gate: il punto sul costo della pizza con Franco Pepe

In questi giorni in Italia si sta discutendo molto sui costi della pizza. Ne parliamo con il pizzaiolo Franco Pepe.

Questa mattina a Radio Kiss Kiss con Max e Max abbiamo parlato di pizza e dei relativi costi.

Per approfondire l’argomento è intervenuto Franco Pepe, primo pizzaiolo italiano ad aver ricevuto dal Presidente Mattarella la prestigiosa onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana:

Al di là degli ingredienti, quanto costa una pizza?
«Sto ascoltando tante cose in questi giorni, ma sto evitando di entrare nella polemica. Io non vado mai a giudicare il lavoro di un collega, ma il costo di una pizza non è determinato dalla materia prima. La pizzeria di oggi non è più quella di 40 anni fa. La pizza oggi non è solo un cibo popolare, altrimenti non sarei riuscito a portare la pizza in location dove c’è l’alta ristorazione. Se si verifica un’evoluzione di un percorso, perché non ci dovrebbe essere anche l’evoluzione dei costi? Oggi le figure sono tante; per esempio, io ho quattro sommelier in pizzeria, categoria che prima non c’era. Oggi tutte le pizzerie hanno un ufficio stampa, che ha dei costi. Inoltre, bisogna contestualizzare la pizza nei luoghi. Per esempio, un dipendente della mia pizzeria, che si trova a Caiazzo, può trovare un appartamento anche a 250 euro; non è la stessa cosa se si lavorasse a Roma, a piazza di Spagna. Il costo della pizza non è determinato dalla materia prima, anche se c’è la differenza, perché ci sono farine di 50 euro al quintale e farine che ne costano 500 euro al quintale. Il costo della pizza non dipende dal Pata Negra o dalla farina, ma è contestualizzata dall’offerta. Se una pizzeria possiede delle camere, ha dei sommelier e fa percorsi di degustazione, non può avere gli stessi costi di una pizzeria che si trova su una piazza e fa solo pizze margherita e marinara. Il costo della pizza va contestualizzata.»

Ci parli della tua iniziativa “Pizza Hub”?
«Questo è un progetto nato nel 2012, anno in cui è nata anche la mia pizzeria “Pepe in grani”. Quando ho creato “Pepe in grani” ho deciso di mettere un territorio sulla mia pizza. Oggi i nostri prodotti sono conosciuti in Italia e nel mondo. Dal 2012 abbiamo messo insieme 30 aziende del territorio. La mia pizzeria dispone anche di camere. Questo perché quando le persone vengono a mangiare la mia pizza, possono anche dormire e il giorno dopo io le porto sul territorio per far assaggiare loro i prodotti che metto sulla pizza.»

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