Nanni Moretti torna alla Mostra del Cinema di Venezia con Succederà questa notte, presentato in concorso alla 83ª edizione. Il film, della durata di 103 minuti, mette al centro una relazione attraversata dal tempo, dagli incontri mancati e dalla possibilità che esista sempre un momento giusto per ricominciare.
Una storia d’amore segnata dal tempo
Il cuore del film è racchiuso nella relazione tra una donna e un uomo che continuano a incontrarsi nei momenti sbagliati. Le loro vite procedono, si separano e tornano a incrociarsi nel corso degli anni, mentre attorno a loro cambiano famiglie, rapporti e responsabilità.
La domanda che accompagna tutta la storia riguarda proprio l’attesa: quanto può durare prima che qualcosa trovi finalmente il proprio spazio? Moretti affronta così l’amore come un sentimento tutt’altro che lineare, condizionato dalle circostanze e dalla capacità dei protagonisti di riconoscere ciò che provano.
Dai racconti di Eshkol Nevo a un’unica trama
Succederà questa notte nasce dalla raccolta Legami di Eshkol Nevo, pubblicata in Italia nel 2024. Per Moretti si tratta del secondo incontro cinematografico con lo scrittore israeliano dopo Tre piani.
La sceneggiatura, firmata insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella, prende dai racconti personaggi, rapporti e immagini per trasformarli in una storia unitaria. Lo stesso Moretti ha spiegato di essere rimasto colpito dal modo in cui Nevo descrive i sentimenti e dalla precisione riservata alle relazioni umane.
Da lì è nata l’idea di raccontare una storia d’amore nella quale i due protagonisti finiscono sempre per ritrovarsi quando le condizioni sembrano essere quelle meno favorevoli.
Louis Garrel e Jasmine Trinca al centro del racconto
La coppia principale è interpretata da Louis Garrel e Jasmine Trinca. La loro storia si sviluppa nell’arco di circa vent’anni, passando attraverso separazioni, nuovi incontri e una relazione che finisce inevitabilmente per coinvolgere anche le famiglie costruite nel frattempo.
Trinca torna a lavorare con Moretti dopo il debutto cinematografico in La stanza del figlio. Nel cast figurano anche Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo e lo stesso Nanni Moretti.
Tra Roma, Oslo, India e Spagna
Il film attraversa luoghi differenti e parte in maniera insolita, spostandosi tra Oslo e l’India prima di riportare progressivamente il racconto verso Roma.
La capitale viene mostrata lontano dalle sue immagini più riconoscibili: grandi appartamenti, parchi ordinati e strade poco affollate costruiscono uno scenario quasi sospeso, nel quale si muovono personaggi che sembrano vivere soprattutto dentro i propri rapporti e le proprie scelte.
Le riprese si sono svolte anche a Torino e in diverse località spagnole. Il film è una coproduzione tra Italia, Francia e Spagna ed è parlato in italiano, inglese e francese.
Un Moretti più trattenuto e meno autoriflessivo
La regia sceglie un tono controllato, lontano dagli eccessi melodrammatici che una storia del genere avrebbe potuto favorire. È una linea che prosegue in parte quanto già sperimentato con Tre piani, con un Moretti meno concentrato sull’autorappresentazione e più interessato alle dinamiche tra i personaggi.
Questa scelta rende il film volutamente misurato, anche nei momenti in cui la storia potrebbe spingersi verso una maggiore intensità emotiva. Alcune letture critiche hanno però individuato proprio in questo trattenimento uno dei limiti dell’opera, sottolineando una certa staticità dei personaggi e una distanza tra ciò che accade e il modo in cui viene raccontato.
Matteo, tra romanticismo e irresponsabilità
Il personaggio interpretato da Garrel è costruito come un uomo convinto che la relazione con la protagonista sia in qualche modo inevitabile. Il suo modo di leggere l’amore passa attraverso l’idea del destino: i due devono stare insieme, indipendentemente dagli ostacoli che continuano a separarli.
Con il procedere del film, questa convinzione entra però in contrasto con le conseguenze delle sue decisioni. Attorno ai due protagonisti restano infatti altre persone coinvolte e ferite dalle loro scelte, dalle famiglie alle relazioni costruite nel corso degli anni.
È proprio questo elemento a rendere meno semplice il romanticismo della vicenda e a lasciare aperta una riflessione su quanto il desiderio individuale possa incidere sulle vite degli altri.
Una protagonista che vive anche attraverso il teatro
Un elemento importante riguarda il mestiere della protagonista femminile, che lavora come attrice. La professione diventa progressivamente parte della costruzione narrativa e viene utilizzata anche nel finale, dove realtà e rappresentazione finiscono per sovrapporsi.
La conclusione sfrutta infatti una performance teatrale per accompagnare l’ultima parte del racconto e riaffermare l’idea dell’amore come qualcosa che, nonostante tutto, può ancora trovare il proprio momento.
La squadra tecnica
La fotografia è firmata da Francesco Di Giacomo, mentre il montaggio è affidato a Clelio Benevento. Alessandro Vannucci cura la scenografia, Silvia Segoloni i costumi e Alberto Iglesias le musiche.
Il suono è invece curato da Alessandro Bianchi, Marta Billingsley e Paolo Segat. La produzione coinvolge Sacher Film, Fandango, Rai Cinema, Bteam Prods, Irusoin, IWHT Film e Pan Cinema.
Succederà questa notte in concorso a Venezia 83
Succederà questa notte è stato presentato nella sezione Venezia 83 – Concorso. Le proiezioni principali del 5 settembre hanno portato il nuovo lavoro di Moretti davanti al pubblico della Sala Grande e del PalaBiennale, con ulteriori appuntamenti riservati agli accreditati.
Il regista torna così al Lido con un film che prova a interrogarsi sulle seconde possibilità, sul coraggio di dichiarare i propri sentimenti e sulla possibilità che due persone, dopo essersi perse più volte, riescano comunque a incontrarsi davvero.
