Carlos Sainz, il sogno diventa realtà: “Mai avrei immaginato di correre in F1 a Madrid”

Carlos Sainz si prepara al GP di Madrid tra emozione, difficoltà tecniche della Williams e il sogno di sorprendere davanti al pubblico di casa.

Carlos Sainz si prepara a vivere uno degli appuntamenti più particolari della sua carriera. Il pilota della Williams correrà il Gran Premio di Spagna nella sua Madrid, la città dove è nato e cresciuto, davanti a un pubblico che già nei giorni precedenti alla gara ha mostrato grande entusiasmo per l’arrivo della Formula 1.

Sainz, l’emozione di correre nella sua Madrid

Per il pilota spagnolo quello del Madring non sarà un fine settimana come gli altri. Sainz ha raccontato tutta la propria soddisfazione dopo aver incontrato i tifosi nel centro della capitale, dove Williams ha allestito una Fan Zone in Plaza de Callao.

«Puoi immaginare quanto sono felice, per il primo GP di Formula 1 a Madrid dopo tanti anni. Ieri, vedere così tanti tifosi e così tanta gente coinvolta ed emozionata per questo Gran Premio non fa altro che darmi energia e voglia che inizi», ha spiegato Sainz.

Madrid, intanto, si sta trasformando per accogliere il Gran Premio: a Valdebebas sono visibili gli ultimi preparativi, mentre le squadre hanno iniziato a sistemarsi nell’area del circuito.

Il Madring, tra muri e curve in successione

Sainz ha già studiato il nuovo tracciato attraverso il simulatore e le immagini dei test di Formula 3. La caratteristica che lo ha colpito maggiormente è l’intensità del giro, con curve e controcurve affrontate tra muri molto vicini.

«Il punto differente sarà in generale l’intensità del giro. Da quello che ho potuto vedere al simulatore e nei video dei test di F3, mi sembra un circuito molto intenso: curva, controcurva, muro, altro muro. È un mix tra Gedda e Monaco», ha raccontato.

Il tracciato dovrebbe concedere pochissimo margine d’errore. Nei due giorni di test della Formula 3 si sono registrate 19 bandiere rosse, un dato che lascia immaginare qualifiche e gara potenzialmente condizionate da interruzioni, safety car e incidenti.

Tra i punti da verificare ci sarà anche il comportamento degli pneumatici nella zona della Monumental. «Bisogna vedere come reagiranno le gomme alla Monumental, con così tanto banking e forza G», ha sottolineato Sainz.

Una Williams ancora lontana dalla zona punti

Sul piano delle prestazioni, il pilota non nasconde le difficoltà. La Williams arriverà a Madrid senza il pacchetto di aggiornamenti previsto per la successiva gara di Baku.

«Questo GP arriva in un momento strano per Williams, perché tra una gara arriverà un pacchetto di miglioramenti che cambierà molto la nostra situazione attuale. Anche andare a punti è complicatissimo, siamo lontani dalla zona punti», ha ammesso.

La monoposto è nata in ritardo, presenta poca deportanza e un peso eccessivo. In queste condizioni Sainz spera soprattutto che una gara movimentata possa creare qualche opportunità davanti al pubblico di casa.

Lo spagnolo guarda però già oltre: «Credo che dobbiamo concentrarci sul lavoro per la macchina del 2027, che ci permetta di lottare per qualche podio e tornare dove eravamo l’anno scorso. Dobbiamo risolvere i problemi di quest’anno».

La nuova Formula 1 e il peso della monoposto

Sainz ha parlato anche delle differenze rispetto alla Formula 1 della precedente stagione. Le nuove monoposto utilizzano una componente elettrica molto più rilevante e possono sfruttare una modalità supplementare di energia per favorire i sorpassi.

«Dalla Formula 1 dell’anno scorso a quella di quest’anno c’è una grande differenza in tutto. Ai tifosi però non dispiace, le ultime gare sono state divertenti», ha spiegato.

Il tema del valore della vettura è emerso anche parlando di Kimi Antonelli e della sua rimonta a Monza. Per Sainz il talento del pilota resta strettamente legato alle possibilità offerte dalla monoposto.

«Verstappen rimontava e ora non lo fa, perché? Perché non ha la macchina. Hamilton adesso non può fare quelle rimonte, perché? Perché non ha la macchina. Il pilota dipende dalla macchina che gli permette di mettersi in mostra e Kimi Antonelli sta sfruttando una vettura che gli permette di farlo».

Casco e livrea speciale per il Gran Premio di casa

Per celebrare la gara madrilena, Sainz utilizzerà una Williams caratterizzata da una presenza particolarmente evidente del bianco, colore al quale è legato anche per la propria passione per il Real Madrid.

Speciale anche il casco, ispirato al primo utilizzato quando correva nei kart. «Per la mia prima gara di casa a Madrid volevo portare qualcosa che mi ricordasse le mie origini», ha spiegato.

Ed è proprio pensando a quegli anni che Sainz ha raccontato quanto fosse difficile immaginare un futuro simile.

«Quando avevo 10 anni non avrei mai immaginato di correre in Formula 1 e in una gara a Madrid. A quell’età pensi soltanto ai tuoi idoli, Alonso e Schumacher, e vuoi essere come loro».

Poi il percorso tra Toro Rosso, Renault, McLaren, Ferrari e Williams, le vittorie e ora la possibilità di correre nella propria città. «Sono traguardi che non mi ero mai posto. Sognavo soltanto di diventare un pilota di Formula 1».

Williams guarda al futuro

Il progetto a lungo termine resta ambizioso. Sainz vuole contribuire a riportare Williams ai vertici della Formula 1, con l’obiettivo dichiarato di tornare tra le prime tre squadre e poter lottare in futuro per il titolo mondiale.

«L’obiettivo della squadra e il mio è riportare questa macchina ai vertici della Formula 1. Sappiamo che vogliamo essere tra i tre migliori team e lottare per un Mondiale».

Il lavoro necessario si è rivelato maggiore rispetto alle aspettative iniziali, ma Sainz continua a credere nel progetto: «È fondamentale fare un salto di qualità importante nel 2027. È quello che può portarti a pensare di poter tornare a vincere in futuro».

Prima di guardare così lontano, però, c’è Madrid. Un Gran Premio che per Sainz rappresenta qualcosa di molto più personale di una semplice gara del calendario.

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