TrigNo, il nome d’arte nato grazie al padre e il messaggio di “Recuperabile”: “Non bisogna inseguire la perfezione”

TrigNo ospite a Io, Tu e Kiss Kiss: il cantautore parla di musica, passioni, collaborazioni e aneddoti personali durante la diretta dal Pitti Pizza & Friends a Salerno.

In diretta dal Pitti Pizza & Friends di Salerno, TrigNo si è raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss, ripercorrendo alcuni passaggi della sua storia personale e artistica. Dal calcio alla nascita del suo nome d’arte, fino al significato di “Recuperabile” e alla collaborazione con Ermal Meta, l’artista ha parlato delle esperienze che hanno contribuito a segnare il suo percorso.

TrigNo, dal calcio alla musica: la storia del suo nome d’arte

Tra le passioni che hanno accompagnato TrigNo fin da ragazzo c’è il calcio. Alla domanda sulle sue qualità in campo, l’artista preferisce non sbilanciarsi: “Oddio, molto bene lo devono dire gli altri.” Proprio dall’ambiente calcistico arriva anche una parte importante della storia del suo nome d’arte. Il soprannome Pietriño, infatti, nasce in famiglia e viene successivamente trasformato dagli amici: “Pietriño, sì, è il nome con cui mi chiamava mio padre. E poi i miei amici l’hanno clonato e l’hanno accorciato in TrigNo.”

Il suo percorso nel calcio è stato però condizionato da diversi problemi fisici: “E mi sono rotto il crociato, il menisco, il collaterale, tutto quello che si poteva rompere.” Un passaggio che TrigNo oggi guarda anche da un’altra prospettiva: “Oppure mi ha dato comunque una seconda chance.” Quanto al tifo, non ha dubbi sulla squadra del cuore: “Eh, sono Juventino.”

“Recuperabile”, TrigNo racconta l’importanza di accettare pregi e difetti

Nel corso dell’intervista c’è spazio anche per parlare di “Recuperabile”, brano attraverso il quale TrigNo affronta il tema dell’accettazione di sé e della ricerca, spesso impossibile, della perfezione. “Questo gioco con la R di recuperabile, che è anche un po’ una metafora, perché nella vita non bisogna inseguire, secondo il mio modesto parere, la perfezione, e questa canzone è un po’ l’elogio dei nostri pregi e dei nostri difetti.”

Un concetto che l’artista lega direttamente alla propria esperienza personale: “Non sono mai stato uno studente da dieci, anzi, da sufficienza. Però ecco, negli anni ho saputo accettare i miei difetti e forse poi farne un punto di forza, no?”

Anche la scelta di una sonorità più leggera risponde alla volontà di accompagnare il messaggio del pezzo con una dimensione positiva: “Secondo me questa canzone un pochino anche spenserata voleva proprio raccontare questa cosa qua, no? E anche il mood che dà tutto la strumentale molto spenserata era per dare un po’ di colore felice e anche avere una nota positiva ogni tanto in un mare di tristezza.”

La collaborazione con Ermal Meta e i consigli ricevuti

Tra le esperienze più significative raccontate da TrigNo c’è poi l’incontro artistico con Ermal Meta. Una collaborazione che non si è limitata alla musica, ma gli ha permesso anche di confrontarsi con un artista e autore di grande esperienza.

“Sì, è stato bellissimo collaborare con uno degli artisti più importanti… uno degli autori più importanti e io sono veramente contento e poi è stato bellissimo lo scambio che abbiamo avuto in tutte queste date che abbiamo fatto assieme, mi ha dato molti consigli.”

Dopo l’appuntamento di Salerno, TrigNo tornerà sul palco di Radio Kiss Kiss domenica 6 settembre a Monza. L’artista sarà infatti tra i protagonisti del FuoriGP Monza 2026 in Piazza Cambiaghi nel weekend del Gran Premio d’Italia di Formula 1.

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