Marracash: “Sono in burnout, voglio staccare la spina per un po’. Il denaro è la prima fonte di disuguaglianza, ma non ne parla nessuno”

Il rapper Marracash si racconta in un'intervista a Rolling Stone Italia, parlando del suo rapporto con il denaro, del peso del successo e del percorso personale intrapreso negli ultimi anni.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Rolling Stone Italia, Marracash ha raccontato la sua idea di società ideale. L’artista ha scelto una parola precisa per descrivere il Paese che immagina: equa. Un concetto che richiama uno dei temi centrali della sua musica, ovvero la riflessione sugli squilibri sociali, economici e culturali.

Tra analisi del presente, disagio generazionale e critica alla cultura della produttività, il rapper ha affrontato diversi temi che considera centrali nel dibattito contemporaneo.

La disuguaglianza economica al centro del problema

Secondo Marracash, molte battaglie sociali importanti rischiano di lasciare in secondo piano quella che considera la radice principale delle disuguaglianze.

«Sì, perché non ho ancora trovato nessuno disposto a mettere apertamente in discussione il denaro, che alla fine della fiera è la più grande fonte di disuguaglianza, quella che compendia tutte le altre.»

Il rapper precisa di non voler sminuire altre rivendicazioni, ma sottolinea come il crescente divario tra chi possiede molto e chi ha poco continui ad ampliarsi.

«Ci stiamo attivando per risolvere tante asimmetrie, ma di quella più importante in assoluto non parla quasi nessuno.»

Il ritorno del tema di classe

Marracash individua segnali di una rinnovata attenzione verso le questioni sociali, soprattutto nel mondo dell’arte e della cultura pop.

Citando produzioni come Parasite, Snowpiercer e Squid Game, spiega come il tema delle differenze economiche stia tornando al centro della narrazione.

Anche nel rap italiano vede una forte consapevolezza nelle nuove generazioni, in particolare in artisti come Baby Gang e Simba La Rue, cresciuti in contesti in cui il senso di appartenenza e le difficoltà sociali sono vissuti in modo diretto.

Giovani, proteste e futuro

L’intervista affronta anche il tema delle proteste ambientali e della rabbia delle nuove generazioni. Per Marracash, l’impegno dei giovani rappresenta un elemento positivo.

«Secondo me il fatto che i giovani siano così arrabbiati, che abbiano preso coscienza di una crisi e di un futuro sempre più buio, è un fattore positivo, una cosa sanissima.»

Secondo il rapper, vedere ragazzi pronti a esporsi personalmente per una causa rappresenta un segnale di speranza.

Il burnout e il rifiuto dell’iperproduttività

Tra i passaggi più personali dell’intervista a Rolling Stone Italia c’è quello dedicato al rapporto con il lavoro e alla necessità di fermarsi.

«Sì, sono in burnout, voglio staccare la spina per un po’.»

Parlando delle cosiddette “grandi dimissioni” e della pressione verso la produttività continua, Marracash mette in discussione l’idea che il valore di una persona debba coincidere esclusivamente con ciò che produce.

«Per me no, bisogna scacciare via una volta per tutte lo spauracchio del burnout e capire che la nostra missione non è soltanto quella di produrre a ogni costo.»

Nella sua visione, un Paese più equo è anche un Paese capace di garantire ritmi di vita più sostenibili e un rapporto più sano con il lavoro.

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