Victor Wembanyama continua a riscrivere la propria storia nella NBA. Il fenomeno francese ha guidato i San Antonio Spurs alla vittoria decisiva contro gli Oklahoma City Thunder in gara-7 delle finali della Western Conference, imponendosi per 111-103 sul parquet dei campioni in carica.
Per la franchigia texana si tratta di un ritorno alle Finals NBA che mancava dal 2014, mentre per il giovane talento francese sarà la prima apparizione assoluta nella serie che assegna il titolo.
Wembanyama protagonista assoluto
Nella partita più importante della stagione, Wembanyama ha firmato una prestazione da 22 punti, 7 rimbalzi e 2 assist, confermandosi il punto di riferimento degli Spurs su entrambe le metà campo. Il francese ha chiuso la serie venendo premiato come MVP delle finali della Western Conference.
Al termine dell’incontro non è riuscito a trattenere l’emozione.
“È la realizzazione di un sogno, è difficile descriverlo a parole, è il significato della mia vita. Voglio provare queste sensazioni ancora molte volte. Lavoro ogni giorno per emozioni come questa. Voglio vincere a tutti i costi, la mia vita dipende da questo”.
Le Finals rappresentano un altro passo nella crescita del ventiduenne francese, arrivato al traguardo già nel suo terzo anno nella lega.
Gilgeous-Alexander non basta ai Thunder
Dall’altra parte, Oklahoma City ha potuto contare su una straordinaria prova di Shai Gilgeous-Alexander. Il due volte MVP ha chiuso con 35 punti, 4 rimbalzi e 9 assist in 44 minuti, cercando fino all’ultimo di tenere in corsa la propria squadra.
Nonostante la sua prestazione, i Thunder hanno pagato la mancanza di alternative offensive e le assenze di alcuni dei principali creatori di gioco del roster. Nel finale, la difesa costruita attorno a Wembanyama è riuscita a limitare le soluzioni offensive di Oklahoma City, costringendo il resto della squadra a non trovare risposte adeguate.
La svolta nell’ultimo quarto
La partita è rimasta in equilibrio per tre quarti. San Antonio ha chiuso il primo tempo avanti 56-53 e si è presentata all’ultima frazione con un margine minimo sul 80-77.
Nel periodo decisivo gli Spurs hanno trovato l’allungo determinante, arrivando fino al +11. Anche quando Wembanyama è stato costretto a gestire problemi di falli, i texani hanno mantenuto il controllo dell’incontro grazie al contributo del gruppo e alla solidità difensiva.
Un successo costruito da tutta la squadra
Accanto alla stella francese sono arrivati contributi fondamentali da diversi compagni. Julian Champagnie ha realizzato 20 punti con sei triple, mentre Stephon Castle ha aggiunto 16 punti. Importante anche l’apporto di De’Aaron Fox, autore di 15 punti, e di Harper, che ha chiuso in doppia cifra.
Dalla panchina, Keldon Johnson ha confermato il proprio valore offrendo un contributo prezioso con 11 punti.
Come gli Spurs hanno smontato la miglior difesa NBA
Nel corso della serie, San Antonio è riuscita a mettere in difficoltà quella che era considerata la miglior difesa della lega. Gli Spurs hanno accelerato il ritmo delle azioni, mosso rapidamente il pallone e sfruttato la versatilità di Wembanyama per creare continui problemi agli avversari.
Il francese è stato utilizzato in diverse situazioni offensive, fungendo non solo da finalizzatore ma anche da creatore di gioco. La sua capacità di attaccare dal palleggio, giocare spalle a canestro e coinvolgere i compagni ha aperto spazi che Oklahoma City non è riuscita a chiudere con continuità.
Addio sogni di dinastia per Oklahoma City
L’eliminazione dei Thunder interrompe il tentativo di costruire una nuova dinastia nella NBA. Nonostante una stagione di altissimo livello, Oklahoma City non è riuscita a difendere il titolo conquistato l’anno precedente.
La sconfitta conferma inoltre una tendenza sempre più evidente nella lega: la NBA avrà un campione diverso per l’ottavo anno consecutivo. Restano così i Golden State Warriors del 2017 e del 2018 l’ultima squadra capace di vincere due titoli consecutivi.
Ora la sfida ai Knicks
Ad attendere gli Spurs nelle Finals ci saranno i New York Knicks guidati da Jalen Brunson. La franchigia newyorkese torna a giocarsi il titolo dopo 27 anni e ritrova proprio San Antonio, la squadra che la sconfisse nelle Finals del 1999.
L’ultimo precedente importante tra le due squadre risale invece alla finale di Coppa, vinta dai Knicks. Un ulteriore elemento che rende ancora più affascinante una serie destinata a catturare l’attenzione dell’intera NBA.
Per Victor Wembanyama è l’occasione di completare un percorso straordinario e iniziare quella che spera possa diventare una lunga era di successi ai vertici del basket mondiale.