San Siro si è trasformato nel mondo di The Weeknd per la prima delle tre serate milanesi dell’After Hours til Dawn Tour, uno degli show più ambiziosi della sua carriera. Il 24 luglio lo stadio ha ospitato il primo appuntamento di un evento destinato a richiamare complessivamente circa 165 mila spettatori nelle tre date.
Un ritorno in Italia atteso dopo tre anni, con un concerto che unisce musica, scenografia e tecnologia in una produzione dalle dimensioni cinematografiche.
The Weeknd, numeri da record per il tour mondiale
Prima ancora della musica, a raccontare la portata dell’evento sono i numeri: il tour ha superato 7,5 milioni di biglietti venduti e oltre un miliardo di dollari di incassi in 153 concerti, diventando uno dei tour più importanti mai realizzati da un artista uomo solista.
Sul palco milanese, Abel Tesfaye ha portato uno spettacolo costruito come un grande kolossal, con una scenografia monumentale e una narrazione visiva che accompagna ogni momento del concerto.
San Siro diventa una città futuristica tra rovine, laser e una statua gigante
L’impatto scenografico è stato uno degli elementi centrali dello show. Una grande passerella ha attraversato il prato dello stadio, mentre il palco evocava una città distopica fatta di rovine, fiamme e luci laser.
Al centro della produzione domina una gigantesca statua dorata realizzata dall’artista giapponese Hajime Sorayama, con effetti luminosi e giochi di fumo che contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra futuro e fantascienza.
La maschera cade: The Weeknd lascia spazio ad Abel Tesfaye
L’ingresso sul palco mantiene uno degli elementi più riconoscibili dell’universo artistico di The Weeknd: la maschera.
L’artista canadese appare inizialmente con il volto coperto, accompagnato da ballerini con lunghi mantelli rossi e maschere dorate, in una scena che richiama immaginari cinematografici.
Dopo i primi brani, al termine di “Faith”, Abel Tesfaye si toglie la maschera e si presenta direttamente al pubblico di Milano, salutando i fan e sottolineando l’emozione di essere tornato in Italia per tre serate consecutive.
Una scaletta di quaranta brani tra grandi successi e nuova musica
Lo spettacolo propone una scaletta molto ampia, con circa quaranta canzoni che attraversano le diverse fasi della carriera dell’artista.
L’apertura è affidata a “Baptized in Fear”, seguita da “Open Hearts” e “Wake Me Up”, prima di entrare nel cuore del repertorio con brani come “After Hours”, “Starboy”, “Heartless”, “Take My Breath”, “Sacrifice”, “Save Your Tears” e “Blinding Lights”.
Il finale riporta il pubblico alle origini con “House of Balloons” e “Moth to a Flame”, chiudendo il cerchio di un percorso musicale iniziato oltre quindici anni fa.
L’omaggio a Giorgio Moroder: “Senza l’Italia non sarei qui”
Durante il concerto The Weeknd ha voluto dedicare un momento speciale a Giorgio Moroder, padre della disco music e figura fondamentale nella storia dell’elettronica.
Dal palco del Meazza l’artista ha ricordato il legame con il musicista italiano, sottolineando quanto il suo contributo sia stato importante nel proprio percorso artistico.
Un omaggio che ha unito passato e presente, celebrando una collaborazione nata anche nell’ultimo capitolo della trilogia musicale dell’artista.
Playboi Carti ospite speciale sul palco di San Siro
La serata ha visto anche la partecipazione di Playboi Carti, protagonista dell’apertura dello show.
I due artisti hanno condiviso il palco per “Timeless” e “RATHER LIE”, aggiungendo una parentesi rap all’interno di un concerto costruito intorno al pop futuristico e all’universo sonoro di The Weeknd.
Tra cinema e musica: lo show ispirato a un mondo post-apocalittico
Uno degli aspetti più evidenti del concerto è il forte legame con il cinema. La scenografia richiama atmosfere vicine alla fantascienza e al cyberpunk, con riferimenti a mondi come quelli immaginati in “Metropolis” e “Blade Runner”.
Anche la presenza della maschera e dei personaggi sul palco contribuisce a costruire una narrazione visiva coerente con il percorso artistico dell’album “Hurry Up Tomorrow”, capitolo conclusivo della trilogia composta anche da “After Hours” e “Dawn FM”.
The Weeknd e la magia del pubblico: una notte da ricordare a Milano
Durante la serata l’artista non ha mantenuto le distanze dal pubblico, arrivando anche tra i fan per interpretare “Out of Time” e lasciando spazio all’interazione con gli spettatori.
L’atmosfera di San Siro è stata amplificata da migliaia di braccialetti luminosi sincronizzati, effetti pirotecnici, laser e una produzione studiata in ogni dettaglio.
Un tour che guarda anche alla solidarietà
Dietro ai numeri e alla spettacolarità del tour c’è anche un impegno sociale. Una parte delle risorse generate dagli spettacoli è stata destinata a iniziative benefiche attraverso lo XO Humanitarian Fund e Global Citizen, mentre la tournée europea sostiene anche il World Food Programme con contributi legati ai biglietti venduti.
The Weeknd a Milano: tre serate per entrare nella storia della musica live
La prima notte di San Siro rappresenta solo l’inizio del capitolo italiano dell’After Hours til Dawn Tour. Un evento che unisce record, musica, tecnologia e una forte identità visiva.
The Weeknd ha trasformato lo stadio milanese in un universo futuristico, confermando la capacità di creare spettacoli capaci di andare oltre il semplice concerto e diventare vere esperienze collettive.
