Terremoto in Colombia, dichiarato lo “stato di calamità nazionale”: almeno 132 morti

Un violento terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la Colombia, provocando almeno 132 morti e ingenti danni. Il Governo ha dichiarato la calamità nazionale mentre proseguono i soccorsi e le ricerche dei dispersi.

La Colombia è alle prese con una grave emergenza dopo il violento terremoto che ha colpito il Paese. Secondo i dati riportati dalle autorità, il sisma avrebbe provocato almeno 132 vittime, oltre a numerosi feriti e ingenti danni alle infrastrutture.

Di fronte alla gravità della situazione, il Governo colombiano ha dichiarato lo stato di “calamità nazionale”, predisponendo un’ampia risposta di emergenza per sostenere le popolazioni maggiormente colpite e coordinare le operazioni di soccorso.

Il sisma e l’epicentro

La scossa principale si è verificata alle 7:34 ora locale di lunedì 10 agosto 2026. L’epicentro è stato individuato nella località di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, sulla costa pacifica della Colombia.

Le prime informazioni diffuse dal Servizio Geologico Colombiano hanno indicato una profondità di circa 82 chilometri. La forte intensità del terremoto ha fatto sentire il movimento tellurico in una vasta area del Paese, provocando danni in diverse città e comuni.

Nel corso della giornata sono state inoltre registrate altre scosse, tra cui un terremoto di magnitudo 6,7, aumentando la preoccupazione tra la popolazione e complicando le operazioni di soccorso.

Risaralda tra le zone più colpite

Il dipartimento di Risaralda registra, secondo il bilancio riportato nel materiale fornito, il numero più elevato di vittime, con 40 morti. Seguono il Valle del Cauca, con 27 vittime, e il Chocó, dove sono stati segnalati quattro decessi.

La situazione più critica riguarda in particolare l’area metropolitana di Pereira. Anche Cali, Manizales, Quibdó e Armenia hanno subito conseguenze significative, con edifici danneggiati o completamente crollati, persone ferite e cittadini ancora da localizzare.

Case ed edifici distrutti

Il presidente colombiano ha indicato in 1.575 il numero delle abitazioni interessate dal terremoto, mentre sarebbero 61 gli edifici completamente distrutti.

Nel Valle del Cauca la situazione appare particolarmente grave. La governatrice regionale Dilian Francisca Toro ha riferito di numerosi edifici e abitazioni danneggiati in diversi comuni.

A El Cairo, secondo le informazioni diffuse dalle autorità regionali, circa l’80% degli edifici avrebbe subito danni o sarebbe andato distrutto. Il quadro complessivo resta comunque in evoluzione, mentre le squadre di emergenza continuano a valutare l’entità delle conseguenze.

Soccorsi tra le macerie

Le operazioni di ricerca e salvataggio sono proseguite senza sosta nelle aree maggiormente colpite. Vigili del fuoco, militari e squadre della Croce Rossa sono impegnati nella ricerca di eventuali sopravvissuti rimasti intrappolati sotto le macerie.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alle strutture sanitarie. A Cali, alcune aree dell’Hospital Universitario avrebbero subito danni e sarebbero state segnalate persone intrappolate, rendendo necessario l’intervento delle squadre di soccorso.

Le autorità devono inoltre affrontare le difficoltà legate alla viabilità, alle comunicazioni e ai servizi essenziali, tutti elementi fondamentali per garantire assistenza alla popolazione.

Aeroporti e trasporti interrotti

Il terremoto ha avuto ripercussioni anche sul sistema dei trasporti. Le operazioni sono state sospese negli aeroporti di Cali, Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura.

La sospensione dei collegamenti rende più complesso l’arrivo dei soccorritori e la distribuzione degli aiuti nelle zone più isolate. Il ripristino delle infrastrutture rappresenta quindi una delle principali priorità delle autorità colombiane.

Il Governo: emergenza nazionale

Il presidente colombiano ha dichiarato l’emergenza nazionale e ha assicurato di essere personalmente impegnato nella gestione della crisi.

L’obiettivo immediato è quello di coordinare i soccorsi, mettere in sicurezza le aree colpite e fornire assistenza alle persone rimaste senza abitazione. Parallelamente, prosegue la valutazione dei danni per comprendere la reale portata della catastrofe.

Una situazione ancora in evoluzione

Il bilancio delle vittime e dei danni potrebbe cambiare nelle prossime ore, soprattutto perché le squadre di soccorso stanno ancora operando tra gli edifici crollati e nelle zone più difficili da raggiungere.

La priorità resta quindi la ricerca dei dispersi e l’assistenza ai sopravvissuti. La Colombia si prepara intanto ad affrontare una complessa fase di emergenza e di ricostruzione, mentre le autorità continuano a monitorare l’attività sismica e le condizioni delle infrastrutture.

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