Oggi Serena Brancale spegne 37 candeline. Nata a Bari il 4 maggio 1989, l’artista pugliese ha costruito negli anni un percorso originale, capace di intrecciare jazz, pop e tradizione locale, passando da contesti intimi come i matrimoni fino ai riflettori del Festival di Sanremo.
Figlia dell’ex calciatore Agostino Brancale e della musicista e insegnante italo-venezuelana Maria De Filippis, ha respirato fin da subito due mondi diversi: quello sportivo e quello artistico. Ed è proprio nella musica che ha trovato la sua direzione.
Gli inizi tra gavetta e prime porte chiuse
Il percorso non è stato lineare. A vent’anni Brancale canta ai matrimoni, definendo quell’esperienza «una gavetta faticosa ma formativa». Un passaggio cruciale per costruire resistenza e identità artistica.
Nel 2009 tenta la strada televisiva con X Factor Italia, ma viene esclusa durante i provini da Simona Ventura. Una battuta d’arresto che non interrompe però il suo cammino: prosegue gli studi fino al diploma in canto jazz al Conservatorio di Bari, consolidando una preparazione tecnica solida.
Dalla sperimentazione al successo
Negli anni successivi la cantante sviluppa un linguaggio personale, fondendo sonorità nu-soul e jazz con elementi dialettali. Nel 2011 nasce il progetto Serena Branquartet, mentre la carriera prende forma anche attraverso collaborazioni con artisti come Mario Biondi, Il Volo, Willie Peyote e Ghemon.
Il primo passaggio a Sanremo arriva nel 2015 con “Galleggiare”. Ma è negli anni più recenti che il suo nome si impone con maggiore forza, grazie anche al successo virale di brani come “Baccalà” e alla partecipazione al Festival con “Anema e core”, capace di conquistare milioni di ascolti.
Il dolore privato e “Qui con me”
Nel 2020 la perdita della madre segna profondamente la sua vita. Un lutto che si trasforma in musica con “Qui con me”, brano presentato al Festival di Sanremo 2026.
«Avevo bisogno di tempo per trovare le parole giuste», ha spiegato, raccontando la difficoltà di tradurre in musica un’esperienza così personale. La performance, essenziale e intensa, ha colpito pubblico e critica, consacrandola tra le voci più apprezzate dell’edizione.
Famiglia e palco: un legame indissolubile
La dimensione familiare resta centrale anche sul palco. A dirigere l’orchestra durante l’esibizione sanremese è stata la sorella Nicole, docente di pianoforte, realizzando un desiderio condiviso.
«Averla con me sotto al palco durante le serate è stato bellissimo, un pezzo di cuore», ha raccontato la cantante, sottolineando quanto quel momento abbia rappresentato molto più di una semplice collaborazione artistica.
Vita privata e passioni
Accanto alla musica, Brancale coltiva anche altre passioni, tra cui il pugilato. Un interesse condiviso con il compagno Dario Morello, da lei definito «il mio primo fan». Il legame tra i due si inserisce in un equilibrio tra carriera e vita personale, senza mai oscurare la centralità del percorso artistico.
Un’identità in continua evoluzione
Dalla formazione classica agli esperimenti contemporanei, passando per il dialetto e le contaminazioni internazionali, Serena Brancale continua a muoversi senza schemi rigidi. Il suo percorso racconta una crescita costruita nel tempo, tra ostacoli iniziali, studio e una costante ricerca espressiva.
Oggi, nel giorno del suo compleanno, la sua storia appare come quella di un’artista che ha saputo trasformare ogni passaggio — anche i più difficili — in un tassello fondamentale della propria identità musicale.