Il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ha commentato con ironia la deludente prestazione della nazionale verdeoro ai Mondiali 2026, rivolgendo una battuta al commissario tecnico Carlo Ancelotti. Durante una visita all’Istituto Mauá di Tecnologia di San Paolo, il capo dello Stato ha suggerito scherzosamente all’allenatore di “ingaggiare un robot aggressivo” per provare a conquistare il prossimo titolo mondiale.
Il riferimento a un progetto tecnologico
Lula ha raccontato di essere rimasto colpito da un robot sviluppato da uno studente dell’istituto, cogliendo l’occasione per lanciare una frecciata alla Seleção.
Secondo il presidente, il robot mostrava caratteristiche da grande attaccante, tanto da ricordargli campioni come Kylian Mbappé ed Erling Haaland. Da qui la battuta rivolta ad Ancelotti: se vuole vincere la Coppa del Mondo, dovrebbe prendere quel robot nella sua squadra.
Le critiche dopo l’eliminazione
Le dichiarazioni arrivano in un clima di forte delusione per l’eliminazione del Brasile agli ottavi di finale del Mondiale 2026, dove la Seleção è stata sconfitta 2-1 dalla Norvegia.
Lula ha espresso anche il proprio disappunto per il rientro della delegazione brasiliana dagli Stati Uniti, sottolineando come sul volo organizzato dalla Federazione calcistica fosse presente un solo calciatore della rosa.
Il caso del volo della Seleção
Il presidente ha definito la situazione motivo di vergogna, evidenziando che sull’aereo ufficiale erano presenti dirigenti, membri dello staff tecnico e il solo Danilo tra i 26 giocatori convocati per il torneo.
Le sue parole riflettono il malcontento diffuso tra tifosi e opinione pubblica dopo la prematura uscita della nazionale dalla competizione.
Un digiuno che continua
L’eliminazione contro la Norvegia prolunga il lungo periodo senza successi mondiali del Brasile.
La Seleção arriverà infatti al Mondiale 2030 senza conquistare il titolo iridato da Giappone e Corea del Sud 2002, portando a 28 anni l’attesa per una nuova Coppa del Mondo.
Inoltre, quella del 2026 rappresenta la prima eliminazione del Brasile agli ottavi di finale di un Mondiale dai tempi dell’edizione di Italia 1990, un dato che testimonia la portata della delusione vissuta dal calcio brasiliano.
