Il regista François Ozon ha recentemente presentato la sua versione cinematografica de “Lo straniero”, adattamento del celebre romanzo di Albert Camus. Il film, girato in bianco e nero, è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e ha suscitato diverse reazioni tra critica e pubblico.
Un nuovo sguardo sul romanzo di Camus
“Lo straniero” di Albert Camus, pubblicato nel 1942, è considerato una delle opere più influenti del XX secolo. La storia segue Meursault, un impiegato che vive ad Algeri e che, dopo aver commesso un omicidio apparentemente senza motivo, affronta un processo che mette in discussione la sua indifferenza e il suo distacco emotivo. Nel 1967, Luchino Visconti aveva già portato sul grande schermo questo romanzo con Marcello Mastroianni nel ruolo di Meursault. Oggi, François Ozon propone una nuova interpretazione, cercando di rimanere fedele al testo originale e al contempo offrendo una visione personale della storia.
La scelta del bianco e nero e l’ambientazione
Ozon ha optato per una fotografia in bianco e nero, scelta che richiama l’atmosfera del periodo in cui è ambientata la storia e che sottolinea l’alienazione del protagonista. Le riprese si sono svolte in Marocco, con la città di Tangeri che ha fatto da sfondo all’Algeri degli anni ’30. Questa decisione ha permesso di ricreare fedelmente l’ambientazione originale del romanzo, mantenendo l’autenticità della narrazione.
Interpretazioni e reazioni della critica
Benjamin Voisin interpreta Meursault, offrendo una performance che ha diviso la critica. Alcuni hanno apprezzato la sua capacità di incarnare l’indifferenza e l’apatia del personaggio, mentre altri hanno ritenuto che mancasse di profondità emotiva. La critica ha anche notato come Ozon abbia enfatizzato l’aspetto erotico dei protagonisti, aggiungendo una nuova dimensione alla storia. In particolare, la scena del delitto, con il riflesso del sole che acceca Meursault, è stata interpretata come un momento di rivelazione personale.