Gerry Scotti: “È il momento migliore della mia carriera, ma decidere di lasciare spetterà a me”

Gerry Scotti ripercorre il suo momento d'oro in tv, parla del futuro, del vitalizio devoluto in beneficenza e commenta anche Antonio Ricci e Roberto Vannacci.

In un’intervista a Il Messaggero, realizzata in vista dei suoi 70 anni, Gerry Scotti ha raccontato il momento particolarmente positivo che sta vivendo in televisione. Al centro c’è soprattutto il successo de La Ruota della Fortuna, tornata su Canale 5 con risultati superiori alle aspettative.

«Le avvisaglie c’erano tutte. Il format funziona da una vita e Mediaset mi ha messo a disposizione grandi mezzi. Però, e non è falsa modestia, il risultato è stato incredibile: speravamo in un 16 per cento, massimo 18-20 per cento, non il 25 e più».

Scotti ha sottolineato anche la forza della televisione generalista, spiegando di aver condiviso con Stefano De Martino la capacità di intercettare un pubblico molto ampio: «La tv generalista è tutt’altro che morta. E mi fa molto piacere non essermi tirato indietro quando Pier Silvio Berlusconi mi ha proposto questa fascia oraria».

Il rapporto con Antonio Ricci

L’intervista affronta anche la situazione di Antonio Ricci e di Striscia la notizia. Scotti ha voluto innanzitutto ricordare il lungo rapporto professionale con l’autore.

«Innanzitutto voglio ringraziare Antonio per i 38 anni di splendida tv che ha fatto e per le opportunità che mi ha dato. Era e resta un gigante».

Scotti ha inoltre respinto l’idea che possa esserci un legame diretto tra il successo de La Ruota della Fortuna e l’eventuale stop di Striscia la notizia: «La cosa che mi rattrista è che qualcuno possa pensare che dietro lo stop a Striscia ci sia La Ruota e quindi io. Io i termini dei contrasti, o degli accordi, che lo impediscono non li conosco».

Quanto al futuro di Ricci, Scotti non esclude un nuovo progetto televisivo: «Quindi, come diceva il grande Franco Califano, non escludo il ritorno. Se non di Striscia, di sicuro di Antonio Ricci».

Lasciare la televisione? Non ancora

A 70 anni, Scotti riconosce di trovarsi in una fase professionale particolarmente gratificante, ma non sembra intenzionato a lasciare immediatamente la televisione.

«Soddisfazioni più grandi di quelle che ho vissuto quest’ultimo anno difficilmente le avrò».

Il conduttore ammette comunque che il momento potrebbe essere quello giusto per pensare, prima o poi, al ritiro: «In questo decennio potrei pensarci. Mollare, però, non mi piace come verbo. Certo, per lasciare so bene che questo sarebbe il momento ideale. Non so se me lo lasceranno fare. Comunque sia, deciderò io se farlo».

Il vitalizio e la beneficenza

Nel corso della conversazione si parla anche del vitalizio maturato durante la sua esperienza parlamentare. Scotti conferma di percepire ancora la somma e spiega cosa ne fa.

«Sì. Dopo aver chiesto a tre premier – l’ultimo Matteo Renzi – di fare una norma per poter rinunciare a quei soldi, mi sono arreso: prendo quei diecimila euro e poi li dò in beneficenza».

Il giudizio su Roberto Vannacci e la politica

Dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione, Scotti viene interpellato anche su Roberto Vannacci.

«Dovendo attirare attenzione, mi sembra sempre troppo sopra le righe. Detto questo, io e lui siamo molto lontani».

Più netto, invece, il suo atteggiamento nei confronti di un possibile ritorno alla politica, dopo l’esperienza come deputato del Psi tra il 1987 e il 1992: «Non se ne parla. Per me fu una brutta esperienza».

Scotti ricorda infatti di essersi sentito poco considerato durante quella parentesi: «Pensavo di poter fare qualcosa come presidente della Commissione condizione giovanile, me l’avevano promessa. Mai avuta. Per loro ero solo un disc jockey…».

I 70 anni e una vita più disciplinata

Guardando al traguardo dei 70 anni, il conduttore racconta di sentirsi fortunato per il percorso compiuto e per le persone incontrate durante la sua carriera. Dopo l’esperienza del Covid e il ricovero in terapia intensiva, dice di avere una consapevolezza diversa del valore della vita.

«E dopo il ricovero in terapia intensiva durante il Covid, so che basta poco ed è finita. Sono fortunato per tutto quello che ho avuto, compresi amici e colleghi».

Scotti attribuisce parte della sua longevità professionale anche a uno stile di vita attento: «Per fare Gerry Scotti ci vuole disciplina, non sarei qui da 42 anni».

Il futuro con il figlio Edoardo

Tra i progetti ancora da realizzare c’è anche un’idea legata al mondo digitale e alla collaborazione con il figlio Edoardo. Scotti immagina una serie autobiografica realizzata con mezzi semplici e con un ruolo importante dell’intelligenza artificiale.

«Con l’IA ho ritrovato una libertà creativa straordinaria».

E sul possibile progetto aggiunge: «Sì, Vita da Gerry vorrei proprio farla».

I festeggiamenti per i 70 anni

Per il compleanno, Scotti ha scelto di dividere i festeggiamenti tra famiglia e amici: «Con la famiglia a Cap Ferrat, poi a settembre con una bella festa con gli amici a Milano».

A 70 anni, dunque, Gerry Scotti guarda ancora al futuro, tra il successo televisivo, nuovi progetti creativi e la possibilità, senza fretta, di decidere personalmente quando sarà arrivato il momento di cambiare strada.

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