Dopo una lunga e travagliata vicenda produttiva, Coyote vs. Acme riesce finalmente ad arrivare sul grande schermo. Il film diretto da Dave Green, realizzato mescolando animazione e live-action, porta al centro della storia Willy il Coyote e trasforma la sua eterna battaglia con i prodotti Acme in una vera causa legale. Il debutto internazionale è fissato per il 28 agosto 2026, mentre nelle sale italiane l’appuntamento è dal 2 settembre con la distribuzione di Lucky Red.
Willy il Coyote decide di portare Acme in tribunale
Il punto di partenza è quello che accompagna il personaggio praticamente dalla sua nascita, avvenuta nel 1949 grazie a Chuck Jones e allo sceneggiatore Michael Maltese. Per decenni Willy ha utilizzato razzi, pattini a reazione, scarpe a molla e ogni genere di dispositivo Acme nel tentativo di catturare Beep Beep, ottenendo quasi sempre risultati disastrosi.
Questa volta, dopo l’ennesimo fallimento, decide che è arrivato il momento di reagire. La soluzione è fare causa alla Acme Corporation per i prodotti difettosi acquistati nel corso degli anni. L’idea alla base del film riprende quella di un articolo pubblicato nel 1990 da Ian Frazier, costruito come una finta arringa giudiziaria proprio nella causa di Wile E. Coyote contro la società.
Will Forte è l’avvocato del Coyote
A rappresentare Willy c’è Kevin Avery, interpretato da Will Forte. È un avvocato in difficoltà, specializzato proprio nei problemi giudiziari dei personaggi dei cartoni animati, normalmente interessato a raggiungere accordi rapidi e vantaggiosi.
L’incontro con il Coyote cambia però la situazione. Il loro rapporto diventa progressivamente una collaborazione contro un avversario molto più potente. A difendere Acme c’è infatti Buddy Crane, spietato ex capo di Avery interpretato da John Cena.
Will Forte descrive così il protagonista animato: «Coyote è da sempre un concentrato di forza di volontà — dice Will Forte — ma ora il pubblico imparerà a conoscerlo meglio, a sapere che cosa pensa e prova, anziché ridere solo di lui».
John Cena dall’altra parte del tribunale
John Cena veste invece i panni dell’avvocato della multinazionale. Per l’attore e wrestler, lavorare accanto a personaggi con cui è cresciuto ha avuto un significato particolare: «Sono cresciuto con quei cartoni animati — dice il wrestler — e sul set mi sono sentito come un bambino che diventa grande ammirando un atleta per poi ritrovarsi in campo, a giocare con lui».
Nel film trovano spazio anche altri celebri personaggi animati, tra cui Daffy Duck e Bugs Bunny, inseriti all’interno di una storia che utilizza il linguaggio comico dei Looney Tunes per costruire anche una satira sul potere delle grandi aziende.
Un film tra live-action e animazione
Alla regia c’è Dave Green, già abituato a lavorare con progetti che uniscono elementi reali ed effetti visivi grazie alle esperienze di Earth to Echo e Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows.
Il riferimento tecnico dichiarato è Chi ha incastrato Roger Rabbit, il film di Robert Zemeckis del 1988 diventato un modello per l’integrazione tra attori e personaggi animati. Il supervisore agli effetti George Murphy ha spiegato che l’obiettivo era «creare un’evoluzione dello stile restando fedeli al modello originale». Durante le riprese è stato utilizzato anche un pupazzo di Willy il Coyote a grandezza naturale, manovrato da Dave Barclay, già capo marionettista proprio di Roger Rabbit.
Dalla cancellazione al ritorno sul grande schermo
La storia più sorprendente di Coyote vs. Acme, però, si è svolta fuori dal set. Nel novembre 2023 Warner Bros. Discovery decise di non distribuire il film, nonostante fosse già stato completato, scegliendo di dichiararne la perdita per ottenere un beneficio fiscale.
La decisione provocò una forte reazione da parte del pubblico e di numerosi professionisti del settore. Dopo le proteste, il progetto venne nuovamente messo sul mercato. A intervenire fu Ketchup Entertainment, che acquisì i diritti per una cifra di circa 50 milioni di dollari.
La pellicola che rischiava di non essere mai mostrata al pubblico ha così ottenuto una seconda possibilità. E per Willy il Coyote, abituato da oltre settant’anni a precipitare, esplodere e ricominciare ogni volta da capo, l’arrivo al cinema rappresenta una rivincita perfettamente coerente con la sua storia.