Caffè e farmaci, attenzione alle interazioni: cosa dicono gli esperti

La caffeina è associata a possibili benefici per la salute, ma gli esperti invitano alla moderazione e mettono in guardia sulle interazioni con alcuni farmaci.

La caffeina è una delle sostanze stimolanti più diffuse e consumate al mondo. Presente naturalmente in diverse piante, è conosciuta soprattutto per la sua associazione con il caffè, ma si trova anche in numerose bevande e alimenti. Gli studi scientifici continuano a indagarne gli effetti sull’organismo, mettendo in evidenza possibili benefici ma anche alcune precauzioni da adottare, soprattutto quando viene assunta insieme a determinati farmaci.

Caffeina, il limite giornaliero indicato dagli esperti

Secondo uno studio pubblicato sulla European Journal of Medicinal Chemistry, la sicurezza della caffeina è stata a lungo oggetto di discussione. Le ricerche condotte sia sugli esseri umani sia sugli animali indicano tuttavia che il consumo può essere considerato sicuro quando rimane entro quantità moderate.

Alcuni organismi regolatori, secondo quanto riportato nello studio, raccomandano agli adulti di non superare i 450 milligrammi di caffeina al giorno.

Una maggiore attenzione viene invece richiesta per bambini e adolescenti, considerati più sensibili agli effetti indesiderati della sostanza e contemporaneamente sempre più esposti al suo consumo attraverso bevande e prodotti alimentari che la contengono.

Parkinson, Alzheimer e diabete: le associazioni studiate

Le ricerche hanno analizzato anche il possibile rapporto tra assunzione di caffeina e alcune patologie. Secondo lo studio pubblicato sulla European Journal of Medicinal Chemistry, la caffeina avrebbe mostrato una significativa implicazione nel trattamento del glaucoma ed è stata associata a una riduzione del rischio di diverse condizioni.

Tra queste vengono indicate il morbo di Parkinson, la malattia di Alzheimer, la dermatite atopica, l’apnea del sonno e il diabete di tipo 2.

Gli stessi ricercatori invitano però alla cautela nell’interpretazione dei dati. Le associazioni osservate non significano infatti che assumere caffeina possa essere considerato un metodo preventivo o una terapia.

Gli esperti: non può essere consigliata per prevenire le malattie

Il punto centrale sottolineato dagli studiosi riguarda proprio la distinzione tra associazione statistica e indicazione medica.

Gli esperti spiegano che, nonostante i possibili effetti positivi osservati nelle ricerche, le prove disponibili non sono sufficienti per raccomandare l’assunzione di caffeina con l’obiettivo di prevenire determinate malattie.

Il consumo moderato viene comunque considerato generalmente sicuro e, nelle quantità consigliate, non sarebbe associato a rischi significativi per la salute nella popolazione adulta.

Caffeina e farmaci, perché bisogna fare attenzione

Un altro aspetto importante riguarda l’interazione tra caffeina e medicinali. Gli specialisti di University Hospitals ricordano che la caffeina presente nel caffè può modificare l’assorbimento di alcuni farmaci, riducendone l’efficacia oppure aumentando la probabilità di determinati effetti collaterali.

Le conseguenze cambiano a seconda del medicinale assunto, motivo per cui chi segue una terapia dovrebbe valutare con il proprio medico o farmacista eventuali interazioni.

Farmaci per l’asma e prodotti contro raffreddore e allergie

Particolare attenzione viene indicata per alcuni medicinali utilizzati nel trattamento dell’asma. Questi farmaci agiscono rilassando la muscolatura delle vie respiratorie e una quantità elevata di caffeina potrebbe accentuare effetti indesiderati come mal di testa, nausea, agitazione e irritabilità.

Secondo University Hospitals, anche alcuni medicinali contro raffreddore e allergie possono rappresentare una combinazione da valutare attentamente.

Diversi prodotti contengono infatti sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale, come la pseudoefedrina. Associandole alla caffeina, anch’essa stimolante, potrebbero aumentare nervosismo, irrequietezza e insonnia.

Antidepressivi e caffè, possibili interazioni

Tra i medicinali citati dagli specialisti figurano anche alcuni antidepressivi. Un consumo elevato di caffè potrebbe interferire con l’assorbimento di determinati principi attivi e quindi ridurne i benefici.

In altri casi, farmaco e caffeina vengono metabolizzati attraverso la stessa via enzimatica. Questo meccanismo può modificare i tempi con cui le sostanze vengono eliminate dall’organismo e prolungarne la permanenza nel sangue.

Dalla tiroide alla pressione: gli altri medicinali da monitorare

L’elenco delle possibili interazioni non si limita ad asma, raffreddore e antidepressivi. Secondo le indicazioni riportate da University Hospitals, è opportuno prestare attenzione al consumo di caffè e altre bevande contenenti caffeina anche quando si assumono alcuni medicinali per tiroide, osteoporosi, pressione arteriosa e Alzheimer.

Tra le categorie da tenere sotto controllo vengono inoltre citati anticoagulanti, antipsicotici e melatonina.

La presenza di una possibile interazione non significa necessariamente che il caffè debba essere eliminato completamente dalla dieta. Modalità di assunzione, quantità e distanza temporale rispetto al farmaco possono cambiare da caso a caso e devono essere valutate insieme a un professionista sanitario.

La parola chiave resta moderazione

Le evidenze disponibili mostrano quindi un quadro articolato. La caffeina può essere associata ad alcuni potenziali effetti favorevoli ed è generalmente considerata sicura quando viene consumata con moderazione, ma non deve essere trasformata in uno strumento di prevenzione fai-da-te.

La prudenza diventa ancora più importante in presenza di terapie farmacologiche, perché il caffè e le altre fonti di caffeina possono interferire con l’assorbimento o con il metabolismo di alcuni medicinali.

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