Il Parlamento Europeo, con la risoluzione del 20 febbraio 1987 dedicata al benessere degli animali da allevamento, ha invitato la Commissione Europea a elaborare una normativa comune che regolasse le condizioni generali di allevamento. Una linea politica che, a distanza di decenni, continua a rappresentare il punto di riferimento per gli Stati membri.
La Direttiva 98/58/CE: principi ancora in vigore
Dopo la ratifica da parte dei Paesi dell’Unione, è stata adottata la Direttiva 98/58/CE, che stabilisce i criteri fondamentali per la tutela degli animali negli allevamenti. La normativa prevede che gli animali ricevano condizioni adeguate di stabulazione, alimentazione, accesso all’acqua e cure, nel rispetto delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche, basate su conoscenze scientifiche e sull’esperienza maturata nel settore.
Ancora oggi, queste disposizioni costituiscono il quadro normativo di riferimento per le aziende zootecniche europee.
Ambito di applicazione della legge
Il decreto che recepisce la direttiva stabilisce norme minime di protezione per gli animali allevati, includendo un ampio spettro di categorie. Oltre agli animali da allevamento in senso stretto, rientrano anche quelli destinati a competizioni, esposizioni o attività culturali e sportive, così come gli animali utilizzati per la sperimentazione e, in generale, tutte le specie presenti negli ambienti controllati, compresi gli invertebrati.
Stop a buio permanente e luce artificiale continua
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le condizioni di illuminazione negli spazi in cui vivono gli animali. La normativa è chiara:
“Gli animali allevati non devono essere mantenuti in oscurità permanente né esposti senza un’adeguata interruzione alla luce artificiale”.
Questa disposizione mira a garantire cicli naturali di luce e buio, fondamentali per il benessere psicofisico degli animali.
Qualità dell’ambiente negli allevamenti
La direttiva interviene anche su altri parametri essenziali per la salute degli animali. In particolare, stabilisce che la ventilazione, il livello di polveri, la temperatura, l’umidità e la concentrazione di gas debbano rimanere entro limiti non dannosi.
Allo stesso modo, le strutture degli allevamenti devono essere progettate e mantenute in modo da evitare rischi di ferite: niente spigoli vivi o elementi sporgenti che possano causare danni agli animali.
Materiali sicuri e igiene garantita
Un ulteriore punto riguarda i materiali utilizzati per la costruzione di stalle e recinti. Questi devono essere sicuri, non nocivi e facilmente lavabili e disinfettabili. L’obiettivo è prevenire malattie e garantire condizioni igieniche adeguate all’interno delle strutture.
Una normativa ancora centrale
A distanza di anni dalla sua introduzione, la Direttiva 98/58/CE continua a rappresentare uno dei pilastri della legislazione europea sul benessere animale. Le sue disposizioni, tra cui il divieto di buio costante o luce artificiale continua, riflettono un approccio sempre più attento alle esigenze degli animali negli allevamenti, con l’obiettivo di garantire condizioni di vita dignitose e rispettose.

