Jannik Sinner, dopo la vittoria contro Cameron Norrie al Masters 1000 di Madrid, ha parlato delle difficoltà legate agli orari delle partite e ai ritmi imposti dal calendario. Il tennista ha sottolineato come sia complicato gestire le conseguenze di incontri che finiscono a tarda notte, senza però usare toni polemici.
Orari delle partite e recupero
“Per me va bene giocare a qualsiasi ora, ma credo che ci siano alcune cose da migliorare. Non è facile finire una partita all’una di notte e poi affrontare tutto il resto: conferenze, recupero, trattamenti. Si va a dormire alle quattro o cinque del mattino e questo scombina tutto”, ha dichiarato Sinner al termine dell’incontro. Il tennista ha evidenziato come la gestione degli orari possa influire sul recupero degli atleti e sulla loro preparazione per le partite successive.
La scelta di giocare la mattina
Sinner ha commentato anche la decisione di iniziare a giocare alle 11 del mattino nella giornata odierna. “Oggi, per esempio, iniziare a giocare alle 11 è stata una scelta logica, anche per permettere ad altri di avere più recupero”, ha spiegato. Secondo il tennista, questa soluzione può aiutare a gestire meglio i tempi di recupero tra un match e l’altro, soprattutto in tornei con calendari molto serrati.
Ritmi serrati e necessità di cambiamento
Al termine della partita, Sinner è tornato a sottolineare la necessità di migliorare alcuni aspetti dell’organizzazione dei tornei. Pur non utilizzando toni polemici, il tennista ha ribadito che i ritmi imposti dal calendario possono creare difficoltà agli atleti, soprattutto quando si tratta di gestire partite che si protraggono fino a notte fonda e le attività che seguono immediatamente dopo.