Arriva nelle sale dal 7 maggio “Antartica – Quasi una fiaba”, il nuovo film diretto da Lucia Calamaro al suo esordio cinematografico. La pellicola, sospesa tra dramma, riflessione esistenziale e suggestioni quasi fiabesche, porta sullo schermo una storia ambientata in una base scientifica italiana immersa nei ghiacci dell’Antartide. Protagonisti del racconto sono Silvio Orlando e Barbara Ronchi, affiancati da un cast corale che accompagna lo spettatore in un ambiente isolato e ostile, dove la ricerca scientifica si intreccia con tensioni personali e ideologiche.
Una base scientifica isolata dal mondo
Il film segue la vita di una piccola comunità di scienziati che trascorre otto mesi all’anno completamente isolata dal resto del pianeta. La missione del gruppo è studiare il futuro della specie umana attraverso ricerche e analisi di fenomeni ancora inspiegabili.
A guidare la spedizione è Fulvio Cadorna, interpretato da Silvio Orlando, capomissione esperto e figura centrale dell’equilibrio interno alla base. L’arrivo della giovane ricercatrice Maria Medri, interpretata da Barbara Ronchi, rompe però ogni stabilità.
Maria è brillante, ostinata e profondamente legata a Fulvio, che in passato è stato il suo mentore. La sintonia iniziale lascia rapidamente spazio a uno scontro che coinvolge l’intera comunità scientifica.
Il conflitto tra Fulvio e Maria
Il cuore del film ruota attorno al rapporto tra i due protagonisti. Fulvio e Maria condividono ambizioni e visioni comuni, ma finiscono presto per entrare in collisione su questioni scientifiche, etiche e personali.
La scoperta legata alla conservazione della vita dei mammiferi apre interrogativi complessi e alimenta rivalità sempre più profonde. La battaglia tra i due personaggi si sposta così dal piano della ricerca a quello affettivo e ideologico, trasformando la base antartica in uno spazio di tensione continua.
Un cast corale guidato da Silvio Orlando e Barbara Ronchi
Accanto ai due protagonisti troviamo Valentina Bellè, Simone Liberati, Lorenzo Balducci, Angelo Spagnoletti, Enrico Borello, Mario Russo, Stefano Rossi Giordani e Astrid Casali, interpreti dei membri della comunità scientifica che vive all’interno della struttura.
Il film punta molto sulle dinamiche di gruppo e sull’interazione tra i personaggi, costruendo un racconto corale dove ognuno contribuisce a rendere ancora più instabile l’equilibrio della missione.
Il debutto al cinema di Lucia Calamaro
Con “Antartica – Quasi una fiaba”, Lucia Calamaro firma il suo primo lungometraggio cinematografico dopo il percorso teatrale e televisivo. Il film mescola riflessione scientifica, metafore esistenziali e momenti più intimisti, mantenendo un tono sospeso tra realismo e dimensione simbolica.
Al centro della narrazione c’è anche il tema dell’isolamento: il ghiaccio e il paesaggio antartico diventano infatti metafora della fragilità umana, delle incomprensioni e della difficoltà di convivere con le proprie ossessioni.
Le location tra bunker e ghiacci ricostruiti
Per ricreare l’ambientazione della base scientifica, la produzione ha utilizzato i tunnel del Monte Soratte, nel Lazio, ex bunker antiatomici trasformati negli interni della stazione antartica. Gli esterni sono stati invece realizzati in post-produzione.
Il film è una produzione italiana realizzata da Wildside, Indigo Film e Vision Distribution in collaborazione con Sky. La durata complessiva è di circa 93 minuti.
Un racconto tra scienza e inquietudine
“Antartica – Quasi una fiaba” utilizza il contesto scientifico per raccontare soprattutto le fragilità emotive dei suoi personaggi. Tra esperimenti, scoperte e scontri personali, il film costruisce una riflessione sull’ambizione, sulla ricerca del controllo e sui limiti dell’essere umano in uno degli ambienti più estremi del pianeta.