Lillo: “Vi presento Sono Lillo, il mio lato infantile. Ma arriverà anche un nuovo film…”

Lillo è stato ospite su Radio Kiss Kiss. Ci ha raccontato la sua nuova serie, i suoi libri, il suo podio e qualche anticipazione.
Oggi, in Stasera… che serie! Lillo è stato ospite con Lucilla. Ecco le sue parole.

Il mio ospite non ha bisogno di presentazioni: Lillo! Ciao Lillo!

«Ciao!»

Ormai “sono Lillo” è diventato linguaggio comune.

«Sì. Ma poi pensa che facendo parte di una coppia insieme a Greg, c’è il fatto che spesso in una coppia confondono i nomi, è tipico, chi è Lillo, chi è Greg. Ecco, così il dubbio è stato eliminato.»

Oppure succede che i nomi si fondono in uno solo e ti dicono “ma tu sei Lillo-e-Greg?”

«Certo, mi è successo tante volte!»

Dal 5 gennaio su Amazon Prime Video sarà disponibile la serie “Sono Lillo“, che racconta quanto sia difficile per un artista scrollarsi di dosso il personaggio che più ha contribuito alla sua fama. Confermi?

«Questo è uno degli aspetti. Però il gioco è raccontare com’è fare il comico, come viene recepito dagli altri e come può essere la vita di un comico, che alla fine è una vita normale, di uno che ha i problemi di tutti. Diciamo che i suoi problemi tenta di esorcizzarli con la comicità, questa è la sua ricetta. Detto questo, è una serie che parla di tutto, di storie d’amore che finiscono con uno dei due che si intestardisce a dare colpa ad altre cose, senza capire che un amore può andare in crisi. C’è l’amicizia, c’è il rapporto con l’essere infantili, che viene combattuto ma in realtà è qualcosa di bello. Però, a dispetto del titolo, voglio dirti innanzitutto che è piena di tanti altri attori ed è molto corale. Poi, l’intento vero era divertire e far ridere.»

Dato che qui parliamo molto di serie tv e film, ti confesso che a me ha ricordato molto “Birdman”.

«Brava, moltissimo! Birdman è uno dei miei film preferiti in assoluto.»

A proposito di Posaman, ho letto in un’intervista che il personaggio riflette molto le tue insicurezze.

«Posaman è un personaggio che fa solo sei pose, quindi a livello personale e psicologico ha molto poco da trasmettere. Sicuramente, visto il suo modo di essere divertente, rappresenta il mio modo di essere infantile, anche nelle insicurezze. Essere infantile da una parte è stupendo perché ti fa ragionare come un bambino e spesso è la chiave migliore per risolvere qualcosa. Dall’altra, quando sei piccolo sei insicuro, sei un po’ spaurito da tutto quello che vedi più grande di te.»

Hai detto “bambino” e “spaurito” che è un assist perfetto per ricordare anche i tuoi libri, che sono “La banda delle mezze calzette” e “Posaman & friends”. Soprattutto il primo ha qualcosa a che fare con “bambino” e “spaurito”, no?

«Sì, sono entrambi libri per ragazzi. Amo l’editoria per ragazzi, era il lavoro che volevo fare quand’ero piccolo, volevo fare lo scrittore e illustratore di favole. Diciamo che ho approfittato di quest’occasione per fare Posaman & friends, un libro un po’ per tutti, umoristico, con tanti supereroi assurdi con superpoteri assurdi.»

Sì, perché tu hai inventato tanti personaggi.

«Un mondo di mutanti sfigati. Può essere che diventi un cattivo che come abilità ha quella di scoprire i finali delle serie tv e spoilerarli. Entra nelle case con un costume e dice il finale della serie che sta guardando la persona che ha davanti. È un mondo di supereroi e criminali un po’ assurdi.»

Invece, ne “La banda delle mezze calzette” tu torni un po’ indietro.

«Quello è proprio un libro per ragazzi. È scritto con Lorenzo La Neve che è un giovanissimo e validissimo scrittorie di fumetti e di storie, ed è proprio un libro per ragazzi con dentro un’avventura vissuta sempre in chiave umoristica, in cui si tratta il tema del bullismo, che ai ragazzi è caro perché spesso li fa soffrire.»

Tu avevi un soprannome quando eri al liceo o alle medie?

«No, perché già Lillo lo era. Anche se mi chiamano così da quando avevo due anni. Ah, ecco, “cicciobombo”, mi chiamavano così.»

Ecco, intendevo questo. A me chiamavano “la pialla” perché non avevo forme.

«Quindi “cicciobombo” e “la pialla”; sono proprio una coppia perfetta!»

Ce lo siamo promessi, il podio delle tre serie più belle di sempre. Lillo, sei pronto?

«Allora, io comincio con la prima, uscita quando ancora non si parlava di serie. Pinocchio di Comencini, la vivo come una serie, perché lo era. Da bambino ne ero pazzo, l’ho rivista di recente ed è un capolavoro secondo me. Poi metterei Twin Peaks di David Linch. Poi, più di recente ho visto tanta roba meravigliosa, ma Breaking Bad non l’ha ancora battuta nessuno. Sono scontato, però, le emozioni che ho provato con Breaking Bad, le nottate in bianco per vedere le puntate successive, questo non me l’ha mai fatto provare nessuno. Però ce ne sono altre cento che mi fanno impazzire. Ma queste tre sono le migliori per me. Twin Peaks tra l’altro fu una novità all’epoca, ed era geniale.»

Abbiamo anche parlato nelle scorse settimane del genio di Angelo Badalamenti nello scrivere la colonna sonora in venti minuti, una roba davvero pazzesca. Prima di lasciarci ti chiedo: che serie stai guardando adesso?

«In questo momento sto girando un film di cui non posso anticipare niente, ma è molto impegnativo. Torno a casa e faccio in tempo a vedere due spot pubblicitari e poi mi addormento. Però, ti dico, sono riuscito a vedere tre puntate di Mercoledì che mi sta piacendo molto. Mentre l’ultima che ho visto un po’ di tempo fa è stata Pam & Tommy. L’ho trovata raccontata, interpretata e girata divinamente.»

E sul film non puoi proprio spoilerarci nulla?

«Non posso. Uscirà tra un anno e sarà una sorpresa. Posso dirti solo che è piena di effetti speciali, per cui è un film difficilissimo. Vi prometto che quando potrò parlarne sarete i primi che chiamerò.»

Allora ti aspettiamo, grazie Lillo, ciao!

«Ciao, un abbraccio!»

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