La NBA piange Stacey King, ex centro dei Chicago Bulls e protagonista, spesso nell’ombra, dei successi della squadra guidata da Michael Jordan nei primi anni Novanta. L’ex giocatore è morto all’età di 59 anni, come annunciato dalla franchigia dell’Illinois. Non sono state rese note le cause del decesso.
Una carriera iniziata ai Bulls
Scelto con la sesta chiamata assoluta del Draft NBA del 1989, King arrivò ai Chicago Bulls in un periodo cruciale della storia della franchigia. Rimase a Chicago fino al 1994, contribuendo alla conquista di tre titoli consecutivi tra il 1991 e il 1993.
Dopo l’esperienza con i Bulls, proseguì la sua carriera indossando le maglie dei Minnesota Timberwolves, dei Miami Heat, dei Boston Celtics e dei Dallas Mavericks. Il suo percorso professionale lo portò anche fuori dagli Stati Uniti, con una parentesi in Turchia e un’ultima stagione disputata in Argentina.
Il contributo decisivo nelle Finals del 1992
Pur non essendo una stella della squadra, King fu uno dei giocatori di fiducia utilizzati da Phil Jackson dalla panchina. Il suo nome è legato in particolare a Gara 6 delle Finals NBA del 1992 contro i Portland Trail Blazers.
In quella sfida, i Bulls si trovarono in grande difficoltà dopo tre quarti di gioco, sotto di 15 punti. Nel momento in cui Michael Jordan era in panchina a riposare, King fu tra le riserve che contribuirono a riaprire la partita, permettendo a Chicago di ridurre rapidamente lo svantaggio e rientrare in corsa.
L’incontro si concluse con la vittoria dei Bulls per 97-93, risultato che consegnò alla squadra il secondo titolo consecutivo della sua storia. King chiuse quella gara con 5 punti e 3 rimbalzi in 16 minuti di utilizzo, offrendo un contributo prezioso nella rimonta decisiva.
Numeri e ruolo nella NBA
Nel corso delle sue otto stagioni nella lega, Stacey King ha mantenuto medie di 6,4 punti e 3,3 rimbalzi a partita, giocando circa 17 minuti di media. Alto 2,11 metri, era considerato un elemento affidabile nelle rotazioni e un prezioso uomo squadra.
Pur senza i riflettori riservati alle superstar, il suo lavoro fu importante nella costruzione della dinastia che vide Michael Jordan conquistare i primi tre anelli della carriera.
Una voce amata dai tifosi di Chicago
Terminata l’attività agonistica, King rimase profondamente legato ai Bulls. Negli anni successivi divenne infatti uno dei commentatori più riconoscibili delle telecronache della squadra, conquistando l’affetto di diverse generazioni di tifosi.
Il proprietario dei Bulls, Jerry Reinsdorf, ha ricordato King come una figura speciale nella storia della franchigia, sottolineando il legame costruito con la città di Chicago e con i sostenitori della squadra sia da giocatore sia da commentatore.
Il ricordo di una figura simbolo
La scomparsa di Stacey King rappresenta una perdita significativa per il mondo del basket e per l’ambiente dei Bulls. Pur avendo ricoperto spesso un ruolo secondario rispetto ai grandi campioni dell’epoca, il suo contributo nei momenti chiave e la sua lunga presenza all’interno dell’organizzazione lo hanno reso una figura indimenticabile della storia della franchigia guidata da Michael Jordan.

