Il Roland Garros 2026 entra nella storia del tennis italiano. Per la prima volta tre giocatori azzurri raggiungono i quarti di finale di uno Slam: Matteo Arnaldi, Matteo Berrettini e Flavio Cobolli. Un risultato senza precedenti che conferma l’ottimo momento del movimento italiano anche in un torneo segnato dall’assenza o dall’eliminazione anticipata di alcuni dei principali protagonisti del circuito.
La straordinaria giornata parigina garantisce inoltre la presenza certa di almeno un italiano in semifinale, visto che nei quarti andrà in scena il derby tra Arnaldi e Berrettini.
Arnaldi firma l’impresa contro Tiafoe
La vittoria più spettacolare porta la firma di Matteo Arnaldi. Il tennista ligure ha superato Frances Tiafoe dopo una battaglia durata 5 ore e 26 minuti, imponendosi con il punteggio di 7-6, 6-7, 3-6, 7-6, 6-4.
Il numero 104 del ranking mondiale si è trovato più volte in difficoltà contro lo statunitense, numero 22 del mondo, ma non ha mai smesso di lottare. Tiafoe ha avuto l’opportunità di chiudere il match nel quarto set, arrivando a servire per la vittoria sul 5-4, ma Arnaldi è riuscito a strappare il servizio all’avversario e a trascinare la sfida al tie-break, vinto con autorità.
Nel set decisivo l’azzurro ha completato la rimonta, chiudendo al terzo match point grazie a un errore di diritto dello statunitense.
La rimonta che cambia tutto
L’incontro sembrava ormai indirizzato verso Tiafoe, avanti due set a uno e in controllo del quarto parziale. L’americano era arrivato anche sul 4-1 e 40-15 al servizio, ma proprio da quel momento Arnaldi ha cambiato marcia.
Sostenuto da un folto e rumoroso pubblico italiano presente sugli spalti del Suzanne-Lenglen, il sanremese ha trovato energie fisiche e mentali insperate per ribaltare una situazione che appariva compromessa.
Al termine della sfida ha ammesso tutta la fatica accumulata: «Non so come faccio a stare in piedi qui. Nel terzo set ero così stanco. A un certo punto non era più tennis, era qualcos’altro. Stavo solo giocando con tutto quello che avevo. Doveva esserci un vincitore e per fortuna sono stato io».
Berrettini torna tra i migliori otto
Grande prova anche per Matteo Berrettini, che ha conquistato i quarti di finale battendo l’argentino Juan Manuel Cerundolo in tre set: 6-3, 7-6, 7-6.
Il romano è riuscito a gestire una partita che nel terzo set si era complicata notevolmente. Dopo essere stato costretto a inseguire sul 3-5, ha recuperato lo svantaggio e nel tie-break finale ha annullato tre set point consecutivi prima di chiudere l’incontro.
Per Berrettini si tratta del ritorno ai quarti di finale a Parigi a cinque anni di distanza dall’ultima volta.
La rinascita del romano
A trent’anni compiuti, Berrettini diventa inoltre l’italiano più anziano a raggiungere i quarti di finale in uno Slam.
La soddisfazione del tennista romano è emersa chiaramente nelle dichiarazioni rilasciate subito dopo la vittoria: «Finalmente sono tornato. Mi sento alla grande, sono felice. Grazie per il supporto di questo stadio così pieno. È per questo che ci alleniamo, è per questo che lottiamo».
Berrettini ha poi ricordato i momenti difficili vissuti negli ultimi anni: «Il tennis è l’amore della mia vita, altrimenti non sarei qui dopo tante pause e tanti infortuni. Ho avuto momenti duri, ma sono qui grazie al mio carattere e al mio team».
Cobolli continua a sognare
Anche Flavio Cobolli ha raggiunto i quarti di finale grazie al successo sullo statunitense Zachary Svajda. Il romano si è imposto in quattro set dopo 3 ore e 19 minuti di gioco con il punteggio di 6-2, 6-3, 6-7, 7-6.
Per lui si tratta della prima qualificazione ai quarti del Roland Garros e della seconda in carriera in un torneo dello Slam.
Ora lo attende il canadese Felix Auger-Aliassime, uno degli avversari più difficili rimasti in tabellone.
La maturità di Cobolli
Dopo il match, Cobolli ha raccontato le emozioni del momento senza nascondere la tensione vissuta nella fase conclusiva della partita.
«I sogni sono diventati realtà e voglio continuare a tenerli vivi», ha spiegato.
Il tennista azzurro ha poi ammesso: «Quando la partita si avvicina alla fine e capisci che i quarti sono vicini, iniziano i problemi. Ho cercato di restare positivo e di giocare il mio miglior tennis».
Secondo Cobolli, il vero ostacolo non è stato fisico: «Fisicamente sto benissimo». Le difficoltà sono state soprattutto mentali, legate all’importanza del traguardo.
Un Roland Garros sempre più azzurro
Il risultato ottenuto dai tre italiani assume ancora più valore considerando il livello del torneo e le numerose sorprese che hanno caratterizzato questa edizione.
Senza alcuni dei grandi favoriti che hanno dominato gli ultimi anni, il Roland Garros si è aperto a nuovi protagonisti e l’Italia sta sfruttando al meglio l’occasione.
Con Arnaldi, Berrettini e Cobolli tra i migliori otto del torneo, il tennis azzurro scrive una pagina storica e continua a dimostrare una profondità di talento che va ben oltre i singoli campioni.

