Lazio, vittoria e vetta ma Gattuso non si esalta: “Abbiamo fatto di tutto per farli segnare”

La Lazio vince 2-0 a Venezia con Zaccagni e Noslin, ma Gattuso richiama la squadra dopo un primo tempo molto negativo e invita a non esaltarsi per il primo posto.

La Lazio torna alla vittoria dopo il pareggio contro il Milan e passa 2-0 sul campo del Venezia nella quinta giornata di Serie A. Al Penzo decidono il rigore trasformato da Mattia Zaccagni e il gol di Tijjani Noslin, ma il risultato finale non cancella le difficoltà incontrate dai biancocelesti soprattutto nel primo tempo.

La squadra di Gennaro Gattuso sale a 13 punti, agganciando Inter e Roma in testa alla classifica, mentre il Venezia resta ancora fermo a zero dopo cinque sconfitte consecutive.

Mandas salva la Lazio nel momento più difficile

La Lazio prova a partire con intensità, ma con il passare dei minuti è il Venezia a prendere maggiormente il controllo della gara. I lagunari trovano spazi e riescono a mettere in difficoltà una squadra biancoceleste troppo lunga.

L’occasione più importante arriva dopo il quarto d’ora. Un retropassaggio sbagliato di Floriani permette a Correia di entrare in area, dove viene steso da Mandas. L’arbitro Sozza assegna il calcio di rigore.

Dal dischetto si presenta Yeboah, ma Mandas riesce a respingere la conclusione e a rimediare così al fallo commesso pochi secondi prima.

Gattuso duro sul primo tempo

Nel dopopartita, Gattuso non cerca attenuanti e riconosce la superiorità del Venezia nella prima frazione.

«Bisogna essere onesti, se nel primo tempo fossimo andati sotto 2-0 il Venezia non avrebbe rubato nulla. Abbiamo fatto di tutto per farli segnare, è stato uno dei primi tempi più brutti da quando sono alla Lazio», ha dichiarato l’allenatore.

Gattuso ha poi spiegato quali siano stati, a suo giudizio, i problemi principali: «Noi eravamo lunghissimi, abbiamo giocato a ping pong, abbiamo fatto il loro gioco. Abbiamo fatto di tutto per far fare loro gol, non ci sono riusciti».

Parole che descrivono una Lazio incapace, nei primi 45 minuti, di mantenere le distanze corrette tra i reparti e di controllare il ritmo della partita.

Zaccagni sblocca il risultato dal dischetto

Nella ripresa cambia lo scenario. Al 51’ viene assegnato un calcio di rigore alla Lazio e Mattia Zaccagni non sbaglia dagli undici metri.

Il capitano porta avanti i biancocelesti e ritrova il gol in Serie A dopo quello segnato il 3 novembre 2025 contro il Cagliari. Per lui è il sesto rigore trasformato nella massima serie e soltanto il secondo realizzato in trasferta.

Noslin firma il raddoppio

Nove minuti più tardi arriva anche il 2-0.

Nuno Tavares serve l’assist per Noslin, che chiude l’azione e mette la partita definitivamente in discesa. Nell’ultima mezz’ora il Venezia prova a reagire, ma non riesce a riaprire il match.

Per Nuno Tavares si tratta del secondo assist nelle ultime quattro presenze in Serie A.

Gattuso: «Molto bene invece il secondo tempo»

Se il primo tempo non lo ha soddisfatto, Gattuso ha invece apprezzato molto la reazione vista dopo l’intervallo.

«Molto bene invece il secondo tempo, abbiamo cominciato a lavorare bene di catene, cross e rigore sono arrivati così», ha spiegato il tecnico.

La Lazio è riuscita infatti a ritrovare maggiore ordine, occupare meglio il campo e costruire le azioni offensive con maggiore continuità.

Primo posto, ma Gattuso mantiene la calma

Il successo porta la Lazio in testa alla classifica insieme a Inter e Roma, ma Gattuso non vuole lasciarsi trascinare dall’entusiasmo.

«C’è grande soddisfazione ma mancano 27 punti per poi lavorare con serenità. È merito dei giocatori per la serietà che ci stanno mettendo», ha sottolineato.

Il tecnico preferisce quindi concentrarsi sul percorso e sulla continuità, pur riconoscendo il lavoro della squadra in questo avvio di stagione.

Il rapporto con i tifosi

Gattuso si è soffermato anche sul rapporto con la tifoseria laziale, sottolineando l’assenza di pressioni esterne durante il lavoro quotidiano.

«Sono tifosi educati, la verità è una sola, non vengono allo stadio però ci fanno lavorare in pace. Non ci mettono pressione. La pressione ce la mettiamo da soli, quando giochi con una maglia come quella della Lazio la pressione c’è sempre».

Una riflessione che lega il momento sportivo della squadra al contesto che circonda il gruppo.

Il ringraziamento a Fabiani e Lotito

Nel dopopartita, Gattuso ha voluto anche riconoscere il lavoro svolto dalla società durante il mercato.

«Devo ringraziare Fabiani e Lotito per i giocatori che sono arrivati», ha dichiarato.

Un ringraziamento diretto dopo una partita nella quale alcuni dei protagonisti della rosa hanno dato un contributo importante al successo.

Lazio da record dopo cinque giornate

Con i tre punti conquistati a Venezia, la Lazio raggiunge quota 13 dopo cinque partite, risultato mai ottenuto prima dal club in Serie A considerando il sistema dei tre punti per vittoria.

È inoltre soltanto la terza volta nella storia biancoceleste che arrivano quattro successi nelle prime cinque giornate, dopo il 1934/35 e il 2008/09.

La squadra ha anche già ottenuto tre vittorie senza subire reti e ha vinto tutte le prime tre trasferte stagionali.

Mandas e i numeri della serata

La parata sul rigore di Yeboah consente a Mandas di neutralizzare il suo primo penalty in Serie A.

Dopo quello parato da Edoardo Motta a Bologna il 22 marzo, è inoltre il secondo rigore consecutivo respinto da un portiere della Lazio nella massima serie.

Per Yeboah, invece, si tratta del terzo errore su cinque rigori calciati con il Venezia tra Serie A e Serie B.

Il tabellino di Venezia-Lazio

Venezia-Lazio 0-2

Marcatori: 51’ rig. Zaccagni, 60’ Noslin.

Venezia (3-5-2): Stankovic; Schingtienne, Juan Jesus, Moreno; Hainaut, Kike Perez, Sohm, Helgason, Correia; Yeboah, Adams. All. Stroppa.

Lazio (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard, Nuno Tavares; Frattesi, Belahyane, Taylor; Cancellieri, Noslin, Zaccagni. All. Gattuso.

Arbitro: Sozza.

Rigore sbagliato: Yeboah al 17’, parato da Mandas.

La Lazio porta quindi a casa tre punti pesanti, ma il messaggio di Gattuso resta chiaro: il successo non deve nascondere gli errori del primo tempo, mentre la reazione della ripresa rappresenta il punto dal quale ripartire.

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