Clamoroso epilogo al primo turno degli US Open 2026 per Novak Djokovic. Il serbo, numero 5 del mondo, è stato eliminato dall’argentino Mariano Navone, numero 48 del ranking, al termine di una partita durata quattro ore e 36 minuti. Il punteggio finale, 7-6(5) 5-7 4-6 6-2 6-1, racconta solo in parte un match segnato soprattutto dai problemi fisici del 39enne.
Djokovic parte bene, poi iniziano le difficoltà
L’avvio aveva fatto pensare a una partita più semplice per Djokovic. Il serbo era riuscito a prendere subito il controllo con un break, ma con il passare dei game la situazione è cambiata.
Navone ha recuperato terreno e ha conquistato il primo set al tie-break. Djokovic, però, ha reagito vincendo il secondo e il terzo parziale, riuscendo così a portarsi avanti due set a uno nonostante i primi segnali di sofferenza.
Il crollo nel quarto e quinto set
La svolta è arrivata nel quarto set.
Djokovic ha iniziato a mostrare segni sempre più evidenti di malessere, piegandosi più volte in cerca di fiato e ricorrendo all’intervento del medico. Durante il match ha anche vomitato dietro un cartellone pubblicitario e ai cambi di campo ha utilizzato asciugamani pieni di ghiaccio.
Navone ha approfittato del calo fisico dell’avversario, infilando cinque game consecutivi e trascinando la partita al quinto set.
Schiena e spalla cedono nel finale
Prima del parziale decisivo Djokovic ha chiesto un nuovo trattamento medico, ricevendo un massaggio alla parte bassa della schiena.
Nel quinto set, però, la sua condizione è peggiorata ulteriormente. Navone ha chiuso 6-1, mentre il serbo è apparso quasi in lacrime e sostenuto dal pubblico dell’Arthur Ashe Stadium.
Djokovic ha poi spiegato in conferenza stampa: «Credo fosse evidente che mi sentivo molto male in campo. Purtroppo è qualcosa che ho sperimentato in ogni partita quest’anno: il vomito è una cosa seria. Il mio corpo inizia a cedere con crampi e dolori. Alla fine della partita, la schiena e la spalla mi hanno abbandonato e non sono riuscito a concludere».
Djokovic: «Ho pensato di ritirarmi»
Il serbo ha ammesso di aver valutato anche il ritiro durante la partita.
«Ho pensato di ritirarmi, poi però ho vinto un set e successivamente anche il terzo, quindi mi sono detto che forse avevo ancora una possibilità. Non volevo arrendermi al quarto o al quinto e ho cercato di finire la partita».
Djokovic ha anche confessato di «aver detestato ogni momento trascorso in campo», pur sottolineando quanto il sostegno del pubblico «mi ha davvero toccato il cuore».
Si ferma ancora la corsa al 25° Slam
La sconfitta interrompe un altro tentativo di Djokovic di conquistare il 25° titolo del Grande Slam, risultato che gli avrebbe permesso di stabilire un nuovo record assoluto.
L’eliminazione ha inoltre interrotto una serie impressionante: il serbo non perdeva al primo turno di uno Slam dal 2006, quando fu sconfitto da Paul Goldstein agli Australian Open.
Da allora aveva raccolto 78 vittorie consecutive all’esordio nei tornei del Grande Slam.
Djokovic fuori dalla top 10
La sconfitta avrà conseguenze anche sulla classifica.
Djokovic uscirà infatti dalla top 10 mondiale per la prima volta dal luglio 2018.
Un dato che passa però in secondo piano rispetto alle condizioni fisiche del serbo, che aveva già parlato di problemi durante la stagione.
«Devo capire fin dove posso arrivare così»
Alla domanda su cosa gli abbiano insegnato gli ultimi mesi, Djokovic ha spiegato di «non essere ancora arrivato a quel punto».
Ha poi aggiunto: «Sto cercando di affrontare il problema e di capire fin dove posso arrivare in queste condizioni».
Parole che lasciano aperti diversi interrogativi sul prosieguo della sua carriera, soprattutto dopo una partita nella quale il limite principale non è stato rappresentato dall’avversario, ma dalla capacità del suo corpo di sostenere oltre quattro ore di gioco.
Navone firma la vittoria più importante della carriera
Per Mariano Navone si tratta di un successo di enorme prestigio.
Prima di questa partita l’argentino aveva battuto soltanto una volta un giocatore appartenente alla top 10, Felix Auger-Aliassime.
A New York è invece riuscito a eliminare uno dei giocatori più vincenti della storia del tennis, interrompendo una delle serie più lunghe e significative della carriera di Djokovic.