De Laurentiis: «Il Napoli non è in vendita. Ho rifiutato 2 miliardi e 260 milioni»

Aurelio De Laurentiis, intervistato in esclusiva a Radio Goal su Kiss Kiss Napoli, svela i dettagli di una proposta da 2,26 miliardi di euro per acquistare il club azzurro. Il presidente chiarisce perché non intende vendere, parla dei rapporti con Matt Rizzetta, del progetto per il nuovo stadio e del futuro del calcio.

Aurelio De Laurentiis interviene sul futuro del Napoli e chiarisce la propria posizione riguardo a una possibile cessione del club. In un’intervista esclusiva rilasciata il 22 ottobre 2026 a Radio Goal, su Kiss Kiss Napoli, il presidente azzurro ha raccontato i contatti con Matt Rizzetta e alcuni fondi interessati all’acquisizione della società, rivelando una proposta economica da 2 miliardi e 260 milioni di euro. Nel corso della conversazione ha affrontato anche il tema dello stadio, la necessità di riformare il calcio e il momento della squadra.

De Laurentiis: «Il Napoli non è in vendita»

Il presidente ha escluso una cessione imminente, rivendicando il percorso compiuto alla guida della società e la propria esperienza nella gestione del club.

«Il Napoli non è in vendita. Io il calcio non lo sapevo fare e ho imparato e penso di saperlo fare abbastanza bene, in un calcio vecchio che andrebbe rivisitato e liberato dal giogo di chi le squadre non le ha e ci conduce per mano giorno dopo giorno».

L’offerta da 2,26 miliardi e i contatti con Matt Rizzetta

De Laurentiis ha spiegato che il primo incontro con Rizzetta risale a circa un anno fa. L’imprenditore gli avrebbe presentato alcuni fondi interessati al Napoli, avviando un confronto proseguito per diversi mesi.

«A un certo punto, circa un anno fa, ricevo una richiesta di incontro da Matt Rizzetta, che non conoscevo, e io per educazione feci l’incontro. Lui mi introduce a un paio di fondi che rappresentava e volevano comprare il Napoli».

Il presidente ha precisato che, nonostante i contatti tra i legali, la verifica approfondita dei conti societari non sarebbe mai cominciata. Ha quindi rivelato le condizioni economiche prospettate: «Alla fine questa cifra di 2 miliardi e 260 volevano pagarla una parte alla firma e una parte rateizzata in tre anni».

Perché De Laurentiis ha rifiutato: il nodo delle garanzie

A pesare sulla decisione non sarebbe stata soltanto la dilazione del pagamento, ma anche l’incertezza sul ruolo che il presidente avrebbe mantenuto nella società.

«Prima mi hanno detto che avrei fatto da presidente, ma poi questo ruolo sarebbe diventato presidente onorario. Ma io ho una responsabilità verso una città, una regione, un popolo con 83 milioni di follower nel mondo».

De Laurentiis ha ricordato anche la crescita internazionale del Napoli e il lavoro svolto per svilupparne autonomamente il marchio, prima di chiarire: «Quindi io che garanzie ho se dovessi cedere senza rimanere al comando? Al di là dei soldi. Quando vuoi dilatare i soldi in tre anni parti male».

La preferenza per un eventuale acquirente napoletano

I rapporti con Rizzetta sarebbero rimasti cordiali anche dopo l’interruzione dei contatti. Il presidente ha raccontato di averlo ospitato allo stadio e di aver continuato a confrontarsi con lui sulla possibilità di vendere.

«Io per il momento non ho deciso di vendere, ma se dovessi vendere venderei a un napoletano piuttosto che a un americano, perché ognuno conosce casa propria, le persone con le quali rapportarsi e la quotidianità».

Il nuovo stadio e l’ipotesi di trasformare il Maradona

Un altro tema centrale dell’intervista riguarda le infrastrutture. De Laurentiis ha ribadito l’intenzione di realizzare un nuovo impianto: «Io voglio fare lo stadio. Sarà un grande impegno anche fisico. Si dovrà fare per creare una realtà che oggi non esiste».

Parlando dell’attuale struttura di Fuorigrotta, ha aggiunto: «Rizzetta avrebbe accettato il Maradona. Al Maradona sarebbe utile fare un grande parco, riempirlo di verde, visto che anche quella è una zona che telluricamente ha problemi».

La riforma del calcio: «Se perdiamo i bambini perdiamo il futuro»

Il patron azzurro ha poi allargato la riflessione alle difficoltà economiche del sistema calcistico, chiedendo un confronto tra le istituzioni sportive per ripensarne il funzionamento.

«Mi hanno sempre dato del visionario. La mia visione è che il calcio dovrà cambiare, perché quando vedo il rosso in Inghilterra vuol dire che il calcio va rivisto e in questo hanno ragione gli americani».

De Laurentiis ha quindi sottolineato l’importanza delle nuove generazioni: «Bisogna sedersi per rigenerare uno sport che è amato dai bambini e se perdiamo i bambini perdiamo il futuro».

Il messaggio alla squadra: fiducia, pazienza e recupero degli infortunati

In chiusura, il presidente ha invitato l’ambiente azzurro a mantenere equilibrio dopo le difficoltà delle ultime partite, ribadendo la fiducia nell’esperienza della guida tecnica.

«Dobbiamo lavorare, recuperare infortuni, stare tranquilli, abbiamo un uomo d’esperienza e avere pazienza. Nella vita si pareggia, si vince, si perde e quando si perde non si getta il bambino con l’acqua sporca. Bisogna aspettare, riconoscere gli errori e rimediare insieme».

Dall’intervista a Kiss Kiss Napoli emerge dunque una posizione precisa: nessuna intenzione attuale di cedere la società, nonostante la proposta economica raccontata dal presidente. Le priorità restano la continuità del progetto sportivo, la realizzazione di uno stadio e lo sviluppo del club.

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