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Sanremo 2026, J-Ax con la Ligera County Fam: storia, testo e significato di “E la vita, la vita”

J-Ax, insieme alla Ligera County Fam, porta a Sanremo 2026 “E la vita, la vita”, omaggio milanese tra ironia, teatro e musica d’autore, reinterpretando il classico di Cochi & Renato con uno sguardo contemporaneo.

Nella serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, J-Ax porta sul palco dell’Ariston “E la vita, la vita” insieme alla Ligera County Fam, collettivo formato da Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci. Un concentrato di milanesità tra teatro, musica e ironia.

La Ligera County Fam: Milano all’Ariston

Il nome richiama la “ligera”, termine milanese che indicava la microcriminalità cittadina di inizio Novecento, evocata qui con spirito romantico e goliardico. Il gruppo riunisce alcune figure simbolo della scuola artistica nata attorno al Derby Club: comicità surreale, canzone d’autore e cabaret.

Un’operazione che trasforma il palco dell’Ariston in un angolo di Milano, tra nostalgia e satira sociale, nel segno di una tradizione che unisce generazioni diverse.

La storia del brano

“E la vita, la vita” nasce nel 1974 dalla penna di Enzo Jannacci e Renato Pozzetto, portata al successo dal duo Cochi & Renato. È una delle canzoni simbolo della cultura milanese anni Settanta: leggera in apparenza, ma intrisa di malinconia e osservazione sociale.

Il brano alterna ironia e disincanto, raccontando la quotidianità con uno sguardo affettuoso ma mai ingenuo. Dietro il ritornello orecchiabile si nasconde una riflessione sul tempo che passa, sulle difficoltà e sull’arte di arrangiarsi.

Testo e significato

Il ritornello – “E la vita, la vita / l’è bela, l’è bela…” – suona come un’esclamazione popolare, quasi una filastrocca. Ma sotto la superficie si muove l’universo poetico di Jannacci: personaggi comuni, periferie, sogni piccoli e grandi fatiche.

La canzone gioca sull’ambivalenza: celebra la vita, ma ne mostra anche le contraddizioni. È un inno ironico alla resilienza quotidiana, dove il sorriso diventa strumento per affrontare la realtà.

C’è, c’è chi soffre soltanto d’amore
chi continua a giocare al dottore
c’è chi un giorno invece ha sofferto
e allora ha detto “io parto
ma dove vado se parto
sempre ammesso che parto”.
Ciao!

A chi sbaglia a fare le strissie (Ciao!)
a chi invece avvelena le bissie

uno tira soltanto di destro
l’altro invece ci ha avuto un sinistro
e c’è sempre li quello che parte
ma dove arriva se parte.

E, la vita la vita
e la vita l’è bella, l’è bella
basta avere l’ombrella, l’ombrella
ti ripara la testa,
sembra un giorno di festa.
E, la vita la vita
e la vita l’è strana, l’è strana
basta una persona, persona
che si monta la testa,
è finita la festa.

C’è c’è chi un giorno ha fatto furore
e non ha ancora cambiato colore
c’è chi mangia troppa minestra
chi è costretto a saltar la finestra

e, c’è sempre lì quello che parte
ma dove arriva se parte.
Ciao!

A chi sente soltanto la radio
e poi sbaglia ad andare allo stadio
c’è chi in fondo al suo cuore ha una pena
c’è chi invece ci ha un altro problema
e c’è sempre lì quello che parte
ma dove arriva se parte.

E, la vita la vita
e la vita l’è bella, l’è bella
basta avere un’ombrella, l’ombrella
ti ripara la testa, sembra un giorno di festa.

E, la vita la vita
e la vita l’è bella, l’è bella
basta avere l’ombrella, l’ombrella
ti ripara la testa,
sembra un giorno di festa.
[sfumando]
E, la vita la vita
e la vita l’è strana, l’è strana
basta una persona, persona
che si monta la testa, è finita la festa.

J-Ax tra rap e cabaret

Dopo l’esibizione solista con “Italia Starter Pack”, J-Ax sceglie per la serata cover un brano identitario. Milanese doc e pioniere del rap italiano con gli Articolo 31, qui si inserisce in una tradizione che unisce comicità e musica.

L’incontro tra linguaggi – hip hop, teatro-canzone, cabaret – promette una versione inedita: rispettosa dell’originale ma capace di dialogare con il presente. Un omaggio che è anche una dichiarazione d’amore alla propria città.

Un debutto collettivo

Per la Ligera County Fam si tratta di un debutto televisivo assoluto come collettivo. Alcuni membri hanno già calcato l’Ariston in passato, ma questa formazione rappresenta un evento unico: generazioni diverse unite nel nome di Jannacci e della milanesità.

Nella notte delle cover, J-Ax non punta sulla nostalgia fine a se stessa, ma su un’operazione culturale: riportare al centro una canzone che, tra ironia e poesia popolare, continua a raccontare l’Italia di ieri e di oggi.

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