Questa sera su Rai 3 torna Pooh – Un attimo ancora, il docufilm diretto da Nicola Conversa che ripercorre oltre cinquant’anni di storia della band italiana attraverso musica, immagini d’archivio, ricordi e testimonianze. Al centro del racconto ci sono Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio, Red Canzian, Valerio Negrini e Riccardo Fogli, protagonisti di un percorso capace di attraversare più generazioni.
Rai 3, Pooh – Un attimo ancora: il racconto di una lunga storia musicale
Il documentario ricostruisce il legame umano e professionale che ha unito i Pooh per oltre mezzo secolo. Non solo successi discografici e concerti, ma anche episodi familiari, momenti privati e aneddoti raccontati spesso con ironia.
I contributi di Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian accompagnano lo spettatore lungo un viaggio fatto di canzoni, ricordi e passaggi decisivi della carriera del gruppo. Il racconto si muove sulle note di brani diventati parte della memoria collettiva, come Pensiero, Piccola Katy, Chi fermerà la musica e Uomini soli.
Sei tappe per raccontare mezzo secolo di carriera
La struttura di Pooh – Un attimo ancora alterna documentario e ricostruzione. Il percorso è diviso in sei tappe fondamentali, ognuna legata a una canzone simbolo della band.
A fare da filo conduttore è Mariasole Pollio, che interpreta Greta, una giovane aspirante regista. Attraverso il suo punto di vista, la storia dei Pooh viene riletta dagli occhi di una generazione molto più giovane rispetto a quella che ha vissuto direttamente i primi decenni della band.
Immagini di repertorio, interviste e testimonianze dei fan si intrecciano così per mostrare come la musica dei Pooh abbia accompagnato momenti importanti della vita di migliaia di persone.
Una carriera da oltre 50 album e 80 milioni di dischi
Nel corso della loro storia, i Pooh hanno costruito numeri difficili da eguagliare. Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian hanno ricordato di aver trascorso insieme cinquant’anni, pubblicato oltre 50 album, venduto circa 80 milioni di dischi e tenuto quasi 3.000 concerti.
Un percorso che ha permesso alla band di raccontare, attraverso le proprie canzoni, almeno tre generazioni.
«Siamo stati insieme cinquant’anni, abbiamo realizzato oltre 50 album, venduto ottanta milioni di dischi, ci siamo esibiti in circa tremila concerti. È bellissima, inoltre, l’idea di coinvolgere i fan nel progetto, far raccontare da loro quale canzone gli ha cambiato la vita. Perché la musica ha questo potere enorme e fa anche dei piccoli miracoli. Eravamo solo quattro ragazzi che volevano fare musica, alla fine abbiamo raccontato ben tre generazioni», hanno spiegato Facchinetti, Battaglia e Canzian.
Dai primi anni al successo di Sanremo
La storia dei Pooh comincia a Bologna negli anni Sessanta e attraversa diverse fasi e cambi di formazione. Tra i protagonisti della prima parte del percorso ci sono Dodi Battaglia, Roby Facchinetti, Riccardo Fogli e Valerio Negrini.
Negrini lasciò il ruolo di batterista nel 1971, continuando comunque a collaborare con il gruppo come autore dei testi. Al suo posto arrivò Stefano D’Orazio. Anche Riccardo Fogli lasciò successivamente la formazione per intraprendere la carriera solista, mentre al basso entrò Red Canzian.
Per decenni il gruppo ha riempito palazzetti e stadi, costruendo un repertorio pop-rock capace di coniugare ricerca musicale e grande popolarità. Nel 1990 arrivò anche la vittoria al Festival di Sanremo con Uomini soli.
Il ricordo di Stefano D’Orazio
Uno dei passaggi più emozionanti del docufilm riguarda Stefano D’Orazio, scomparso nel 2020.
Batterista, flautista e figura centrale anche nell’organizzazione della vita del gruppo, D’Orazio era noto per il carattere ironico e creativo. Appassionato di cinema, negli anni aveva raccolto numerose immagini dietro le quinte di tour e sessioni di registrazione.
La sua assenza ha segnato profondamente i Pooh. Durante il ritorno sul palco del Festival di Sanremo nel 2023, il gruppo gli dedicò un omaggio nel corso di Uomini soli, utilizzando anche immagini di repertorio.
I fan diventano parte della storia
Uno degli elementi centrali di Pooh – Un attimo ancora è proprio il coinvolgimento dei fan.
Le loro storie entrano nel racconto per mostrare come i brani del gruppo siano diventati una colonna sonora privata per generazioni diverse. Amori, ricordi familiari, momenti felici e passaggi difficili vengono così legati alle canzoni dei Pooh, trasformando il documentario in un racconto che va oltre la semplice biografia musicale.
La presenza di Mariasole Pollio serve proprio a creare un ponte tra epoche differenti, mostrando come una storia cominciata più di cinquant’anni fa possa ancora essere raccontata a chi non l’ha vissuta direttamente.
Un viaggio tra amicizia, musica e memoria
Pooh – Un attimo ancora non si limita quindi a ripercorrere una carriera discografica. Il docufilm prova a raccontare anche l’amicizia, i cambiamenti, le assenze e il rapporto con un pubblico rimasto fedele nel corso dei decenni.
Tra materiali d’archivio, testimonianze dirette e ricostruzioni, la serata di Rai 3 diventa così un lungo viaggio nella storia di una delle formazioni più longeve e popolari della musica italiana.
