Lady Diana, il fratello Charles Spencer svela la telefonata con Carlo dopo la sua morte

Charles Spencer, fratello di Lady Diana, racconta nel suo nuovo libro una durissima telefonata con Carlo III avvenuta dopo la morte della principessa, versione contestata da Buckingham Palace.

A quasi trent’anni dalla morte di Lady Diana, nuove rivelazioni riaccendono l’attenzione sui giorni immediatamente successivi alla tragedia del 1997. A raccontarle è Charles Spencer, fratello della principessa, nel libro “Swan Song: Diana, My Sister” (edito in italiano con da Mondadori con il titolo “Canto del cigno. Diana, mia sorella”) , in uscita il 22 settembre 2026. Al centro di uno dei passaggi più discussi c’è una telefonata che Spencer sostiene di aver avuto con l’allora principe Carlo, oggi re Carlo III. Buckingham Palace ha contestato pubblicamente questa ricostruzione.

La discussione sul funerale di Diana

Secondo il racconto di Charles Spencer, il confronto sarebbe nato dalla decisione di far partecipare William e Harry al corteo funebre dietro il feretro della madre. All’epoca i due principi avevano rispettivamente 15 e 12 anni.

Spencer racconta di essersi opposto con forza, sostenendo che Diana non avrebbe voluto vedere i figli affrontare pubblicamente un momento tanto doloroso. L’allora principe Carlo, invece, avrebbe insistito sulla loro presenza. Alla fine William e Harry presero parte alla processione funebre insieme al padre, al principe Filippo e allo stesso Charles Spencer.

La frase che Charles Spencer attribuisce a Carlo III

Nel libro, il fratello di Diana sostiene che durante quella telefonata i toni si sarebbero fatti particolarmente accesi. Spencer attribuisce a Carlo una frase secondo cui Diana sarebbe stata dimenticata in breve tempo.

Charles Spencer ha definito quelle parole “mostruose” e ha raccontato di essere rimasto tanto colpito da interrompere la telefonata. In una successiva intervista alla BBC ha ribadito la propria versione, sostenendo che quelle sarebbero state esattamente le parole pronunciate dall’attuale sovrano. Ha inoltre affermato di aver raccontato l’episodio già allora ad amici e familiari.

La replica di Buckingham Palace

La ricostruzione di Spencer è stata respinta da Buckingham Palace, che ha scelto di intervenire nonostante la consuetudine di non commentare i contenuti dei libri.

In una dichiarazione, il Palazzo ha osservato che il dolore per la perdita di un familiare può influenzare la capacità di giudizio e il ricordo degli eventi, anche a distanza di molti anni. La risposta ha quindi messo in dubbio l’accuratezza della memoria di Charles Spencer senza entrare nel merito di ogni singolo dettaglio della telefonata.

Spencer conferma la propria versione

Dopo la replica del Palazzo, Charles Spencer non ha fatto passi indietro. Intervistato dalla BBC, ha sostenuto ancora una volta di ricordare con precisione la conversazione e ha contestato l’idea che il dolore possa averne modificato il ricordo.

Lo scontro tra le due versioni resta quindi aperto: da una parte il racconto contenuto nelle memorie di Spencer, dall’altra la netta contestazione arrivata da Buckingham Palace. Non esistono registrazioni pubbliche della telefonata che consentano di verificarne direttamente il contenuto.

Le altre accuse contenute nel libro

Nel volume, Charles Spencer racconta anche che, quando Carlo lo chiamò per comunicargli la morte di Diana, gli sarebbe sembrato insolitamente euforico. Anche questa è una valutazione personale del fratello della principessa, riportata nelle sue memorie e non verificabile in modo indipendente.

“Swan Song: Diana, My Sister” ripercorre più in generale il rapporto tra Charles Spencer e la sorella, oltre agli eventi che precedettero e seguirono la morte di Diana, avvenuta a Parigi nel 1997. Il libro arriva alla vigilia del trentesimo anniversario della scomparsa della principessa e ha già aperto un nuovo confronto pubblico sulla memoria di quei giorni e sui rapporti all’interno della famiglia reale britannica.

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