Herbert Ballerina: “De Martino mi ha dato la possibilità di crearmi una nuova carriera, Zalone mi scritturò via Facebook”

Herbert Ballerina racconta al Corriere della Sera gli inizi della sua carriera, dalle prime collaborazioni con Maccio Capatonda fino all'incontro con Checco Zalone.

Herbert Ballerina sta vivendo una fase particolarmente fortunata della sua carriera. Il comico, diventato una presenza fissa ad Affari Tuoi, è ormai uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha raccontato il percorso che lo ha portato al successo e il rapporto con Stefano De Martino.

Alla domanda su un possibile coinvolgimento al Festival di Sanremo, non nasconde l’entusiasmo ma mantiene prudenza: «Certo, ci spero. Però in questo momento giuro che non so ancora cosa succederà, nessuno mi ha detto niente. Sanremo poi è un palco difficile per un comico, le aspettative sono alte, tutti ti giudicano: quindi anche se non lo dovessi fare, non è che mi ammazzo».

Il legame con Stefano De Martino

L’esperienza televisiva accanto a Stefano De Martino è stata determinante per la sua crescita professionale. Il punto di svolta è arrivato con Bar Stella nel 2021, esperienza che ha aperto nuove opportunità.

«Mi ha dato la possibilità di crearmi una nuova carriera, grazie a lui mi sono dedicato molto di più alla tv e sono diventato un volto familiare: con Affari Tuoi è proprio cambiata la percezione intorno a me».

Herbert sottolinea anche le qualità umane del conduttore, descrivendolo come una persona disponibile e lontana da atteggiamenti da star.

«È una persona molto umile, un vero signore. Il suo camerino ha sempre la porta aperta e questo la dice lunga sul suo modo di essere».

Quando gli viene chiesto di individuare un difetto, risponde con ironia: «Macché, ha solo pregi: è bello, simpatico, umile, ha talento. Non si incazza mai. Io a volte glielo dico: “Ma incazzati ogni tanto”».

Una popolarità arrivata dopo molti anni

Il successo televisivo è arrivato dopo una lunga gavetta. Per questo motivo il comico guarda alla notorietà con un certo distacco.

«La popolarità è arrivata dopo 20 anni che faccio questo lavoro, e sono già stanco. È come quando ti dicono che i figli vanno fatti presto: per avere popolarità devi essere ancora giovane e atletico».

Secondo Herbert, la fama non cambia necessariamente una persona ma amplifica ciò che è già.

«Come diceva Troisi “il successo è solo una cassa di risonanza”: dipende sempre da come sei tu, dal carattere che hai».

Le radici a Campobasso e la comicità di provincia

Nato e cresciuto a Campobasso, Herbert Ballerina ricorda un’adolescenza trascorsa lontano dai grandi centri e dalle opportunità offerte oggi dalla tecnologia.

«Siamo cresciuti senza Internet, scollegati da tutto, ci ritrovavamo in quella che chiamavamo piazzetta, ma in realtà era un parcheggio».

Proprio quell’esperienza di provincia ha influenzato profondamente il suo modo di fare comicità.

«La mia comicità parte da lì: quando vivi in provincia è come se tutte le novità che arrivano a Milano e Roma tu le vedessi sempre dal balcone».

La passione per la risata e i maestri della comicità

Far ridere è sempre stata una necessità naturale nel suo rapporto con gli altri.

«Posso trovarmi davanti al Papa o al macellaio, io non cambio: devo fare una battuta e lui deve ridere».

Tra le figure che hanno contribuito alla sua formazione artistica cita Eduardo De Filippo, scoperto grazie al padre, e grandi protagonisti della comicità italiana come Verdone, Benigni e Pozzetto. Un’influenza particolare, però, arriva da Nino Frassica.

«Di certo Frassica, senza che me ne accorgessi, in modo naturale, mi ha dato l’impronta principale».

Quanto al proprio stile, Herbert si definisce soprattutto un improvvisatore.

«La battuta per me è improvvisazione, è avere quel timing di dire una cosa in quel momento specifico».

L’inizio con Maccio Capatonda

Dietro il nome d’arte Herbert Ballerina si nasconde Luigi Luciano. L’avventura che lo ha portato a lavorare con Maccio Capatonda è nata da un piccolo bluff che lui stesso racconta con divertimento.

«Mi sono trasferito a Milano e ho conosciuto Maccio perché ero amico di Enrico Venti (in arte Ivo Avido), che era il suo socio, e avevano una casa di produzione. Gli serviva un operatore e mentendo dissi che sapevo usare la telecamera. Feci le inquadrature tutte storte, ma da lì ho iniziato a scrivere personaggi e sketch con loro».

Da quell’occasione sarebbero nati alcuni dei personaggi più amati dai fan della comicità surreale online.

La chiamata inattesa di Checco Zalone

Tra gli episodi più incredibili della sua carriera c’è anche quello che lo ha portato a lavorare con Checco Zalone.

«Un giorno mi scrisse su Facebook questo Luca Medici dicendo che era Checco Zalone e mi voleva parlare. Ho pensato a uno scherzo e invece mi voleva davvero per il suo secondo film, Che bella giornata».

Herbert ricorda di essere stato scelto senza nemmeno sostenere un provino.

«Ho partecipato perché non ho fatto il casting: se avessi fatto il provino non mi avrebbero mai preso. Quel film fu il primo dei record di Zalone e ci recitavo anche io. Una coincidenza? Non credo».

Un racconto che conferma come molte delle tappe fondamentali della sua carriera siano nate da incontri casuali, intuizioni improvvise e circostanze decisamente fuori dall’ordinario.

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