Un confronto che avrebbe dovuto concentrarsi sul libro Mala. Roma criminale si è trasformato in un vivace botta e risposta tra Francesca Fagnani e Gigi Marzullo. È accaduto a Minori, sulla Costiera Amalfitana, durante la presentazione del libro della giornalista e conduttrice di Belve, quando il noto volto televisivo le ha rivolto una domanda sulla maternità.
«Ti manca un figlio?», ha chiesto Marzullo. Una domanda che ha immediatamente cambiato il tono dell’incontro e alla quale Fagnani ha risposto spiegando di non considerare quel tema adatto al tipo di intervista che abitualmente conduce.
«Ti rispondo per farti felice, non perché userei mai questo argomento nelle interviste. Mi manca un figlio? Non ho la prova del contrario. Non avendo figli, non posso sapere. Mi manca una cosa che non conosco? Non lo so. È una gioia immensa che non ho provato? Sicuramente sì. Però credo che la maternità si possa esprimere in mille modi diversi: con gli amici, la famiglia, anche con gli animali, con la protezione».
Fagnani: «Nel 2026 non si dovrebbe più fare»
Marzullo ha provato a spiegare la provocazione, facendo riferimento proprio al personaggio televisivo costruito da Fagnani: «Sto parlando con una belva che conduce il programma, devo essere un po’ pungente».
La conduttrice, però, non ha lasciato cadere la questione: «Ma non sei pungente. Stai facendo una domanda che nel 2026 non si dovrebbe più fare. Io non invado mai l’intimità degli altri nelle mie interviste. E comunque non mi sento ferita dalla domanda, sono felice di essere qua con te».
Il confronto è proseguito sul significato stesso di una domanda e sui limiti dell’intervista. Marzullo ha sostenuto che «una domanda non è mai indiscreta», mentre Fagnani ha ribattuto con decisione: «Una domanda può essere mal posta o ben posta, e può essere inopportuna. Nel 2026 chiedere in pubblico perché una donna non è diventata madre è sbagliato».
A quel punto Marzullo ha aggiunto: «Neanche io sono diventato padre».
Il secondo botta e risposta: «Non ti sto simpatica»
Il confronto non si è esaurito con la discussione sulla maternità. In un secondo momento, Marzullo ha cercato di alleggerire l’atmosfera con una battuta sulla personalità della giornalista.
«Nel corso di quest’incontro stava venendo fuori la belva che c’è in te. Se facessimo un sondaggio, Fagnani apparirebbe per quello che non è: non viene considerata simpatica da tutti. In realtà, forse non si fa conoscere abbastanza», ha detto il conduttore.
La risposta di Fagnani è stata altrettanto diretta: «Parla per te. Se non mi trovi simpatica è un problema tuo, ma lo attribuisci agli altri. Sei venuto qui solo per l’amicizia col sindaco».
Il dibattito sui social e il precedente di «Belve»
Il confronto ha rapidamente alimentato il dibattito. Da una parte c’è chi ha considerato la domanda di Marzullo una curiosità legittima, utile ad aprire una riflessione più personale sulla giornalista. Dall’altra, molti hanno difeso la posizione di Fagnani, sottolineando la differenza tra il contesto di un’intervista televisiva e quello di una presentazione pubblica.
Proprio su questo punto è emerso anche un elemento di discussione: come riportato da Fanpage, nel corso degli anni, a Belve, Fagnani ha rivolto alle sue ospiti numerose domande molto personali su maternità, gravidanze e aborti. In diversi casi, il tema è stato accompagnato anche dalla richiesta di spiegare il motivo di una determinata scelta.
A Katia Ricciarelli, nel 2018, la giornalista aveva chiesto: «Lei prima di sposarsi rimase incinta di Pippo Baudo, che la convinse ad abortire. Perché?». Poco dopo aveva aggiunto: «Ma è una cosa che lei rimprovera più a se stessa o più a lui?».
Ad Antonella Elia era stato chiesto: «Quando aveva 26 anni lei ha deciso di abortire. Adesso, con la distanza del tempo, è stata una scelta dolorosa e giusta, o no?».
Nel 2024, durante l’intervista a Simona Ventura, Fagnani aveva domandato: «Giovanissima, rimane incinta e decide di abortire. Lei dice ‘è una scelta sofferta che non rifarei più nella mia vita’. Tornasse indietro? Se non sono troppo indiscreto posso chiederle se il padre di questo bambino l’ha mai saputo?».
Anche a Emma Bonino, nel 2023, aveva rivolto una domanda sulla decisione di interrompere una gravidanza: «La sua vocazione politica nasce da un evento personale e doloroso. Siamo nel 1974, lei ha 27 anni, il suo ginecologo le ha detto di essere sterile, così non era, lei resta incinta e decide di abortire. Posso chiederle il perché di quella decisione?».
Nel caso di Valeria Marini, invece, il tema riguardava due gravidanze: «Lei racconta che con Cecchi Gori avrebbe molto desiderato avere un figlio e purtroppo è andata male per due volte. Una volta lei dice di averlo perso spontaneamente dopo una lite, una seconda volta avete deciso di comune accordo di interrompere la gravidanza…».
A Ivana Spagna aveva chiesto: «Tra l’altro lei racconta che quando resta incinta, non era convinta e dice ‘all’inizio quel bambino non lo volevo in alcun modo’…».
La questione dei contesti
È proprio la differenza tra queste situazioni ad aver alimentato il dibattito. Per alcuni, una domanda sulla maternità può essere legittima se inserita all’interno di un’intervista accettata e costruita proprio per affrontare anche gli aspetti più intimi della vita dell’intervistato. Per altri, invece, il tema resta delicato indipendentemente dal contesto.
La discussione ruota così attorno a una domanda più ampia: dove finisce il giornalismo e dove comincia l’invadenza? Nel confronto di Minori, Fagnani e Marzullo hanno dato due risposte molto diverse alla stessa questione.
La vita privata di Fagnani e Marzullo
Francesca Fagnani è legata dal 2013 a Enrico Mentana, direttore del Tg La7. La loro relazione, caratterizzata da una forte riservatezza, è proseguita negli anni senza matrimonio e senza figli.
Gigi Marzullo è invece sposato dal 2018 con Antonella De Iuliis, manager con la quale ha condiviso oltre vent’anni di relazione. Anche il conduttore non ha figli. Prima di dedicarsi completamente alla televisione, Marzullo ha inoltre conseguito una laurea in Medicina e Chirurgia.
Il confronto avvenuto a Minori, dunque, ha lasciato sullo sfondo non solo la presentazione di Mala. Roma criminale, ma anche una discussione più ampia sui confini delle domande personali e sulla differenza tra il diritto di chiedere e il diritto di non voler rispondere.