Stasera, nella finale del Festival di Sanremo 2026, Francesco Renga torna sul palco dell’Ariston per l’undicesima volta in carriera con “Il meglio di me”. Un traguardo che lo consacra tra gli artisti più presenti nella storia recente del Festival, a vent’anni dalla vittoria del 2005 con “Angelo”.
Dalla Timoria alla consacrazione solista
La storia di Renga a Sanremo inizia nel 1991 con i Timoria, quando “L’uomo che ride” conquista il Premio della Critica tra i Giovani.
Da solista debutta tra i Big nei primi anni Duemila e nel 2005 firma la consacrazione con “Angelo”, brano con cui vince il Festival e che diventa uno dei suoi simboli artistici.
Negli anni successivi torna più volte in gara (“Uomo senza età”, “Vivendo adesso”, “Aspetto che torni”, “Quando trovo te”), alternando esperienze televisive come giudice a talent show e progetti discografici, tra cui il sodalizio con Nek culminato nell’album RengaNek.
“Il meglio di me”: il significato della canzone
Il brano in gara nel 2026 è una riflessione intima e matura. “Il meglio di me” racconta l’accettazione delle proprie fragilità, il confronto con le paure e la scelta consapevole di non trasferire il proprio dolore sulle persone amate.
Non è una dichiarazione eroica, ma un’ammissione di vulnerabilità: Renga mette al centro l’equilibrio emotivo, la responsabilità affettiva e la volontà di proteggere chi gli sta accanto. Una fotografia sincera di un artista che guarda dentro sé stesso prima ancora che verso il pubblico.
La serata cover e il duetto con Giusy Ferreri
Nella serata dedicata alle cover, Renga ha condiviso il palco con Giusy Ferreri in “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione italiana di “Space Oddity” di David Bowie con testo firmato da Mogol. Un’esibizione intensa che ha unito due timbri riconoscibili e carichi di personalità.
La finale di stasera
In finale, Francesco Renga porta l’esperienza di oltre trent’anni di carriera e una canzone che punta tutto sull’autenticità. Nessun effetto speciale, ma una narrazione personale che si affida alla sua voce calda e graffiata.
A vent’anni da “Angelo”, Renga non cerca di replicare un trionfo: cerca, piuttosto, di mostrare davvero “il meglio di sé”. E nella serata conclusiva di Sanremo 2026, questo potrebbe fare la differenza.
