Ema Stokholma si racconta con ironia e senza risparmiare ammissioni personali. Nell’intervista al Corriere della Sera, la conduttrice ripercorre il passaggio dalla vita da dj agli impegni televisivi e radiofonici, parlando anche dei rapporti familiari, dell’amicizia con Andrea Delogu e Luca Barbarossa e della sua nuova relazione.
Un nome scelto per il ritmo delle parole
Nata Morwenn Moguerou a Romans-sur-Isère, ha scelto di semplificare il proprio nome per la carriera in Italia. «Sono Ema Stokholma e vivo a Roma. È più semplice», spiega.
La scelta di Ema Stokholma non nasconde però un significato particolare: «Non c’è una spiegazione, suonava bene. Sono sempre stata attenta all’estetica dei suoni, delle sillabe, al ritmo delle parole». E Stoccolma? «Mai stata».
Della sua identità francese conserva libri, cinema e una crescente passione per la musica francese degli anni ’80, ma sottolinea il forte legame con l’Italia: «Mi sento molto italiana, infatti mi lamento dell’Italia, non della Francia».
Dalla notte dei dj alla prima serata
Prima della radio e della televisione c’era una vita completamente scandita dalla notte. «Andavo a dormire alle 9 del mattino e mi svegliavo alle 6 di sera: prendevo il cappuccino di soia al bar con la gente che faceva l’aperitivo. Vivevo al contrario».
Un periodo che ricorda con entusiasmo, tra serate e lunghi spostamenti per raggiungere diversi locali: «Tantissime, è stato un periodo molto divertente della mia vita». E sul tema delle droghe chiarisce: «Davvero, mi sono sempre circondata di persone sane, quindi non ho vissuto la discoteca problematica. La droga non l’ho mai vista, se non fai quel tipo di vita manco ti vengono a cercare».
Ora, invece, il 22 agosto sarà alla guida su Rai3 de La notte della Taranta, evento che dice di adorare. A colpirla è soprattutto la partecipazione del pubblico: «200.000 persone che non tirano mai fuori il cellulare perché o battono le mani o stanno ballando con qualcuno; oppure hanno i tamburelli o si sono portati le pentole da casa».
Lavorare su se stessa
Nel corso dell’intervista emerge anche un lato più introspettivo. Stokholma si definisce «cinica» e racconta di aver avuto «la lite furibonda» con tutti i suoi ex. Alla domanda se il problema possa essere anche lei, risponde senza esitazioni: «Se parliamo di persone tossiche, problematiche, quella sono io, il malessere sono io. Però ci lavoro tanto su ‘sta cosa, tantissimo».
Parla anche della propria impulsività e della difficoltà a gestire la pazienza: «Non ho pazienza, ma anche su questo ci sto lavorando tanto con la psicologa». Un percorso che dura da dieci anni: «Vado in analisi da 10 anni, ho provato tanti approcci diversi, ho cambiato anche quattro o cinque metodi. Spero di finire un giorno…».
Il rapporto con Andrea Delogu
Tra le persone più importanti nella sua vita c’è Andrea Delogu, definita un’amica inseparabile. Stokholma racconta che fu tra le prime persone a volerla conoscere davvero: «È stata una delle prime persone a volermi conoscere, a voler davvero capire la mia storia».
Il legame è fatto di sostegno reciproco: «Noi vogliamo il meglio l’una per l’altra e questa cosa ci unisce tantissimo». Anche quando Stokholma arrivò in ritardo al matrimonio di Delogu e Francesco Montanari, dopo essere partita da Milano, la reazione dell’amica fu una risata.
La parodia di Giulia Vecchio
Nessun rancore nemmeno per l’imitazione realizzata da Giulia Vecchio. Anzi, Stokholma l’ha vissuta come un riconoscimento: «Grazie del regalo che mi hai fatto», le ha detto.
La parodia insiste sulla sua apparente impreparazione, un aspetto che la conduttrice riconosce in parte: «Ce l’ho questa attitudine — non so se si può dire svampita — però mi piace non sapere le cose, avere lo sguardo da bambina, per cui sembro impreparata su alcuni argomenti».
Cinema, tv e la passione per il fai da te
A ottobre sarà inoltre alla conduzione della cerimonia inaugurale della Festa di Roma. Sul tema della rappresentanza femminile nel cinema, osserva che «una donna in generale fa più fatica nella vita», ricordando anche le difficoltà quotidiane legate alla sicurezza.
Quanto ai suoi progetti televisivi, scherza sull’idea di partecipare a Temptation Island, prima di indicare un desiderio molto diverso: programmi in cui poter pulire case o riparare tubature. Una passione nata dall’esperienza: «Ho avuto tante case, ho fatto 40 traslochi, e non puoi sempre chiamare qualcuno se ti si rompe un bagno o un lavandino».
L’unico limite, ammette, è l’elettricità: «Non è il mio forte».
La famiglia, il passato e un nuovo amore
Sul rapporto con i genitori, Stokholma distingue tra la madre e il padre. Dopo aver raccontato in un libro le violenze subite dalla madre e l’abbandono paterno, spiega: «Arrabbiata non è il termine giusto, ma faccio più fatica con mio papà. Sicuramente con mia madre la cosa l’ho risolta».
E sul perdono precisa: «Perdonare non è un termine che mi piace, però l’ho capita, ho capito tanto». Il padre lo sente invece «molto raramente».
Cambia anche il capitolo sentimentale. In passato aveva sostenuto che essere single fosse l’unico modo per essere felici. Oggi corregge quella convinzione: «Lo confermo e lo rinnego in questo momento». La ragione è un nuovo fidanzato: «Sì, da pochi mesi, fa il pittore».
Alla possibilità che il lungo percorso di analisi l’abbia aiutata a scegliere diversamente, risponde con prudenza: «Speriamo. Ho appena iniziato un metodo nuovo, quindi è tutto in concomitanza».
«La mia famiglia è quella di Friends»
Nessuna prospettiva da famiglia del Mulino Bianco. La sua idea di famiglia resta legata soprattutto agli amici di sempre: «No, la mia famiglia è quella di Friends: Andrea, Mirco, Giulio, Dado, gli amici di sempre che ci sono sempre».
Nel quotidiano c’è invece molto Instagram, forse troppo, mentre tra i rimpianti spuntano i tatuaggi. Stokholma li sta facendo cancellare, anche se il percorso non è semplice: «Non bene, perché fa malissimo e non c’ho voglia».
Tra quelli che vorrebbe eliminare ci sono un coltello che attraversa il collo e un corvo sulla pancia. Quest’ultimo, dopo un tentativo doloroso di rimozione, è rimasto al suo posto.
Mani bucate, ma per la casa
Sul rapporto con il denaro non ha dubbi: «Mani bucatissime». La spiegazione riguarda soprattutto l’arredamento: «Per la casa ho esagerato. Per i vestiti no, quelli tanto ce li prestano».
Un ritratto che restituisce una Ema Stokholma divisa tra radio, televisione, amicizie, ironia e un percorso personale ancora in evoluzione, con la consapevolezza di continuare a lavorare su se stessa senza rinunciare alla propria imprevedibilità.