Christopher Nolan e il segreto di Argo: il cane di Ulisse è stato il motivo per cui è nato il film “Odissea”

Christopher Nolan porta al cinema "Odissea” dando un ruolo speciale ad Argo, il cane di Ulisse: una storia di fedeltà e amore che ha conquistato il regista.

Dietro la nuova versione cinematografica dell’Odissea firmata da Christopher Nolan ci sarebbe anche una storia di fedeltà e amore senza tempo. Al centro dell’interesse del regista non ci sono soltanto le grandi imprese di Ulisse, ma anche un personaggio apparentemente secondario del poema di Omero: Argo, il cane che aspetta il ritorno del suo padrone per vent’anni.

Argo, il cane che riconobbe Ulisse dopo vent’anni

Nel poema originale di Omero, Argo compare soltanto in una breve scena, ma è diventato uno degli episodi più emozionanti dell’intera opera.

Quando Ulisse torna a Itaca dopo la guerra di Troia, decide di travestirsi da mendicante per organizzare la vendetta contro i pretendenti di Penelope senza essere riconosciuto. Nessuno riesce a capire la sua vera identità, tranne il suo vecchio cane.

Argo, ormai anziano e vicino alla morte, riconosce immediatamente il suo padrone dopo vent’anni di attesa. Solo dopo aver rivisto Ulisse può finalmente lasciarsi andare, in una delle scene più celebri dedicate al rapporto tra uomo e animale nella letteratura.

Nolan ha dato più spazio al cane nella sua versione

Christopher Nolan avrebbe scelto di adattare proprio questo momento anche per il forte impatto emotivo della storia. Nella sua versione cinematografica, Argo avrebbe un ruolo leggermente più importante rispetto al poema originale.

Da semplice presenza in una scena, il cane diventa un personaggio secondario della narrazione, con apparizioni anche nei ricordi del passato, quando era ancora cucciolo o accompagnava Ulisse, interpretato da Matt Damon, nelle battute di caccia.

La scena del ricongiungimento tra Argo e il suo padrone resta invece centrale, mantenendo intatto il valore simbolico della fedeltà assoluta.

«La storia definitiva sui cani»: il legame personale di Nolan

La storia di Argo avrebbe avuto un peso importante nella scelta di Nolan di dedicarsi al progetto dopo il successo di “Oppenheimer”.

Il regista britannico ha raccontato di aver sviluppato negli ultimi anni un rapporto speciale con i cani. Da bambino non aveva mai avuto un animale domestico, ma dopo che i quattro figli avuti con la produttrice Emma Thomas hanno lasciato casa per andare all’università, la coppia ha deciso di adottare un cane di nome Charlie.

Proprio questa esperienza avrebbe cambiato il modo in cui Nolan guarda al rapporto tra persone e animali.

«Ho deciso di fare Odissea perché è la storia definitiva sui cani», avrebbe dichiarato il regista, spiegando quanto la vicenda di Argo lo abbia colpito.

La scelta della razza: il rigore storico di Nolan

Come spesso accade nei suoi film, Nolan avrebbe prestato grande attenzione anche ai dettagli storici. Per portare Argo sul grande schermo è stata studiata anche la razza più adatta per rappresentare il cane di Ulisse.

La scelta è ricaduta sul podengo portoghese, una delle razze canine più antiche al mondo, originaria della penisola iberica e conosciuta per resistenza, capacità nella caccia e grande fedeltà.

Caratteristiche considerate particolarmente adatte per un cane legato alla figura di Ulisse, eroe abituato ai viaggi, alle difficoltà e alla sopravvivenza.

Tre cani per raccontare tutta la vita di Argo

Nel film Argo viene interpretato da tre cani diversi, necessari per rappresentare le varie fasi della sua esistenza: da cucciolo, da adulto e da anziano.

La produzione avrebbe scelto la varietà più grande del podengo portoghese, una delle meno diffuse. Secondo quanto raccontato dall’attore John Leguizamo, che interpreta Eumeo nel film, esisterebbero soltanto pochi esemplari di questa tipologia nel mondo.

Una fedeltà che supera il tempo

Il podenco portoghese ha generalmente un’aspettativa di vita compresa tra i 10 e i 15 anni. Per questo motivo, il fatto che Argo riesca ad aspettare Ulisse per vent’anni rende ancora più straordinaria la sua storia.

Il cane di Omero continua così a rappresentare uno dei simboli più potenti della fedeltà assoluta: un animale capace di riconoscere il proprio padrone quando tutto il resto del mondo lo ha dimenticato.

Con la sua versione dell’Odissea, Christopher Nolan non racconta soltanto un viaggio epico tra miti, guerre e divinità, ma anche una delle storie d’amore più semplici e universali mai scritte: quella tra un uomo e il suo cane.

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