Mario Adorf, attore svizzero di origine tedesca e italiana, è deceduto all’età di 95 anni nel suo appartamento a Parigi. La notizia è stata confermata dall’agenzia Dpa, citando il manager Michael Stark. Nato a Zurigo l’8 settembre 1930, Adorf ha avuto una carriera prolifica con oltre duecento film e produzioni televisive.
Gli esordi e l’ascesa nel cinema europeo
Figlio di Alice Adorf, un’infermiera tedesca, e di Matteo Menniti, un chirurgo italiano, Mario Adorf è cresciuto a Mayen, in Germania. Durante gli anni universitari a Magonza, ha sviluppato una passione per la recitazione, partecipando a gruppi teatrali e praticando il pugilato. Nel 1954 si è trasferito a Monaco di Baviera, dove ha iniziato la sua carriera nel movimento teatrale e cinematografico Kammerspiel.
Il suo primo ruolo significativo è stato nel film “Il diavolo è femmina” (1957) di Robert Siodmak, che ha ricevuto una nomination all’Oscar come miglior film straniero. Negli anni ’60, Adorf ha consolidato la sua fama partecipando a numerosi film, tra cui adattamenti delle opere di Karl May e spaghetti western.
Collaborazioni internazionali e ruoli iconici
Nel corso della sua carriera, Adorf ha lavorato con registi di fama mondiale come Rainer Werner Fassbinder, Billy Wilder, Volker Schlöndorff, Robert Siodmak, Sam Peckinpah, Sergio Corbucci e Claude Chabrol. Ha interpretato ruoli memorabili in film come “Operazione San Gennaro” e “Milano calibro 9”.
Nonostante le numerose opportunità, Adorf ha rifiutato ruoli in produzioni di rilievo come “Il padrino” di Francis Ford Coppola e “Uno, due, tre!” di Billy Wilder. Tuttavia, ha successivamente collaborato con Wilder nel film “Fedora” (1978), interpretando il ruolo di un direttore d’albergo.
Vita personale e riconoscimenti
Negli anni ’60, Adorf ha sposato l’attrice Lis Verhoeven, con la quale ha avuto una figlia, Stella. Dopo il divorzio, nel 1985 ha sposato Monique Faye.
Nel corso della sua carriera, Adorf ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Bavarian Film Awards Honorary Award nel 2000 e il Best Human Brand Award nel 2011. Nel 2024, gli è stato conferito il Deutscher Fernsehpreis: Ehrenpreis der Stifter.