Il mondo del cinema piange la scomparsa di Chuck Russell, regista e sceneggiatore statunitense noto per aver diretto film cult degli anni ’80 e ’90. Russell è stato trovato privo di sensi nella sua abitazione di San Diego mercoledì 22 luglio e, nonostante l’intervento dei soccorritori, è stato dichiarato morto sul posto. Aveva 74 anni. Le cause del decesso non sono state ancora rese note.
Dall’esordio horror al successo con ‘The Mask’
Chuck Russell ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema come sceneggiatore e produttore. Il suo debutto alla regia avviene nel 1987 con ‘Nightmare 3 – I guerrieri del sogno’, terzo capitolo della saga horror ideata da Wes Craven. Il film ottiene un buon successo, rilanciando il franchise di Freddy Krueger e contribuendo a lanciare la carriera di Patricia Arquette. L’anno successivo, Russell scrive e dirige ‘Blob – Il fluido che uccide’ (1988), remake del classico del 1958. Nel 1994 arriva la consacrazione con ‘The Mask – Da zero a mito’, commedia che vede protagonista Jim Carrey e segna il debutto cinematografico di Cameron Diaz. Il film incassa oltre 350 milioni di dollari a fronte di un budget di 18 milioni e ottiene una nomination agli Oscar per gli effetti visivi.
Collaborazioni con star del cinema d’azione
Dopo il successo di ‘The Mask’, Russell continua a lavorare con grandi nomi del cinema d’azione. Nel 1996 dirige Arnold Schwarzenegger in ‘Eraser – Eliminatore’, un thriller che ottiene un buon riscontro al botteghino. Nel 2002 è la volta di ‘Il Re Scorpione’, spin-off della saga de ‘La Mummia’, che vede Dwayne ‘The Rock’ Johnson nel suo primo ruolo da protagonista. Il film consolida la carriera cinematografica di Johnson, trasformandolo in una star del cinema d’azione.
Gli ultimi anni e il ritorno alla regia
Dopo un periodo di pausa, Russell torna alla regia nel 2016 con ‘I Am Wrath’, interpretato da John Travolta. Successivamente dirige ‘Paradise City’ (2022), che vede nuovamente Travolta affiancato da Bruce Willis. Nel 2024 firma il remake di ‘Witchboard’, un horror che segna il suo ultimo lavoro dietro la macchina da presa. La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo del cinema, privandolo di un regista capace di spaziare tra generi diversi e di creare film che hanno segnato l’immaginario collettivo.