True Crime: perché appassiona così tanto gli italiani? L’analisi di Stefano Nazzi a Radio Kiss Kiss

Il giornalista e podcaster Stefano Nazzi spiega in diretta su Radio Kiss Kiss le ragioni del boom del true crime in Italia, i casi che diventano ossessione collettiva e quelli che passano inosservati.

Il fenomeno del true crime sta vivendo un vero e proprio boom in Italia. Sempre più persone seguono programmi, podcast e trasmissioni dedicate ai fatti di cronaca nera. Ma perché certi casi diventano ossessioni collettive mentre altri passano quasi inosservati? A rispondere a queste domande è stato Stefano Nazzi, giornalista, scrittore e podcaster, ospite di “Good Morning Kiss Kiss”.

True Crime in Italia: perché ci appassiona così tanto?

Durante la trasmissione su Radio Kiss Kiss, Max e Max hanno chiesto a Stefano Nazzi di spiegare le ragioni dietro l’interesse crescente degli italiani per la cronaca nera. Nazzi ha risposto: “Diventano, diciamo, quasi un’ossessione i casi che sentiamo più vicini a noi, in cui ci riconosciamo di più, quelli che ci assomigliano. Quindi famiglie di cui diciamo sono come la nostra, ragazze che potrebbero essere le nostre figlie, nostre sorelle, cioè tutto ciò che sentiamo come vicino ci colpisce di più e questo fa sì che alcuni casi suscitino più l’interesse di altri”.

Secondo Nazzi, quindi, l’identificazione personale gioca un ruolo fondamentale. I casi che coinvolgono persone o situazioni simili a quelle che viviamo quotidianamente ci toccano di più e attirano la nostra attenzione. Questo spiega perché alcuni fatti di cronaca diventano veri e propri fenomeni mediatici, mentre altri, magari anche più gravi, restano in secondo piano.

I casi dimenticati: quando la cronaca passa inosservata

Nel corso dell’intervista, Max e Max hanno chiesto a Nazzi se ci siano casi di cronaca che meritavano più attenzione ma che sono passati in sordina. Il giornalista ha citato un episodio recente: “Beh, ce ne sono sempre. Per esempio il caso recente del bracciante, ucciso da un gruppo di ragazzini. Come no, che triste. Addirittura che ha cercato rifugio in un bar, pare poi le cose dovranno essere confermate, ed è stato cacciato fuori. È un caso di cui non ci si è occupati, non ci si è occupati come invece avremmo dovuto. Anche perché è un caso che porta all’attenzione questa violenza giovanile, violenza di gruppo giovanile, che in questo momento è uno dei fenomeni da tenere sotto controllo. Ce ne siamo occupati meno proprio perché è una cosa lontana da noi. Le abbiamo pensate lontano da noi, le abbiamo pensate a questa storia, quando invece è vicinissima, perché quest’uomo lavorava e si è alzato alle 4 del mattino per andare a lavorare, era inserito nella nostra comunità e questi ragazzini erano figli di famiglie, ragazzini cresciuti intorno a noi, anche se in un’altra città, lontano da noi, ma quello che è successo è terribile per la persona che è stata uccisa, per la sua famiglia, ma anche per questi ragazzini che comunque si sono bruciati la vita e per che cosa poi non riusciamo a capirlo”.

L’effetto dei media sulla percezione della realtà

Un altro tema affrontato durante l’intervista riguarda l’impatto che la cronaca nera e il true crime possono avere sulla percezione della realtà. I conduttori hanno chiesto a Nazzi se l’interesse per questi fatti possa alterare la nostra visione del mondo, rendendoci più diffidenti o spaventati. Nazzi ha risposto: “È il rischio che ci dia una percezione della realtà che non è quella reale, cioè che ci faccia pensare di vivere in giungle, in far west, in cui la nostra vita è costantemente in pericolo. Per fortuna non è così, pensate che siamo il paese, per esempio, col più basso tasso di omicidi in Europa, secondi solo a Malta”.

Nazzi invita quindi a non lasciarsi condizionare troppo dalla narrazione mediatica, ricordando che l’Italia è uno dei paesi più sicuri d’Europa. Spesso, guardando la televisione o ascoltando i podcast di true crime, si ha l’impressione che i fatti di cronaca nera siano all’ordine del giorno, ma i dati raccontano una realtà diversa. L’intervista si è conclusa con un ringraziamento a Stefano Nazzi, che sarà presto protagonista su Sky Crime con il programma “Nazzi Racconta”.

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