Napoleone al Pitti Pizza & Friends: “Il napoletano mi ha riportato a casa attraverso le canzoni”

Il cantautore Napoleone si racconta ai microfoni di Radio Kiss Kiss durante il Pitti Pizza & Friends a Salerno, parlando delle sue origini musicali, del rapporto con la lingua napoletana e dei suoi prossimi progetti artistici.

In diretta dal Pitti Pizza & Friends di Salerno, Napoleone si è raccontato ai microfoni di Radio Kiss Kiss. Tra aneddoti personali, riflessioni sulla scrittura e anticipazioni sui suoi prossimi passi, l’artista ha svelato il suo legame con la musica napoletana e le nuove influenze sudamericane.

Napoleone e la scoperta della lingua napoletana nella musica

L’intervista si apre con una domanda sulla scelta di cantare in napoletano, lingua che per Napoleone è diventata centrale solo negli ultimi anni. L’artista racconta: “È nata ovviamente in maniera molto spontanea, essendo musicista è nata, oserei dire, suonando. Quindi è stato un qualcosa di davvero molto naturale e io non avevo mai scritto in dialetto prima di scrivere questi brani, no?”. Il periodo della pandemia ha avuto un ruolo fondamentale in questa svolta artistica: “C’è stato un periodo particolare, che è quello del Covid. Io l’ho vissuto a Torino, quindi molto lontano da casa e credo che in quel periodo una forma molto forte di nostalgia mi abbia spinto. A poi sposare la lingua napoletana. Esatto, esatto, a farmi riportare a casa attraverso le canzoni che poi è l’unico modo che conosco… Per teletrasportarmi in dei posti”. La scelta di scrivere in napoletano, quindi, nasce da un bisogno di appartenenza e di ritorno alle origini, reso ancora più forte dalla lontananza forzata durante il lockdown.

Scrivere per sé e per gli altri: due mondi diversi

Nel corso della chiacchierata con Stefano Piccirillo, Napoleone riflette anche sulla differenza tra scrivere canzoni per altri artisti e comporre per sé stesso. “Io ho dei tempi biblici quando scrivo per me. È proprio una modalità totalmente diversa. Senti anche una responsabilità diversa perché metti la tua voce, metti la tua faccia, quindi devi raccontare anche qualcosa che effettivamente ti rappresenti. Quando scrivi per gli altri sei più un supporto anche all’artista o all’autore con cui stai collaborando. Quindi hai un senso di leggerezza…”. L’artista sottolinea come la scrittura personale sia più lenta e impegnativa, perché richiede autenticità e un’esposizione diretta. Al contrario, lavorare per altri permette di alleggerire la pressione e di concentrarsi sul supporto creativo. Questa doppia dimensione, secondo Napoleone, arricchisce il suo percorso artistico e gli consente di esplorare diverse sfumature della musica italiana.

Nuove sonorità e progetti futuri: il viaggio verso il Sud America

Durante l’intervista, Napoleone anticipa anche i brani che avrebbe portato sul palco del Pitti Pizza & Friends: “Suoneremo ‘Amalfi’, ‘Lacrime a Mare’, ‘Cucù Marì’ che è l’ultimo singolo e ‘Anna è tornata”. Parlando dei suoi prossimi obiettivi, l’artista rivela una nuova direzione musicale: “Adesso forse sto andando verso una strada molto più cantautorale, molto più acustica perché l’ultimo singolo, appunto, Cucù Marì, ha un po’ delle sonorità che vanno in quella direzione. Molto più Sud America. Ecco, mi sono spostato più in Sud America”. Alla domanda sul perché di questa scelta, Napoleone risponde: “Credo che siano un po’ gli ascolti recenti. Quindi ho iniziato il periodo brasiliano”. 

Dalle radici napoletane alle suggestioni arrivate dal Sud America, Napoleone continua così a costruire un percorso musicale in costante evoluzione, senza perdere il legame con la propria terra. 

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