A svelare l’arrivo del progetto era stata la stessa Elisa attraverso i suoi canali social, raccontando un disco molto personale, nel quale trova spazio una dimensione più intima e autobiografica. E “Kintsugi” ne rappresenta una sua espressione, tra fragilità, consapevolezza, amore e la capacità di trasformare le proprie ferite in una nuova forma di forza. Il singolo sarà accompagnato da un videoclip che anticipa anche la natura più ampia del nuovo progetto discografico, destinato a coinvolgere diverse forme d’arte e a svilupparsi oltre la sola dimensione musicale.
Il titolo del brano, scritto dalla stessa Elisa e prodotto da Dardust, richiama l’antica arte giapponese del kintsugi, la tecnica che consiste nel riparare gli oggetti di ceramica rotti mettendo in evidenza le fratture con l’oro. Una metafora delle cicatrici che non vanno nascoste, ma possono diventare parte della propria storia e acquisire un nuovo valore.
Nel brano l’artista porta questa immagine sul piano personale: le crepe, il dolore, i pensieri e le fragilità diventano parte di un percorso di rinascita, fino alla possibilità di guardare alle proprie cicatrici come segni di qualcosa che è stato attraversato e trasformato.