Piazza Unità d’Italia si è trasformata in un enorme palcoscenico per il concerto dei Gorillaz, accolti da circa 16mila spettatori arrivati da diverse parti d’Italia e dall’estero. La band britannica guidata da Damon Albarn ha regalato una serata ricca di energia, emozioni e contaminazioni musicali, confermandosi come una delle realtà più originali della scena internazionale.
Il pubblico aveva chiesto un abbraccio simbolico alla band per il primo concerto a Trieste e il rapporto tra artisti e spettatori è diventato uno dei momenti più intensi della serata.
L’attesa dei fan e l’entusiasmo per il concerto
Tra il pubblico c’erano spettatori alla loro prima esperienza live con i Gorillaz e fan di lunga data arrivati anche dall’estero. Qualcuno aveva già seguito la band a Londra, mentre altri aspettavano da tempo l’occasione di assistere a uno spettacolo del gruppo.
L’attesa è iniziata molte ore prima dell’inizio del concerto, con ogni spettatore legato a un brano speciale della band. Non sono mancati anche i paragoni e le sfide tra le diverse anime del rock britannico, con riferimenti alla storica rivalità con gli Oasis.
“The Mountain” apre lo spettacolo in piazza Unità
Alle 21.15 la piazza ha iniziato a vivere la magia del concerto. Sui maxi schermi sono comparsi gli iconici personaggi animati dei Gorillaz, protagonisti di una storia musicale unica nel suo genere.
L’apertura è stata affidata a “The Mountain”, brano che dà il titolo all’ultimo album della band, accompagnato da un video con richiami al mondo della giungla. La scaletta è poi proseguita con “The Happy Dictator”, “Tranz” e “Last Living Souls”, alternando nuovi brani e grandi successi della carriera del gruppo.
Una band fuori dagli schemi arriva in carne e ossa
I Gorillaz, nati come prima band animata al mondo, sono arrivati a Trieste anche nella loro dimensione reale. Il gruppo formato dai personaggi 2D, Murdoc Niccals, Noodle e Russel Hobbs ha portato sul palco tutta l’identità costruita negli anni.
Il progetto creato da Damon Albarn, ex frontman dei Blur, insieme al fumettista Jamie Hewlett, ha sempre puntato sulla sperimentazione e sulla libertà artistica, lontano dagli schemi tradizionali dell’industria musicale.
Nonostante il successo mondiale raggiunto fin dagli inizi, la band continua a mantenere un rapporto diretto con il pubblico, come dimostrato anche dalla visita al Santuario di Monte Grisa nel pomeriggio, vissuta dai musicisti come un momento da semplici visitatori della città.
Un pubblico arrivato da 40 Paesi
La presenza dei fan ha confermato il carattere internazionale dell’evento. Secondo i dati legati alla partecipazione, la distanza media percorsa dagli spettatori per assistere al concerto è stata di 218 chilometri.
Dei 16mila presenti, il 69% proveniva dall’Italia, ma soltanto il 6% era residente a Trieste e meno del 20% arrivava dal Friuli Venezia Giulia. Importanti le presenze da Veneto e Lombardia, mentre dall’estero sono arrivati fan soprattutto da Slovenia, Croazia, Austria e Germania.
I biglietti sono stati venduti in 40 Paesi, tra cui Regno Unito, Cina, Finlandia e Canada.
Due ore di musica, ospiti e grandi successi
Damon Albarn e i musicisti hanno costruito uno spettacolo di quasi due ore, con una scaletta capace di attraversare tutta la storia dei Gorillaz.
Tra i momenti più particolari il debutto dal vivo in tour di “Strobelite”, brano del 2017 contenuto nell’album “Humanz”. Durante il concerto sono saliti sul palco anche diversi ospiti, tra cui Kara Jackson per “Orange County”, Posdnuos per “Superfast Jellyfish” e “Feel Good Inc.”, Yasiin Bey per “Stylo” e “Damascus”, con la partecipazione anche di Omar Souleyman, e Bootie Brown per “Dirty Harry”.
La scaletta ha incluso anche brani come “19-2000”, “Rhinestone Eyes”, “On Melancholy Hill”, “Kids With Guns”, “Plastic Beach” e “Clint Eastwood”.
Damon Albarn e il messaggio sulla libertà
Oltre alla musica, il concerto ha lasciato spazio anche alla riflessione. Damon Albarn ha rivolto al pubblico un messaggio dedicato alla democrazia e alla libertà di espressione, sottolineando l’importanza di questi valori soprattutto per le nuove generazioni.
La serata di Trieste si è così trasformata non solo in un evento musicale, ma anche in un momento di condivisione e partecipazione attraverso il linguaggio universale della musica.
Una piazza spettacolare per il grande evento dell’estate
Il concerto ha valorizzato anche la scenografia naturale di piazza Unità d’Italia, con il tramonto che ha colorato la folla e le luci dei palazzi storici che hanno accompagnato lo spettacolo serale.
Con la loro musica alternativa, ricca di influenze hip hop e contaminazioni internazionali, i Gorillaz hanno confermato il loro legame con generazioni diverse di ascoltatori, regalando a Trieste uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’estate.